Il Blog del Leprechaun

Tieniti aggiornato sui contenuti del Blog del Leprechaun con i Feed RSS

Zoom: Ctrl+ Ctrl-  + -


Questo sito non usa cookies. Potrebbero usarli i siti utilizzati per il conteggio visite e per la ricerca in questo sito.
Verificate sui relativi siti (Addfreestats, Freefind) la situazione, se vi interessa.

Parole:

Fiscale :: Competitività :: Liberalizzazione :: Sovranità&Fiducia
Depressione :: Debito :: Rigore & co.  Lochescion&FunnyEngrish Mister Euro :: Rating&outlook :: Correlazione :: Meritocrazia

-----

Letture consigliate:

L'insolente redditività delle banche americane e la confessione tardiva di Deutsche Bank. 24/07/2013

Dipendenti e pensionati greci hanno pagato il prezzo più alto della recessione. 24/07/2013.

Unione Europea: Arroganza fuori luogo. 15/07/2013

Un sorriso con denti d'acciaio.  05/07/2013

Que reste-t-il de la démocratie dans l'Union européenne? 15/06/2013

Quello che "Alternative für Deutschland" non puo' dire. 28/05/2013

L'esperimento europeo è fallito. 16/04/2013

L'Euro è destinato a un inevitabile tracollo. 16/04/2013

Come ci hanno deindustrializzato. 29/04/2013

Ultimi post:

Il più letto: Il debito pubblico italiano, da dove viene fuori?


Contents of RSS feed for: Il Blog del Leprechaun
Contents of RSS feed for:

Il Blog del Leprechaun

Observatoire de L'Europe

Link all'articolo originale

Venerdì 29 Marzo 2013

Crisi dell'€uro: tre scenari, di Georges Berthu

Sempre più spesso viene evocata la fine dell'euro come una possibilità credibile. Alcuni dei suoi sostenitori, prevedendo un futuro difficile, cominciano a incolpare altri del fallimento. La moneta unica, dicono, non può funzionare senza il federalismo, e se questo non arriva, non è colpa nostra, è colpa dei politici che non hanno fatto il loro lavoro. L'ultimo libro di Patrick Artus sembra inserirsi in questa tendenza. Ha ispirato a Berthu, ex eurodeputato, alcune riflessioni sulla fine dell'euro.

Riflessioni sulla fine dell'euro

L'economista Patrick Artus, capo economista della Banca Natixis, lo stesso che nel 2008 annunciava la fine della crisi1 , ha recentemente pubblicato un nuovo libro in cui mostra - anche brillantemente – quel che tutti ormai capiscono: l'unificazione monetaria europea non reggerà se non sarà rapidamente integrata da istituzioni federali. Il federalismo è necessario "per evitare una crescita stagnante e l'esplosione dell'euro"2.

Il guaio è che non riesce a spiegare in modo convincente né come si possa passare al federalismo, né in cosa consista questa formula. Questo libro porta a un pozzo senza fondo.
Conosciamo già la dimostrazione di base: i paesi della zona euro erano troppo eterogenei fin dall'inizio per essere una '"area valutaria ottimale" e inoltre, invece di armonizzare le economie, come alcuni avevano inizialmente sperato, l'unificazione monetaria ha solo creato una ancora maggiore eterogeneità. In effetti i tassi direttori unici della BCE, e i tassi di cambio estero unici non sono veramente adatti a nessun paese (anche se lo sono un po' di più per la Germania) e, alla fine, stanno danneggiando tutti. Le parità interne fissate "irrevocabilmente" impediscono un riequilibrio morbido tra i membri della zona. Infine i paesi reagiscono in modo diverso agli shock esterni - come la concorrenza internazionale verso la quale l'Unione europea si è dichiarata zona aperta. In breve, le divergenze aumenteranno, diverranno insostenibili, fino a che non esploderà il sistema dell'euro.
Possiamo sfuggire a questo destino? Sono concepibili tre tipi di soluzioni.

