Il Blog del Leprechaun

Tieniti aggiornato sui contenuti del Blog del Leprechaun con i Feed RSS

Zoom: Ctrl+ Ctrl-  + -


Questo sito non usa cookies. Potrebbero usarli i siti utilizzati per il conteggio visite e per la ricerca in questo sito.
Verificate sui relativi siti (Addfreestats, Freefind) la situazione, se vi interessa.

Parole:

Fiscale :: Competitività :: Liberalizzazione :: Sovranità&Fiducia
Depressione :: Debito :: Rigore & co.  Lochescion&FunnyEngrish Mister Euro :: Rating&outlook :: Correlazione :: Meritocrazia

-----

Letture consigliate:

L'insolente redditività delle banche americane e la confessione tardiva di Deutsche Bank. 24/07/2013

Dipendenti e pensionati greci hanno pagato il prezzo più alto della recessione. 24/07/2013.

Unione Europea: Arroganza fuori luogo. 15/07/2013

Un sorriso con denti d'acciaio.  05/07/2013

Que reste-t-il de la démocratie dans l'Union européenne? 15/06/2013

Quello che "Alternative für Deutschland" non puo' dire. 28/05/2013

L'esperimento europeo è fallito. 16/04/2013

L'Euro è destinato a un inevitabile tracollo. 16/04/2013

Come ci hanno deindustrializzato. 29/04/2013

Ultimi post:

Il più letto: Il debito pubblico italiano, da dove viene fuori?


Ritratto di una catastrofe

La situazione dell'Europa. L'andamento del PIL, la recessione. Dove, quanto, quando, e chi.



27/10/2012 - Il quadro alla fine del 2011

Tecnicamente - si dice - si ha recessione quando il PIL diminuisce per più di due trimestri consecutivi. Non so quanto questa definizione - piuttosto artificiosa - sia condivisa.

La depressione è invece un fenomeno che consiste in una prolungata (anni) diminuzione dell'ouput complessivo di un sistema economico, misurato in termini di valore, cioè covenzionalmente monetari. Al PIL è attribuito il significato di misura (o meglio: stima) del valore monetario della ricchezza prodotta, e dunque la depressione è identificata con una diminuzione persistente del PIL. La recessione è invece definita come una diminuzione rispetto ad un momento immediatamente precedente, tipicamente l'anno.

Il PIL è fornito normalmente a prezzi correnti, e in tal caso prende il nome di PIL nominale. E' un dato contabile che non tiene conto del potere d'acquisto effettivo, e dunque degli effetti dell'inflazione. Il PIL nominale non da dunque conto dell'andamento della ricchezza prodotta (nel senso del PIL, ovviamente) salvo quando le variazioni non siano molto più ampie delle variazioni dei livelli dei prezzi, cosa diventata sempre più rara di questi tempi.

Di questi tempi di crescita stentata (o addirittura di decrescita), però, si deve invece sempre correggere il PIL nominale per tenere conto della perdita di potere d'acquisto dovuta all'inflazione, dato che le variazioni del PIL e quelle del potere d'acquisto sono confrontabili.

C'è anche da tenere conto che quando il PIL cresce più dell'inflazione, questa è un correttivo che si sottrae alla variazione del PIL, mentre quando il PIL cala, la correzione si somma alla variazione del PIL, dato che ne ha il medesimo segno. L'errore commesso non tenendo conto dell'inflazione è dunque maggiore (per l'esattezza, il doppio) in recessione di quanto non sia in periodi di crescita.

Il PIL corretto per le variazioni di potere d'acquisto prende il nome di PIL reale. La correzione è ovviamente fatta rispetto ad una certa data di riferimento, e questa data è quella che definisce il livello di potere d'acquisto (o dei prezzi) rispetto al quale si normalizzano i valori degli altri anni.

Utilizzare il PIL nominale anziché quello reale per fare confronti e stabilire se si è in recessione (o in depressione) o meno può dunque condurre a risultati ingannevoli. Forse, in qualche caso, volutamente ingannevoli.

Ma anche utilizzare il PIL reale e limitarsi a parlare della presenza o meno di recessione può essere completamente ingannevole, perché un innalzamento (o abbassamento) del PIL non dice di per sé nulla se non si tiene conto di quale era il livello al quale si era scesi nell'avvallamento (che è poi un sinonimo di depressione).

Ora, se si guarda all'andamento dei PIL dei paesi europei tenendo conto del deflatore (la variabile che esprime la variazione del potere d'acquisto rispetto ad una data di riferimento), e si guarda dunque al PIL reale, la situazione delle economie europee appare assai peggiore di come venga generalmente riferito, o percepito. L'Europa si trova cioè in una depressione iniziata alla fine del 2007 (la crisi dei mutui subprime e le sue sequele).

