Il Blog del Leprechaun

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Parole:

Fiscale :: Competitività :: Liberalizzazione :: Sovranità&Fiducia
Depressione :: Debito :: Rigore & co.  Lochescion&FunnyEngrish Mister Euro :: Rating&outlook :: Correlazione :: Meritocrazia

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Letture consigliate:

L'insolente redditività delle banche americane e la confessione tardiva di Deutsche Bank. 24/07/2013

Dipendenti e pensionati greci hanno pagato il prezzo più alto della recessione. 24/07/2013.

Unione Europea: Arroganza fuori luogo. 15/07/2013

Un sorriso con denti d'acciaio.  05/07/2013

Que reste-t-il de la démocratie dans l'Union européenne? 15/06/2013

Quello che "Alternative für Deutschland" non puo' dire. 28/05/2013

L'esperimento europeo è fallito. 16/04/2013

L'Euro è destinato a un inevitabile tracollo. 16/04/2013

Come ci hanno deindustrializzato. 29/04/2013

Ultimi post:

Il più letto: Il debito pubblico italiano, da dove viene fuori?


Sempre sul fiscal compact:

20/06/2012 Il Dossier del Senato parla dell'opposizione del Parlamento Europeo.

Aggiornamento: Dell'opinione del Parlamento europeo contraria al fiscal compact troviamo un resoconto in questo dossier del Servizio affari internazionali del Senato - Ufficio dei rapporti con le istituzioni dell'Unione Europea, che si incarica di fornire commenti e valutazioni ai due parlamenti sul Fiscal compact.

Alla pagina 7 della Nota illustrativa iniziale, troviamo:

«Si rammenta invero che il Parlamento europeo, il 18 gennaio 2012, aveva approvato una risoluzione fortemente critica nei confronti del testo sino allora disponibile. In particolare, il Parlamento europeo aveva: espresso perplessità su un siffatto accordo intergovernativo, ritenendo più efficace il quadro del diritto dell’Unione e il “metodo comunitario” per realizzare gli stessi obiettivi di disciplina di bilancio e per realizzare una vera unione economica e fiscale; richiesto una maggiore valorizzazione del ruolo del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali in tutti gli aspetti del coordinamento e della governance in ambito economico; richiesto l’impegno a integrare l’accordo nei trattati europei al più tardi entro cinque anni; reiterato i suoi appelli per un’Unione improntata non solo alla stabilità, ma anche alla crescita sostenibile, attraverso misure destinate alla convergenza e competitività, project bonds, un’imposta sulle transazioni finanziarie; espresso formalmente la riserva di avvalersi di tutti gli strumenti politici e giuridici per difendere il diritto dell’Unione qualora l’accordo definitivo dovesse prevedere elementi incompatibili con il diritto dell’Unione.»

29/01/2012 Cohn-Bendit: il Parlamento europeo non è d'accordo

Il fiscal compact (o "unione di bilancio", o "unione fiscale" come spesso si dice commettendo un errore lessicale) è l'accordo per un nuovo trattato europeo siglato l'8 e il 9 dicembre al vertice del Consiglio Europeo. Qui trovate una spiegazione dettagliata.

Oggi, in un'intervista a Libération, Daniel Cohn-Bendit, copresidente del gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo, ha definito il fiscal compact come "inutile". Qui il testo in italiano, e qui l'originale in francese.

“Ma questo trattato non risolverà la questione, perché ci sono da una parte degli Stati che non lo ratificheranno e, dall'altra, Stati che non potranno trascrivere questa 'regola d'oro' nel loro diritto interno. Per esempio, in Finlandia occorre una maggioranza di quattro quinti per modificare la Costituzione... idem per i Paesi Bassi o la Grecia. In Francia, semplicemente non c'è una maggioranza politica per una tale regola. Siamo alla pura gesticolazione politica: è un trattato di cui non si ha bisogno.”

"Tutti si sono sottoposti all'ideologia imposta dal governo tedesco, sostenuto dai suoi omologhi finlandesi ed olandesi:  secondo lui, la stabilizzazione dei mercati passa per la prosecuzione in eterno del rigore di bilancio, senza volere guardare più lontano. La maggioranza del Parlamento europeo non è su questa linea. ...”

Cohn-Bendit ci fa anche sapere quanti interessi paga la Francia sul debito (qualcuno sa quanta parte del debito pubblico italiano è debito cumulato all'interesse composto? [24/02/2012: sì, io. Ma ho dovuto farmi i conti da me, qui. Ne leggerete delle belle]):

“... la Francia deve rimborsare, nel 2012, 49 miliardi di euro per i soli interessi del suo debito ...”.

E si parla di un paese i cui tassi sono piuttosto bassi: 

“... Basta guardare i tassi di interesse a dieci anni nei diversi paesi:  sia gli americani, sia gli inglesi  ottengono prestiti attorno al 2%, mentre i loro deficit ed i loro debiti sono superiori a quelli della zona euro. Il Giappone prende in prestito a meno dell'1% con un debito del 200%.