1 – Sostenere l'euro cercando di creare omogeneità con un forte coordinamento economico, di bilancio e finanziario.

Questa è la politica attuale dell'Europa. E' impossibile sostenerla nel corso del tempo, perché avrebbe bisogno di strumenti molto più forti che la UE non possiede – al limite strumenti dittatoriali - per opporsi alle tendenze naturali della zona a divergere.
Inoltre, le divergenze principali derivano dalla deindustrializzazione i cui effetti negativi gli stati stanno cercando di cancellare per mezzo di deficit di bilancio. Ora volere ridurre questi deficit per allineare i paesi alla "golden rule" sul bilancio significa esporre le aziende alla devastazione di una sleale concorrenza internazionale senza dare loro nulla in cambio per alleviare le loro sofferenze. Allo stesso tempo, spinge le persone l'una contro l'altra. Per l'Unione europea è una politica suicida.

2 - Passare alla fase federale.

Questa è la soluzione auspicata da Patrick Artus. A quanto pare (non è molto chiaro), questa, nella sua mente, non contraddice la soluzione precedente, ma vi si sovrappone: si allevieranno le sofferenze dell'unificazione organizzando trasferimenti finanziari da parte dei paesi meno malati verso i paesi in più gravi condizione, sempre nel quadro di un monitoraggio centralizzato. Questo è ciò che i tedeschi chiamano "Unione dei trasferimenti." Come abbiamo già visto un centinaio di volte, ci vengono presentate tutte le paraphernalia delle tecniche di trasferimento: Eurobond, trasferimenti di bilancio europei, politica industriale europea, sistema europeo dei sussidi di disoccupazione, il Fondo europeo per la redenzione del debito sovrano delle anatre zoppe. Va bene tutto. E. come al solito, è tutto impossibile, almeno alla grande scala che sarebbe necessaria per salvare l'euro.
Perché, dicono le malelingue, la Germania si rifiuta di pagare per le persone che non vogliono fare i sacrifici che essa stessa si è imposta. Ma soprattutto, diciamo, perché la situazione creata dall'euro e dalle politiche europee è diventata così disastrosa che, anche se la Germania volesse aiutare tutti distribuendo crediti, andrebbe in rovina senza riuscire a salvare nessuno.

Ma non è tutto. Perché Patrick Artus ignora completamente il vizio principale del federalismo europeo: nella misura in cui cattura la sovranità nazionale sulle questioni finanziarie principali, avrebbe un urgente bisogno di essere controllato da una democrazia parlamentare a livello europeo. Ma questa non esiste, e le condizioni di una sua realizzazione, uno spazio politico comune, potente solidarietà, ecc., non esistono neanche loro. Non c'è in Europa un'area valutaria ottimale, ma non c'è neanche una zona federale ottimale. Questo non vuol dire che non ci sono solidarietà o sentimenti politici comuni, ma che devvono potersi esprimere in un modo diverso dalla unificazione federale.

Come può Patrick Artus omettere una questione così importante? Probabilmente perché voleva finire il suo libro senza dovere ammettere che l'euro non è sostenibile.

3 – Eliminare l'euro, da parte di tutti i membri o di una parte di essi.

La fine dell'euro non è una soluzione, ed è senza dubbio un fallimento. Un fallimento per coloro che credevano che avrebbe aperto una nuova era "della crescita e dell'occupazione".

Un fallimento per gli avversari che si sono trovati di fronte a dei promotori meglio organizzati.

La fine dell'euro potrà difficilmente avvenire senza problemi, anche se certi scenari alternativi cominciano ad essere preparati in alcuni ambienti finanziari. Essa rischia di imporsi in modo brutale a tutti noi, senza chiedere il parere di nessuno, con, come ovvio, un costo molto elevato. In particolare un costo patrimoniale per tutti i titolari di attivi all'interno dei paesi le cui nuove monete nazionali si svaluteranno3.