L'Eurostat pubblica i dati consuntivi fino al 2011 e del PIL, e del "deflatore" (indice HICP) riferito al 2005. Con semplici calcoli ci si può procurare un deflatore base 2007, l'ultimo anno cioè prima della crisi, per verificare cosa sia successo ai vari PIL reali durante la crisi, fino al 2011, rispetto al 2007.

Il foglio elettronico OpenOffice-LibreOffice contenente l'estrazione dal database Eurostat più fogli aggiuntivi (nello stato in cui si trovano, cioè molto incasinato) con calcoli derivati, lo trovate qui. Sarò grato a chiunque vorrà segnalarmi eventuali errori o imperfezioni, in modo che possa correggerli e segnalarli ai lettori.

Ecco ora i dati, per l'Eurozona e per la UE10 (i 10 paesi cioè che fanno parte della UE ma non dell'Eurozona). In amaranto i famosi GIIPS.

Sfondo celeste chiaro per l'anno peggiore.

E' interessante confrontare questi dati con i ragionamenti di Paul Krugman specifici per Italia e Gran Bretagna.


VARIAZIONE PIL REALE RISPETTO AL 2007

Paesi Eurozona

GEO/TIME

2008

2009

2010

2011

UE (27)

-2,9%

-9,4%

-7,5%

-7,4%

Eurozona (UE17)

-0,9%

-4,5%

-3,5%

-3,6%

UE10 (UE27-UE17)

-8,2%

-22,6%

-18,1%

-17,7%

UE9 (UE10-UK)

3,1%

-14,0%

-8,5%

-5,6%

EZ13 (UE17-Ger-Fra-Aus-Neth)

-1,5%

-5,1%

-5,5%

-7,5%

GIIPS

-1,8%

-5,4%

-6,3%

-8,4%

Austria

-0,0%

-3,2%

-0,9%

0,6%

Belgium

-1,3%

-2,9%

-1,2%

-0,4%

Cyprus

3,4%

1,4%

1,6%

0,6%

Estonia

-8,3%

-22,3%

-21,8%

-17,0%

Finland

-0,7%

-8,8%

-6,7%

-5,1%

France

-0,7%

-3,0%

-2,5%

-1,5%

Germany

-0,9%

-5,1%

-2,1%

0,0%

Greece

0,3%

-1,6%

-7,7%

-17,9%

Ireland

-8,1%

-16,6%

-17,7%

-17,1%

Italy

-2,1%

-5,8%

-5,6%

-6,8%

Luxembourg

1,1%

-4,2%

0,4%

2,4%

Malta

2,3%

0,2%

3,9%

6,8%

Netherlands

1,7%

-3,2%

-1,2%

-1,4%

Portugal

-1,1%

-2,1%

-1,0%

-5,5%

Slovakia

13,2%

9,4%

13,8%

14,6%

Slovenia

2,2%

-4,0%

-5,7%

-5,7%

Spain

-0,8%

-4,2%

-5,8%

-7,6%





VARIAZIONE PIL REALE RISPETTO AL 2007

Paesi UE10

GEO/TIME

2008

2009

2010

2011

UE (27)

-2,9%

-9,4%

-7,5%

-7,4%

Eurozona (17)

-0,9%

-4,5%

-3,5%

-3,6%

UE10 (UE27-UE17)

-8,2%

-22,6%

-18,1%

-17,7%

UE9 (UE10-UK)

3,1%

-14,0%

-8,5%

-5,6%

EZ13 (UE17-Ger-Fra-Aus-Neth)

-1,5%

-5,1%

-5,5%

-7,5%

GIIPS

-1,8%

-5,4%

-6,3%

-8,4%

Bulgaria

2,8%

-1,0%

-0,9%

2,3%

Czech Republic

10,0%

0,3%

4,6%

7,1%

Denmark

-1,0%

-6,7%

-3,9%

-4,4%

Hungary

0,1%

-16,7%

-15,5%

-16,4%

Latvia

-5,5%

-26,0%

-27,3%

-21,5%

Lithuania

1,7%

-20,0%

-18,2%

-12,1%

Poland

12,0%

-7,9%

2,4%

2,8%

Romania

3,8%

-16,8%

-19,1%

-14,4%

Sweden

-4,6%

-18,2%

-4,4%

5,5%

United Kingdom

-15,4%

-28,0%

-24,3%

-25,4%

I dati parlano da soli, per così dire, ma vale la pena di esplicitare qualche commento. I numeri in rosso indicano recessione (reale) rispetto al 2007, e la persistenza del rosso indica depressione (reale).

