Il Blog del Leprechaun

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L'esperimento europeo è fallito. 16/04/2013

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New York Times

EDITORIALE

I problemi con la signora Merkel

Pubblicato il 19 giugno 2012

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Dopo la loro riunione di due giorni conclusasi martedì, i leader del gruppo delle 20 maggiori economie del mondo sono riusciti a dire alcune cose giuste. Concentrandosi sulla crisi del debito della zona euro -chiaramente il più grande pericolo  per l'economia globale - si sono impegnati a fare di più per stimolare la crescita, assicurare la stabilità finanziaria e sostenere un'Unione di bilancio europea più forte.

La questione ora è se queste parole si tradurranno mai in un'azione efficace. Se ci si fa guidare dagli ultimi due anni di crisi dell'euro, la risposta è probabilmente negativa. Quando le spire della recessione e delle crisi bancarie hanno avviluppato Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia, la risposta, guidata dalla Germania, è stata dominata da un'implacabile insistenza su di una austerità autodistruttiva, e su piani di salvataggio frammentari.

Il risultato è stato una recessione più profonda, disordini sociali e sconvolgimenti politici nelle economie europee più deboli e una crescente sfiducia tra le nazioni forti e quelle deboli dell'Europa, esattamente le condizioni peggiori per integrare le banche, i bilanci e le politiche Europei nel modo che è indispensabile per la sopravvivenza a lungo termine dell'euro.       

Questa volta sarà diverso?       

Oggi ci sono crescenti motivi per la Germania per cambiare atteggiamento. Oggi la posta in gioco è più elevata. Non appena le elezioni di domenica in Grecia hanno allontanato le paure di una uscita disordinata della Grecia dall'euro, gli oneri finanziari per Spagna e Italia sono schizzati. Entrambi i paesi devono vendere i loro titoli per rifinanziare il debito con pesanti interessi, ma gli investitori, spaventati dalla recessione e l'instabilità finanziaria, stanno invece tirando fuori i loro soldi da quei paesi. Questo fa presagire per l'Europa sfide molto più difficili di quelle affrontate finora e mette in evidenza il fallimento delle politiche per arginare la crisi.

In tale contesto, i leader del mondo hanno avuto la possibilità di fare pressioni su Angela Merkel, la cancelliera della Germania, perché fornisca un supporto più forte e più flessibile ai salvataggi, per esempio, dando alla Grecia più tempo per soddisfare i termini massacranti del suo pacchetto di salvataggio, oppure iniettando capitali direttamente dalla zona euro nelle banche spagnole, oppure cercando modi più aggressivi per abbassare i tassi di interesse per i paesi vulnerabili, ivi compresa l'emissione di Eurobond comuni o l'acquista diretto dei titoli da parte della Banca centrale europea.

La Signora Merkel si è a lungo rifiutata di compiere questi passi. Ma la prossima settimana, quando i leader dell'Unione europea si incontreranno per una prevista riunione al vertice, le discussioni del G-20 potrebbero fornire un fondamento e una copertura politica perché lei possa cominciare a prendere dei provvedimenti più audaci.

Oppure ancora, lei potrebbe tenere ferma la sua attuale posizione. Ha ripetutamente insistito sull'austerità per i paesi sotto pressione, anche quando questa è stata evidentemente un fallimento. E mentre correttamente afferma che più aiuti e termini migliori dovrebbero essere accompagnati da una maggiore unità dell'Europa, la mancanza di questa unità sembra essere una scusa per ritardare le misure per garantire che gli aiuti adeguati siano disponibili in termini praticabili. Con le politiche attuali, la zona euro e l'economia globale sono in un grosso rischio.

Dalla prossima settimana scopriremo se i leader mondiali al G-20 saranno riusciti ad ottenere qualcosa dalla signora Merkel.

Argomenti

Cronologia

Rassegna stampa internazionale

12/08/2012 Juncker sulla Grecia

10-12/09/2012  Grecia, Francia, BCE

13/09/2012 Elezioni in Olanda

15-16/09/2012 Draghi al Bundestag. Grecia, Spagna, PS francese.

17/09/2012 Manifestazione sindacale europea. Draghi. Francesi, tedeschi e Maastricht. Bulgaria, Polonia, e l'Euro.

18/09/2012 Il fiscal compact. Grecia: crollo del costo del lavoro.

24/09/2012 Alta tensione in Grecia.

29/09/2012 I "numeri" di Maastricht.

16/10/2012 Ma l'avete capito il fiscal compact?

18/10/2012 Perché l'Europa si dibatte.

27/10/2012 Oltre al "Grexit", anche il "Brixit"? Gran Bretagna fuori della UE?

05/11/2102 Portogallo: Il partito socialista dice no a 4 miliardi di tagli. Irlanda: i sindacati e il corteo anti-austerità.

14/11/2012 Scioperi e manifestazioni in tutta Europa.

19/11/2012 La presidente Brasiliana Rousseff: "l'austerità è un autogol"

01/12/2012 Il partito antieuropeo avanza nelle suppletive inglesi.

24/01/2013 Salvataggio della Slovenia: il premier non si dimette.

08/02/2013 La depressione degli eurocrati.

14/02/2013 Quarto trimestre negativo per la zona euro.

20/02/2013 Perché la crisi euro non è ancora finita

02/03/2013 Handelsblatt: La CDU accomanda agli italiani di tornare alla lira.

10/05/2016 Dubbi tedeschi sul debito pubblico della Germania

31/07/2016 Intervista di Ray McGovern alla Neues Deutschland

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