Ma rispetto all'enorme costo che ci sarà imposto, bisogna mettere in conto l'enorme costo del mantenimento dell'euro: il suo contributo alla deindustrializzazione, il declino frutto dell'austerità centralizzata, e più in particolare l'enorme costo della perdita della democrazia.
Perché è questa in ultima analisi, la questione fondamentale: l'euro ci ha distribuito così tanti benefici che vale la pena di mantenerlo, di stabilire una sorveglianza centralizzato dei paesi da parte degli eurocrati, un federalismo autoritario, controbilanciato solo dalla democrazia artificiale del Parlamento europeo? La risposta è "no", naturalmente. E' solo deplorevole che ci siano volute così tante sofferenze per giungere ad una conclusione, alla fine, prevedibile fin dall'inizio.
*
Tra coloro che hanno combattuto valorosamente fin dall'inizio per evitare il disastro dell'euro, figura il professor Jean-Pierre Vesperini. Questi ha appena pubblicato un libro di sintesi, "L'euro - Origines, vertus et vices, crises et avenir"4, che è una meraviglia della pedagogia.

Jean-Pierre Vesperini dimostra chiaramente le virtù e i vizi dell'euro, mostrando che questi ultimi sono molti di più oggi rispetto ai primi giorni. Per contrastare i vizi, sono immaginabili piccole migliorie tecniche, ma insufficienti. Bisognerebbe aggiungere un po' di federalismo politico, ma purtroppo questo porta con sé i suoi propri vizi, e il saldo rimane sfavorevole.

Questo libro è un antidoto a quello di Patrick Artus.


Georges Berthu è un ex parlamentare europeo


Pubblicazione originale dell'Observatoire de l'Europe


1 Cfr. Laurent Mauduit, Les imposteurs de l’économie, Jean-Claude Gawsewitch editore, 2012, pag. 79

2 Patrick Artus e Isabelle Gravet, La crise de l’euro, Armand Colin, 2012, pagina 19.

3 Si leggano le pagine terrificanti che il banchiere Patrick Artus dedica a questa prospettiva (op. cit. pagina 111 e seguenti.)

4 Jean-Pierre Vesperini, L’euro – Origines, vertus et vices, crises et avenir, Dalloz, 2013.

Published: Mon, 22 Apr 2013 21:21:50 GMT

New York Times, Krugman blog

Paul Krugman

Pubblicato il 28 febbraio 2012

Link all'articolo originale

Il club dei peggio di allora

Ulteriori idee sull'osservazione che l'attuale crisi dell'Inghiltterra è andata più lontano di quella degli anni '30. L'Inghilterra è l'unica?

No, non è l'unica.

Il NIESR ha messo a punto una serie mensile del PIL inglese, che ci permette di usare dati in tempo reale per un confronto. Non posso copiarli qui, ma posso usare i dati storici Maddison e i dati FMI, incluse le proiezioni per il 2012 e il 2013, per fare confronti. Quando lo si fa per la GB, il "peggio di allora" salta subito fuori (uso dati annuali, l'anno zero è il 1929 o il 2007, e il PIL reale è espresso come percentuale del picco pre-crisi in entrambi i casi):


Ed ecco l'Italia:


Francia e Germania stanno facendo molto meglio dei primi anni '30, ma poi Francia e Germania subirono delle terribili politiche deflazioniste (fu la deflazione diBrüning, non l'inflazione di  Weimar, che portò al potere sapiamo bene chi).

Con due delle quattro grandi economie europee  che stanno andando peggio di come andarono nella Grande Depressione,  almeno in termini di PIL - o tre su quattro se contate anche la Spagna - pensate dunque che i sostenitori dell'austerità possano mai prendere in considerazione la possibilità che stiano sulla strada sbagliata?