Le tre zone (UE, composta da Eurozona e UE10), sono tutte complessivamente in recessione (reale) permanente, e dunque in depressione. Particolarmente male la UE10, sostanzialemente per il pessimo risultato dell'Inghilterra, che ne è il paese dall'economia di maggiori dimensioni.

Eurozona: Pochi paesi sono passati indenni attraverso la crisi, ma qualcuno ce n'è: Cipro, Malta, La Slovacchia e, parzialmente, il Lussemburgo (che è un paradiso fiscale, si legga qui, e qui). Un paio stavano tirando più o meno fuori la testa nel 2011: L'Austria, decisamente, e la Germania, anche se solo ritornata al livello del 2007 (crescita reale comunque zero). Gli altri, alcuni nel disastro (oltre ai GIIPS, L'Estonia, la Finlandia e la Slovenia), e i restanti comunque male, ivi inclusa la Francia che è in regime di recessione permanente, e dunque di depressione.

Relativamente parlando, tutti i paesi sono nel 2011 in ripresa rispetto al picco minimo, salvo cinque: Grecia, Italia, Portogallo, Spagna (4/5 dei GIIPS) e la Slovenia. L'Irlanda mostra una debolissima ripresa rispetto al suo picco minimo.

UE10:  L'unico paese transitato indenne è la Repubblica Ceca (quella che, forse non a caso, non ha firmato il fiscal compact). La Bulgaria (quella che ha dichiarato che non vuole più l'euro, e preferisce tenersi la sua moneta), la Polonia e la Svezia si sono riprese, pur avendo avuto il loro fossato recessivo. Nel disastro Lituania, Romania, Ungheria, Lettonia ma soprattutto l'Inghilterra, col suo -25,4%. La Danimarca non si porta comunque bene, non solo per il risultato 2011, ma per la permanenza della recessione.

Tutti i paesi nel 2011 sono in relativa ripresa e fanno un risultato migliore del loro picco minimo.

UE9: Sarebbe la UE10 meno la Gran Bretagna. I risultati della UE9 mostrano che quelli della UE10 sono dovuti essenzialmente ai pessimi risultati della Gran Bretagna (PIL GB/PIL UE10 = 55% nel 2011).. I paesi UE9 sono in costante ripresa dal picco minimo (2009), come peraltro anche quelli della UE10.

EZ13: Sono i paesi non-core dell'Eurozona. Questa, cioè, meno Germania, Francia, Austria, Olanda, i quali pesano per il 59% sul PIL della UE17 nel 2011 (altri paesi non-GIIPS hanno un peso trascurabile). Stanno facendo stabilmente peggio della UE9 in termini assoluti e relativi, e in termini relativi peggio anche della UE10.

GIIPS: Sono in quasi costante peggioramento: il loro peggior risultato è il 2011.

Si può forse concludere che i paesi fuori dell'Eurozona, pur avendo toccato minimi di entità molto superiore a quelli non-core dell'Eurozona, mostrano una maggiore capacità di ripresa.

Inoltre, l'andamento dei paesi non-core è quasi identico a quello dei GIIPS, dato che il peso di quest'ultimi è preponderante (PIL GIIPS  / PIL EZ13 = 81% nel 2011).

Per finire, ecco i valori assoluti, in Miliardi di euro, dei PIL nominali e reali dei paesi. In nero l'Eurozona. In amaranto i GIIPS (Eurozona). In grigio scuro gli UE10, in ordine di PIL decrescente al 2007.


PIL NOMINALE E REALE PAESI EUROPEI RIFERITO AL 2007 (fonte: Eurostat)


