Il Blog del Leprechaun

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Parole:

Fiscale :: Competitività :: Liberalizzazione :: Sovranità&Fiducia
Depressione :: Debito :: Rigore & co.  Lochescion&FunnyEngrish Mister Euro :: Rating&outlook :: Correlazione :: Meritocrazia

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Letture consigliate:

L'insolente redditività delle banche americane e la confessione tardiva di Deutsche Bank. 24/07/2013

Dipendenti e pensionati greci hanno pagato il prezzo più alto della recessione. 24/07/2013.

Unione Europea: Arroganza fuori luogo. 15/07/2013

Un sorriso con denti d'acciaio.  05/07/2013

Que reste-t-il de la démocratie dans l'Union européenne? 15/06/2013

Quello che "Alternative für Deutschland" non puo' dire. 28/05/2013

L'esperimento europeo è fallito. 16/04/2013

L'Euro è destinato a un inevitabile tracollo. 16/04/2013

Come ci hanno deindustrializzato. 29/04/2013

Ultimi post:

Il più letto: Il debito pubblico italiano, da dove viene fuori?


Andreatta: Pure dei morti si serve il MinCulPop


15/12/2011 Andreatta, il "divorzio" tra Tesoro e Banca d'Italia, e le sue conseguenze.

Il MinCulPop non esita a far levare i morti, per sostenere le sue assurdità pantedesche sul “rigore di bilancio” e sui "pericoli di inflazione" legati alla monetizzazione del debito. Oggi abbiamo e il Corriere (Andreatta, l'uomo del rigore che guardava lontano.) e il Sole24Ore (A lezione di rigore da Andreatta) a commemorare Andreatta, e il suo progetto “di successo” di eliminare l'obbligo per la Banca d'Italia di acquistare i titoli del debito pubblico non collocati. Già, perché questo faceva la Banca d'Italia allora, comperava titoli del Tesoro, come non fa oggi la BCE, ma fanno la FED e la Banca d'Inghilterra, quest'ultima in violazione all'Art. 123 del Trattato sul funzionamento dell'Unione, che si applica alla UE intera, non alla sola Eurozona. Nessuno si è però mai sognato di proporre sanzioni (vorrei vedere! Andrebbe sanzionata la BCE per non farlo).

Ora si dà il caso che Andreatta abbia soppresso l'obbligo, non la facoltà. Oggi invece la BCE non ne ha la facoltà. Sarebbe stato anche gradito da parte dei rappresentanti della stampa indicare uno straccio di data, ma non importa, lo facciamo noi per loro: Andreatta è stato al Tesoro tra il 1980 e il 1982. Il contesto è comunque chiaro: Andreatta fece questo in un momento completamente diverso - per molti versi anzi opposto - da quello attuale: si era in iperinflazione. Che quell'obbligo “contribuisse” all'iperinflazione è inoltre non solo tutto da dimostrare, ma del tutto inverosimile. E l'inflazione aveva comunque già iniziato a calare prima del provvedimento. Vediamo il grafico.

Inflazione Italia

Gli anni '70 sono quelli della stagflazione, del rincaro del petrolio a seguito degli esiti della guerra del Kippur, alla quale alcuni paesi OPEC (tra i quali l'Iraq di Saddam Hussein)  reagirono costituendo il cosiddetto "fronte del rifiuto",  delle domeniche a piedi  in Italia e in Europa per il  blocco della circolazione privata domenicale per diminuire i consumi di petrolio (qui una pagina di ricordi dell'epoca).

Dal 1982 in poi si sollevò il dibattito sul ruolo invece che la scala mobile aveva nel sostegno all'iperinflazione (per una storia anche di quegli anni, si legga qua. Per studi e analisi recenti sul (non) ruolo della scala mobile, qua). La scala mobile fu azzerata per una volta (con effetto dunque semmai sul livello dei prezzi, non sull'inflazione) col “decreto di San Valentino” di Craxi nel 1984, che il referendum del 1985 tentò vanamente di abrogare. Si dovrà giungere però al 1992 per l'effettiva abolizione e sua sostituzione con la "politica dei redditi", con l'accordo delle parti sociali. L'inflazione divenne stabilmente “a una cifra” nel 1985 (prima della soppressione del 1992), per raggiungere con fluttuazioni il 4,2% nel 1993 (Per i giornalisti, ecco qui  un loro articolo dell'epoca. E si legga anche qui, qui e qui) e il 2% nel 1999.