Published: Sat, 13 Apr 2013 15:30:29 GMT

New York Times

Paul Krugman

Pubblicato il 24 marzo 2013

Link all'articolo originale

   Il Blues dei soldi che scottano

Qualunque sia il risultato finale della crisi di Cipro - sarà un brutto risultato, solo che non so esattamente quale forma assumerà questa bruttezza - una cosa sembra certa: per il momento, e probabilmente negli anni a venire, l'isola-nazione dovrà mantenere controlli piuttosto draconiani sui movimenti di capitali dentro e fuori del paese. In realtà, i controlli potrebbero anche essere già in vigore nel momento in cui leggerete questo articolo. E non è tutto: a seconda di come esattamente si metteranno le cose, i controlli sui capitali ciprioti potrebbero avere la benedizione del Fondo Monetario Internazionale, che ha già sostenuto questo tipo di controlli in Islanda.

Questo è uno sviluppo piuttosto notevole. Esso segnerà la fine di un'era per Cipro, che ha in effetti speso gli ultimi dieci anni nel farsi pubblicità come luogo in cui i ricchi che vogliono evitare tasse e controlli possono tranquillamente parcheggiare il proprio denaro, senza che nessuno gli faccia domande. Ma può anche segnare almeno l'inizio della fine di qualcosa di molto più grosso: l'epoca in cui la libera circolazione dei capitali è stata considerata come norma auspicabile in tutto il mondo.

Non è stato sempre così. Nei primi due decenni dopo la seconda guerra mondiale, limiti ai flussi transfrontalieri di denaro sono stati ampiamente considerati una buona politica; erano più o meno universalmente adottati nelle nazioni più povere, e presenti anche nella maggior parte dei paesi più ricchi. La Gran Bretagna, ad esempio, ha limitato gli investimenti all'estero da parte dei suoi abitanti fino al 1979; altri paesi avanzati hanno mantenuto restrizioni fino agli anni '80. Anche gli Stati Uniti per un breve tempo hanno limitato il deflusso di capitali nel corso degli anni '60.

Nel corso del tempo, tuttavia, tali restrizioni sono cadute in disuso. In una certa misura ciò riflette il fatto che i controlli sui capitali hanno costi potenziali: essi impongono oneri burocratici supplementari, rendono le operazioni di business più difficili, e l'analisi economica convenzionale dice che dovrebbero avere un impatto negativo sulla crescita (anche se questo effetto è difficile da trovare nei dati). Ma riflette anche l'ascesa dell'ideologia del libero mercato, l'ipotesi che se i mercati finanziari vogliono spostare denaro attraverso i confini, ci deve essere una buona ragione, e i burocrati non dovrebbero mettersi in mezzo.

Di conseguenza, i paesi che hanno limitato i flussi di capitali - come la Malesia, che ha imposto quello che va considerato come un coprifuoco alla fuga di capitali nel 1998 - sono stati trattati quasi come paria. Sarebbero stati sicuramente puniti per aver sfidato gli dei del mercato!

Ma la verità, difficile da accettare per i dogmatici, è che la libera circolazione dei capitali appare  sempre di più come un esperimento fallito.

E' difficile da immaginare oggi, ma per più di tre decenni dopo la II guerra mondiale crisi finanziarie del tipo che ci sono recentemente diventate così familiari non sono quasi mai successe. Dal 1980, tuttavia, il ruolino di marcia è stato impressionante: Messico, Brasile, Argentina e Cile nel 1982. Svezia e Finlandia nel 1991. Messico nel 1995. Thailandia, Malesia, Indonesia e Corea nel 1998. Argentina nel 2002. E, naturalmente, la corsa dei più recenti disastri: Islanda, Irlanda, Grecia, Portogallo, Spagna, Italia, Cipro.