2007

2008

2009

2010

2011

GEO/TIME Nominale Reale Nominale Reale Nominale Reale Nominale Reale Nominale Reale
UE (27) 12.401 12.401 12.484 12.044 11.762 11.236 12.257 11.471 12.650 11.482
Eurozona (17) 9.035 9.035 9.249 8.954 8.941 8.630 9.176 8.716 9.421 8.711
UE10 (UE27-UE17) 3.366 3.366 3.235
3.090 2.821
2.606 3.082
2.755 3.229 2.771
Germany 2.429 2.429 2.474 2.407 2.375 2.306 2.477 2.379 2.593 2.429
United Kingdom 2.054 2.054 1.801 1.738 1.564 1.478 1.700 1.555 1.750 1.532
France 1.887 1.887 1.933 1.874 1.889 1.830 1.933 1.840 1.997 1.858
Italy 1.554 1.554 1.575 1.521 1.527 1.464 1.556 1.467 1.580 1.448
Spain 1.053 1.053 1.088 1.045 1.048 1.009 1.051 992 1.063 973
Netherlands 572 572 594 582 571 553 588 565 602 564
Sweden 338 338 333 322 291 277 347 323 388 356
Belgium 336 336 346 331 340 326 354 331 370 334
Poland 311 311 363 348 310 286 354 318 370 320
Austria 274 274 283 274 275 265 286 272 301 276
Denmark 228 228 233 225 222 212 234 219 239 218
Greece 223 223 233 223 232 219 227 206 209 183
Ireland 190 190 180 175 161 158 156 156 159 158
Finland 180 180 186 179 173 164 180 168 189 171
Portugal 169 169 172 168 169 166 173 168 171 160
Czech Republic 132 132 154 145 141 132 149 138 156 141
Romania 125 125 140 130 118 104 122 101 136 107
Hungary 99 99 106 100 91 83 97 84 100 83
Slovakia 55 55 65 62 63 60 66 62 69 63
Luxembourg 37 37 39 38 37 36 40 38 43 38
Slovenia 35 35 37 35 35 33 35 33 36 33
Bulgaria 31 31 35 32 35 30 36 30 38 31
Lithuania 29 29 32 29 27 23 28 24 31 25
Latvia 21 21 23 20 19 16 18 15 20 16
Estonia 16 16 16 15 14 12 14 13 16 13
Cyprus 16 16 17 16 17 16 17 16 18 16
Malta 5 5 6 6 6 5 6 6 6 6



VARIAZIONI PIL REALE EUROPA BASE 2007

13/02/2013 - Aggiornamento: due ulteriori paesi (Cipro e Slovenia) da salvare

A dispetto della circostanza che nella tabella di cui alla prima figura Cipro compaia con cifre del tutto nere, leggiamo da numerose notizie stampa che a Marzo è previsto il suo  "salvataggio", o almeno di questo si discuterà in sede di Consiglio Europeo e Commissione. Arriveranno dunque lì i men in black della Troika con i loro forbicioni.  Ma subito dopo toccherà con alta probabilità alla Slovenia, cosa che sorprende meno, per via del rosso fisso dei suoi dati. Chi lo dice? Non la stampa italiana, ovviamente (le brutte notizie dal fronte durante la guerra non si danno), ma quella estera sì. Specificamente il New York Times


Argomenti

Cronologia

Rassegna stampa internazionale

12/08/2012 Juncker sulla Grecia

10-12/09/2012  Grecia, Francia, BCE

13/09/2012 Elezioni in Olanda

15-16/09/2012 Draghi al Bundestag. Grecia, Spagna, PS francese.

17/09/2012 Manifestazione sindacale europea. Draghi. Francesi, tedeschi e Maastricht. Bulgaria, Polonia, e l'Euro.

18/09/2012 Il fiscal compact. Grecia: crollo del costo del lavoro.

24/09/2012 Alta tensione in Grecia.

29/09/2012 I "numeri" di Maastricht.

16/10/2012 Ma l'avete capito il fiscal compact?

18/10/2012 Perché l'Europa si dibatte.

27/10/2012 Oltre al "Grexit", anche il "Brixit"? Gran Bretagna fuori della UE?

05/11/2102 Portogallo: Il partito socialista dice no a 4 miliardi di tagli. Irlanda: i sindacati e il corteo anti-austerità.

14/11/2012 Scioperi e manifestazioni in tutta Europa.

19/11/2012 La presidente Brasiliana Rousseff: "l'austerità è un autogol"

01/12/2012 Il partito antieuropeo avanza nelle suppletive inglesi.

24/01/2013 Salvataggio della Slovenia: il premier non si dimette.

08/02/2013 La depressione degli eurocrati.

14/02/2013 Quarto trimestre negativo per la zona euro.

20/02/2013 Perché la crisi euro non è ancora finita

02/03/2013 Handelsblatt: La CDU accomanda agli italiani di tornare alla lira.

10/05/2016 Dubbi tedeschi sul debito pubblico della Germania

31/07/2016 Intervista di Ray McGovern alla Neues Deutschland

Poeti, scrittori, artisti
e altri visionari

Dati

Testate





Cerca nel sito


Lasciare un commento


 

Zoom: Ctrl+ Ctrl-  + -







Document made with KompoZer


link

I miei Link:

Zoom: Ctrl+ Ctrl-  + -

Mappa del sito - tutte le pagine