Se all'inflazione il provvedimento di Andreatta (il "divorzio tra Tesoro e Banca d'Italia") fece assai probabilmente ben poco, non così fu per il debito pubblico, che iniziò invece immediatamente ad arrampicarsi velocemente a causa degli interessi, cumulati e concatenati (interessi sugli interessi pregressi) che si impennarono. Guardiamo la figura.

Debito pubblico Italia

Ma non importa, questi sono "banali fatti", roba della quale non vale la pena di occuparsi. Gli integralisti non hanno mai dubbi, e gli Uffici Stampa&Propaganda, da sempre, utilizzano qualunque cosa capiti a tiro – pertinente o impertinente – che possa anche solo sembrare da supporto alle loro tesi. Qui trovate altri dati e un'analisi sul debito pubblico - e sulle sue origini - e sui tassi di interesse.

Zdanov e Stalin tornano a fare scuola: si riscrive la storia ad usum delphini. Se è vero che (per ora) non si cancellano le foto, non ci si fa però scrupolo a far “levare i morti”.


PS: Corre l'obbligo si segnalare, sul Corriere, il pezzo di Paolo Franchi, non genuflesso ai diktat del momento.


21/04/2012 Enrico Letta e Mario Draghi su Andreatta e Ciampi

Enrico LettaUna tardiva aggiunta: al provvedimento Andreatta di cui qui si parla, non è estraneo Mario Monti, che fece notevoli pressioni in tal senso. Citiamo Enrico Letta (persona importante, in quanto membro della Trilaterale) alla Camera, al discorso di commemorazione:

"Era uomo di atti, rigore e azione", ha sottolineato Letta, rilevando anche la "continuità tra i discorsi di Mario Monti e Andreatta", ad esempio sulla necessità di ridurre il debito pubblico soprattutto pensando alle nuove generazioni.

Suona piuttosto involontariamente ironico, a fronte del grafico qui sopra.

Vale la pena di segnalare qui qualche testo "storico" (o di storia, se vogliamo) sulla vicenda del "divorzio". Uno di questi riguarda Ciampi. Lo trovate qui su Google books. Il testo è un po' oscuro (è un panegirico su Ciampi, non si pone molto il problema di spiegare gli avvenimenti), ma vi si narrano comunque diverse cose. Che Ciampi era un fautore dell'indipendenza della Banca d'Italia, un fustigatore di costumi, e che fosse fortemente favorevole al "divorzio".


Un altro è qui, ed è di Mario Draghi (v. pag 6).

Carlo Azeglio CiampiOra Ciampi fu chiamato al governo subito dopo il primo governo Amato. Se si guarda la figura in fondo a questa pagina (dove il PIL è mostrato assieme ai governi), si vede che i governi che hanno fatto innalzare più velocemente il debito pubblico nella storia d'Italia sono stati proprio i governi Amato I e Ciampi. Che ci sia un nesso, con le idee professate? Possibile che dopo tanti anni, con gli stessi dati che abbiamo sott'occhio qui sotto noi, a Ciampi non sia mai venuto un dubbio?



17/05/2012 Bagnai sulle concause dell'impennata dei tassi di interesse.

Segnalo un'analisi appena uscita in un post nel blog di Alberto Bagnai sul debito pubblico, dove si introduce un altra "concausa" (forse principale)  dell'innalzamento dei tassi di interesse: lo SME, che imponeva una parità fissa tra le monete, con conseguente obbligo da parte dei paesi di difendere tale parità tenendo alti i tassi direttori.

05/11/2012 Un rivelatore scritto di Andreatta sul "divorzio".

Beniamino AndreattaSempre a Bagnai dobbiamo la "scoperta" di questo articolo di Andreatta dieci anni dopo il "divorzio", nel quale si ammette esplicitamente il ruolo avuto da questo sul debito pubblico.

Si segnala, di quel testo, questo passaggio: "Naturalmente la riduzione del signoraggio monetario e i tassi di interesse positivi in termini reali si tradussero rapidamente in un nuovo grave problema per la politica economica, aumentando il fabbisogno del Tesoro e l'escalation della crescita del debito rispetto al prodotto nazionale."

Non si trattò solo di "interessi positivi in termini reali", ma di "interessi fortemente positivi in termini reali", e in modo prolungato, come si vede qui.


11/02/2013 - Un vecchio testo di Vincenzo Visco sul "divorzio"

Vincenzo ViscoGrazie ad un lettore che vuole restare anonimo, ecco qui un intervento di Vincenzo Visco ad un convegno del Cespe del 2003. Questo è il link all'intervento, in formato doc (scusate, non è colpa mia) sul tema "La politica economica europea". Se ci fossero problemi, una versione PDF dell'intervento la trovate qui.