Qual è il tema comune in questi episodi? Il luogo comune accusa la dissolutezza della spesa pubblica, ma in questo intero elenco, la spiegazione si adatta ad un solo paese, la Grecia. Le scorribande dei banchieri sono una spiegazione migliore, e hanno giocato un ruolo in un certo numero di queste crisi, dal Cile alla Svezia a Cipro. Ma il miglior indicatore dell'arrivo di una crisi  sono gli afflussi di capitali esteri: in tutti salvo un paio di casi che ho appena citato, le basi per la crisi sono state poste da un afflusso impetuoso di investimenti esteri in un paese, seguito da un improvviso ritiro.

Non sono naturalmente il primo ad avere notato la correlazione tra la libertà di circolazione globale del capitale e la proliferazione delle crisi finanziarie; Dani Rodrik di Harvard ha cominciato a battere su questo tasto nel 1990. Fino a poco tempo fa, tuttavia, era possibile sostenere che il problema delle crisi era limitato alle nazioni più povere, e che le economie ricche erano in qualche modo immuni dall'essere spazzate dall'attrazione-repulsione degli investitori globali. Era un pensiero confortante, ma il travaglio in Europa dimostra che si trattava di un pio desiderio.

E non è solo l'Europa. In America lo scorso decennio abbiamo anche sperimentato una bolla immobiliare enorme alimentata da investimenti esteri, seguita da un brutto mal di testa dopo lo scoppio della bolla. Il danno è stato mitigato dal fatto che abbiamo fatto debiti nella nostra stessa moneta, ma è ancora la nostra peggiore crisi dagli anni '30.

Ed ora? Non mi aspetto di vedere un improvviso rifiuto a livello di massa dell'idea che il denaro dovrebbe essere libero di andare dove vuole, quando vuole. Ci potrebbe, però, essere un processo di erosione, con gli stati che intervengono per limitare la velocità con cui il denaro entra ed esce. Il capitalismo globale è, senza dubbio, sulla buona strada per diventare sostanzialmente meno globale.

E va benissimo. Proprio in questi giorni i bei vecchi tempi in cui non era così facile spostare un sacco di soldi attraverso le frontiere appaiono tempi piuttosto belli.

Published: Tue, 26 Mar 2013 11:30:35 GMT

Cipro

  • La Russia pronta a contribuire al salvataggio di Cipro. 25/03/2013

  • Il Blues dei soldi che scottano. (it) Krugman, New York Times 24/03/2013
    Le lezioni di Cipro, e non solo, sui guai dei liberi movimenti di capitale. Ma si dovrebbe aggiungere che in Ue la mini iperglobalizzazione su scala continentale è stata perseguita dalla costruzione europea, ed è incardinata sul mercato unico e sulla moneta unica, messi lì a bella posta per questo.

Letture consigliate

Salvo ove diversamente indicato, i testi sono in italiano.


Angela Merkel si gioca l'euro alla roulette russa? (fr) Georges Ugeux su Le Monde 23/03/2013

Uno studio dello 'Institute of International Finance' intitolato 'Cyprus : Just the Facts' dimostra l'incapacità dell'Eurozona di disciplinare l'indebitamento degli Stati membri ... E' un incidente nella centrale elettrica di Vassilikos che, nel 2011, provoca una prima ristrutturazione del debito cipriota, in gran parte detenuto dalle banche cipriote ... detentrici anche in larga parte del debito greco la cui ristrutturazione ha messo in pericolo le banche stesse. Sono state impattate del 75% come la totalità dei creditori privati. E' loro costato 3,4 miliardi, cosa che ha imposto una seconda ristrutturazione. L'Europa ha più che una parte di responsabilità in questa crisi, ma lo nega ... con grande incoscienza, Angela Merkel non solo ha sostenuto la richiesta dello FMI sulla confisca di una parte dei depositi, ma ha anche voluto mettere la gran parte del peso sui depositanti con una confisca del 40% ... l'Europa ha violato il suo stesso principio di protezione dei depositi. La prospettiva di una tassazione del 15% oltre i 100.000 € avrà peraltro conseguenze imprevedibili ... E' sempre più evidente che l'uomo forte della minaccia di tagliare la liquidità delle banche cipriote è il membro tedesco del direttorio della BCE, Joerg Asmussen ..."