La Francia deve versare degli interessi di circa il 3%, l'Italia del 6%, la Spagna del 5,4%. Non sono logiche di bilancio dunque, ma logiche politiche quelle che spiegano questi tassi.

Quando Obama dice che investirà per rilanciare la sua economia, ottiene la fiducia dei mercati. Noi, sul rilancio, non abbiamo niente da dire. ...”

Ecco la linea del gruppo dei verdi e dei liberali al Parlamento europeo:

“Vogliamo un percorso che conduca alla creazione di un fondo di "riscatto" che permetterebbe di mettere in comune quella parte dei debiti pubblici che supera il 60% del PIL.

Questa parte sarebbe finanziata da obbligazioni europee emesse da un Tesoro europeo e dovrebbe essere rimborsata in venti anni.”

Questa proposta gode di appoggi che potrebbero sembrare inaspettati:

“ Si tratta di una proposta dei cinque istituti economici tedeschi che consigliano la cancelliera, ma che questa ha messo da parte”.

E veniamo al dunque, e al noi: la politica delle tre scimmie che caratterizza e il nostro Governo Monti, e lo schieramento politico che lo appoggia:

“... nessuno osa porre la questione del rilancio. Se la Francia, l'Italia, la Spagna o il Belgio dichiarassero che sono consapevoli della necessità di risanare le finanze pubbliche, ma che questo rischia di strangolare l'economia se lo si fa troppo rapidamente, e che bisogna organizzare una strategia di rilancio, si potrebbe avere una discussione politica con la Germania. Ora, questo dibattito non c'è. La Germania è tuttavia ben lontana dall'essere monolitica:  delle personalità come gli ex cancellieri Helmut Schmidt e Helmut Kohl criticano la Merkel. Non si può obbligare un Stato ad agire, ma lo si può sfidare... Bisogna uscire dalla pedagogia fosca di Angela Merkel, quella della punizione...”

Altro che “compiti a casa”.

31/01/2012 ll Ministro degli esteri finlandese Erkki Tuomioja: inutile e dannoso

La vicenda del fiscal compact si arricchisce di eventi e particolari. C'è una prima firma in una "riunione informale", dove inizia a perdere ulteriori pezzi (oltre UK): la Repubblica ceca, che non firma più. La Svezia deve prima passare per il parlamento, si vedrà.

Apprendiamo inoltre da Le Monde alcuni particolari interessanti (qui in italiano). Ad esempio, che il Ministro degli esteri finlandese  Erkki Tuomioja (il paese che secondo il padronato tedesco dovrebbe far parte con Germania e Olanda della nuova "lega anseatica" con l'Euro di classe A) ha definito il trattato "inutile e dannoso". Questo oltre a confermare quanto già detto da Cohn-Bendit (v. sopra), e che cioè al Parlamento europeo questo trattato non piace perché "inutile" e anche "dannoso".
Ma c'è un'altra cosetta, ed è l'editoriale del 29 del New York Times, di Paul Krugman. Si intitola "La débacle dell'austerità", e parla dell'Europa, e specificamente dell'Italia. UK Italia e Spagna hanno finora fatto, in termini di PIL reale, dal momento della partenza della crisi, peggio di quanto fecero nel 1929. Guardatevi i grafici. Il club dei "peggio-di-allora", lo chiama.
Da citare integralmente le conclusioni:

"La cosa che fa infuriare di questa tragedia è che è completamente inutile."


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Argomenti

Cronologia

Rassegna stampa internazionale

12/08/2012 Juncker sulla Grecia

10-12/09/2012  Grecia, Francia, BCE

13/09/2012 Elezioni in Olanda

15-16/09/2012 Draghi al Bundestag. Grecia, Spagna, PS francese.

17/09/2012 Manifestazione sindacale europea. Draghi. Francesi, tedeschi e Maastricht. Bulgaria, Polonia, e l'Euro.

18/09/2012 Il fiscal compact. Grecia: crollo del costo del lavoro.

24/09/2012 Alta tensione in Grecia.

29/09/2012 I "numeri" di Maastricht.

16/10/2012 Ma l'avete capito il fiscal compact?

18/10/2012 Perché l'Europa si dibatte.

27/10/2012 Oltre al "Grexit", anche il "Brixit"? Gran Bretagna fuori della UE?

05/11/2102 Portogallo: Il partito socialista dice no a 4 miliardi di tagli. Irlanda: i sindacati e il corteo anti-austerità.

14/11/2012 Scioperi e manifestazioni in tutta Europa.

19/11/2012 La presidente Brasiliana Rousseff: "l'austerità è un autogol"

01/12/2012 Il partito antieuropeo avanza nelle suppletive inglesi.

24/01/2013 Salvataggio della Slovenia: il premier non si dimette.

08/02/2013 La depressione degli eurocrati.

14/02/2013 Quarto trimestre negativo per la zona euro.

20/02/2013 Perché la crisi euro non è ancora finita

02/03/2013 Handelsblatt: La CDU accomanda agli italiani di tornare alla lira.

10/05/2016 Dubbi tedeschi sul debito pubblico della Germania

31/07/2016 Intervista di Ray McGovern alla Neues Deutschland

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