Ecco lo stralcio dell'interevento pertinente al tema: "Al tempo stesso l’adesione dell’Italia allo SME e il “divorzio” tra Tesoro e Banca d’Italia mettono in crisi il modello che aveva consentito, grazie all’imposta inflazionistica e a tassi di interesse reali negativi, di tenere assieme tra gli anni ’70 e gli anni ’80 una crescita di spesa primaria di 6 punti di PIL e una pressione fiscale inferiore di 10 punti alla media europea. Il risultato di tale assurda dissociazione tra la politica fiscale e politica monetaria fu l’esplosione della spesa per interessi e del debito pubblico che infatti sale dal 57,7% del PIL, del 1980, al 124% del 1994. Va osservato che, al contrario, la spesa primaria si stabilizza negli anni ’80 su percentuali del 37-38% del PIL non dissimili da quelle attuali."

E' bene precisare che - secondo il malvezzo di molti economisti - qui con "politica fiscale" V.Visco non intende le tasse ("politica tributaria"), ma la "politica di bilancio" (dello Stato).

02/05/2013 - Nino Galloni intervistato da Claudio Messora ripercorre, tra tante cose, quegli anni e il "divorzio".

"C’è la strategia più moderata che vuole l’Europa e che faceva capo anche a Moro, ma che faceva capo anche a Paolo Baffi, governatore della Banca d’Italia, e ad altri personaggi del mondo economico e finanziario italiano, e poi invece emerge una posizione più estremista, pro Europa, che praticamente fa propria l’idea che si debba combattere la classe politica corrotta e clientelare e tutte le sue espressioni facenti capo fondamentalmente alla Democrazia Cristiana e ai suoi partiti alleati, compreso il Partito Socialista, e che per questo si debbano anche cedere porzioni di sovranità, e si comincia con la sovranità monetaria." ... "Anche Andreatta, pur essendo stato un keynesiano, era entrato in quella che noi chiamiamo “la corrente neo-keynesiana”, li chiamiamo anche “keynesiani bastardi”, di cui il maggior rappresentante era il premio Nobel Modigliani, i quali proponevano appunto questo passaggio rispetto alla moneta che impedisse alla classe politica di decidere investimenti in infrastrutture per lo sviluppo industriale, per lo sviluppo del paese. Ecco, questo è stato un errore cruciale che ha determinato poi l’esplosione dei tassi di interesse e quindi del debito pubblico, ma soprattutto l’accorciamento di orizzonte delle imprese industriali che assumevano sempre di meno perché dovevano valutare il profitto immediato e non potevano stare a fare grandi progetti industriali. Quindi quello che accadde per gli investimenti pubblici, accadde anche per gli investimenti privati, a causa degli alti tassi di interesse."

Argomenti

Cronologia

Rassegna stampa internazionale

12/08/2012 Juncker sulla Grecia

10-12/09/2012  Grecia, Francia, BCE

13/09/2012 Elezioni in Olanda

15-16/09/2012 Draghi al Bundestag. Grecia, Spagna, PS francese.

17/09/2012 Manifestazione sindacale europea. Draghi. Francesi, tedeschi e Maastricht. Bulgaria, Polonia, e l'Euro.

18/09/2012 Il fiscal compact. Grecia: crollo del costo del lavoro.

24/09/2012 Alta tensione in Grecia.

29/09/2012 I "numeri" di Maastricht.

16/10/2012 Ma l'avete capito il fiscal compact?

18/10/2012 Perché l'Europa si dibatte.

27/10/2012 Oltre al "Grexit", anche il "Brixit"? Gran Bretagna fuori della UE?

05/11/2102 Portogallo: Il partito socialista dice no a 4 miliardi di tagli. Irlanda: i sindacati e il corteo anti-austerità.

14/11/2012 Scioperi e manifestazioni in tutta Europa.

19/11/2012 La presidente Brasiliana Rousseff: "l'austerità è un autogol"

01/12/2012 Il partito antieuropeo avanza nelle suppletive inglesi.

24/01/2013 Salvataggio della Slovenia: il premier non si dimette.

08/02/2013 La depressione degli eurocrati.

14/02/2013 Quarto trimestre negativo per la zona euro.

20/02/2013 Perché la crisi euro non è ancora finita

02/03/2013 Handelsblatt: La CDU accomanda agli italiani di tornare alla lira.

10/05/2016 Dubbi tedeschi sul debito pubblico della Germania

31/07/2016 Intervista di Ray McGovern alla Neues Deutschland

Poeti, scrittori, artisti
e altri visionari

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