Schäffler: la zona Euro è un club fondato sul ricatto. Handelsblatt via vocidallagermania 23/03/2013.

Colpirne uno, per educare tutti gli europei del sud. LostInEurope via Vocidallagermania 23/03/2013

Un attacco inaccettabile ai depositi bancari. Sole24Ore 22/03/2013

Draghi usa il blocco della liquidità. Jacques Sapir via vocidallestero 22/03/2013

Münchau: senza unione bancaria l'Euro ha i giorni contati. Der Spiegel via Vocidallagermania 21/03/2013.

Cosa succede a Cipro. Internazionale 22/03/2013.

Tutti gli errori di Herr Schäuble. Lost in Europe via vocidallagermania 21/03/2013

Cipro, piccolo Paese, grossi problemi. Wolf su Sole24ore 20/03/2013

Cyprus's dramatic choice (en). The Guardian, Costas Lapavitsas, 19/03/2013

"Il piano della Troika presentato a Cipro rovinerebbe l'economia e darebbe inizio ad una corsa agli sportelli che si propagherebbe altrove. [...] Le banche di Cipro sono abbastanza piccole e non pongono problemi o rischi in quanto tali alla finanza internazionale. Il pericolo è iniziato a causa della Troika della UE, della BCE e del FMI."

Cipro, il piano di salvataggio e quei 5,8 miliardi di esposizione delle banche tedesche. Sole24ore 19/03/2013

In Europa si sta rischiando la corsa agli sportelli. Financial Times via vocidallestero 19/03/2013.

Published: Mon, 25 Mar 2013 16:18:39 GMT

Rassegna stampa internazionale

La Russia pronta a contribuire al salvataggio di Cipro.

Libération 25/03/2013

Link all'articolo originale.


La Russia si è detta pronta lunedì ad aggiungere il suo contributo al nuovo piano di salvataggio di Cipro, che rischia di tagliare pesantemente le grandi fortuna collocate sull'isola ma risparmia le filiali locali delle imprese finanziarie russe.

Vladimir Putin “ritiene possibile sostenere gli sforzi del presidente di Cipro e della Commissione europea per risolvere la crisi”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peškov, citato dalle agenzie russe.

Il presidente, ha aggiunto, ha incaricato il suo governo di elaborare “le condizioni di una ristrutturazione del credito” di 2,5 miliardi di dollari, accordato da Mosca a Nicosia nel 2011, secondo quanto richiede Cipro.

Questa reazione contrasta con la rabbia espressa dal capo dello Stato russo la scorsa settimana dopo un primo accordo concluso tra la Ue e Nicosia, elaborato senza consultarsi con Mosca.

Le autorità russe si sono dichiarate nei mesi scorsi a più riprese disponibili ad ammorbidire le condizioni sul loro prestito, ritardandone la scadenza, attualmente fissata al 2016, e abbassandone i tassi d'interesse.

Il ministro delle finanze cipriota Michalis Sarris, giunto a Mosca la scorsa settimana in questa ottica, era però ripartito a mani vuote, dato che il governo russo ribadiva che non avrebbe deciso nulla se non dopo un accordo definitivo con Bruxelles.

Il nuovo piano concluso lunedì mattina a Bruxelles peraltro “piazza un grosso peso sulle spalle dei grandi correntisti, in maggioranza russi”, fanno notare gli analisti di Alfa Bank.

L'accordo abbandona l'idea di una tassa eccezionale sui conti dell'isola, considerata confiscatoria dai Russi, i cui averi a Cipro raggiungono secondo Moody's i 31 miliardi di dollari.

I grossi clienti tuttavia delle due prime banche del paese, la Banck of Cyprus, ricapitalizzata con i grossi depositi, e la Laiki, messa in fallimento, pagheranno caro.

Il presidente della commissione degli affari esteri della Duma, Alexeij Pučkov, ha tempestato su Twitter contro il “salvataggio” fatto “derubando i correntisti”.

Questo “piano B è piuttosto peggiore per le imprese russe presenti a Cipro, che subiranno le perdite più pesanti”, riconosce Mark Rubinstein, della società di investimenti Metropol.
“Non restano peraltro che pochi conti (russi) a Cipro, perché le banche cipriote stanno sull'orlo dell'infarto da un anno”, ha affermato l'analista.

Il Primo vice Primo ministro, Igor Čuvalov, sottolinea che il piano europeo risparmia la filiale a Cipro della banca semi-pubblica russa VTB e che la crisi che colpisce l'isola “costituisce un buon segnale per quelli che sono pronti a rimpatriare i loro capitali verso il territorio russo”.

Le banche russe presenti a Cipro “sono state risparmiate” e “non subiranno che il controllo dei capitali e la crisi di fiducia” che colpisce la finanza cipriota, commenta Ivan  Čakarov, economista presso Renaissance Capital.

E' inoltre “piacevole pensare che in teoria quel che sta succedendo a Cipro ricondurrà” del danaro in Russia, aggiunge.

La Gran Bretagna e la Germania, i cui residenti a Cipro detengono importanti patrimoni nell'isola, “non hanno reagito in modo così vivace” come Mosca, fa notare da parte sua il politologo Jurij Nisnevijč. “E anche una questione di reputazione”.

Numerose società russe sono registrate a Cipro per via del suo regime fiscale favorevole e le autorità russe hanno ufficialmente fatto della lotta contro queste fughe di capitali una priorità.

Dmitri Medvedev ha lanciato la settimana scorsa l'idea di creare in Russia, ad esempio nell'estremo oriente, una zona con vantaggi tributari sufficienti ad attirare i patrimoni russi attualemente registrati all'estero.

La maggioranza degli economisti dubitano del successo di questa iniziativa e pensano che il danaro piazzato a Cipro raggiungerà i paradisi fiscali.

“Se Putin è veramente contro la corruzione e la 'offshorizzazione' dell'economia, la crisi gli fornisce l'occasione di fare progressi”, commentava sabato sul suo blog l'universitario americano Sean Guillory.

Per questo specialista della Russia, “l'esitazione” di Mosca ad aiutare Cipro “riflette la schizofrenia di Putin tra patriottismo populista e difesa degli interessi” dell'élite.


Published: Mon, 25 Mar 2013 16:17:31 GMT

Questo Blog è dedicato alla disintossicazione. Da cosa? Dai luoghi comuni e dalle idee implicite "lasciate credere" (senza dirle esplicitamente) da quello che io chiamo "L'Ufficio Stampa&Propaganda".

Letture consigliate

In questo cartiglio la rubrica "Letture consigliate", dedicata a contributi esclsivamente di altri blog o siti. In alto a sinistra, nella testata, se ne trova solo una scelta tra le più recenti. Non si trovano dunque qui le pagine della Rassegna stampa internazionale di questo sito, alla quale è dedicata una apposita pagina raggiungibile dal menu qui a destra.

Ove non diversamente indicato, tutte le pagine proposte sono in italiano.

Il Blues dei soldi che scottano. (it) Krugman, New York Times 24/03/2013
Le lezioni di Cipro, e non solo, sui guai dei liberi movimenti di capitale. Ma si dovrebbe aggiungere che in Ue la mini iperglobalizzazione su scala continentale è stata perseguita dalla costruzione europea, ed è incardinata sul mercato unico e sulla moneta unica, messi lì a bella posta per questo.

Cipro:

Angela Merkel si gioca l'euro alla roulette russa? (fr) Georges Ugeux su Le Monde 23/03/2013

Uno studio dello 'Institute of International Finance' intitolato 'Cyprus : Just the Facts' dimostra l'incapacità dell'Eurozona di disciplinare l'indebitamento degli Stati membri ... E' un incidente nella centrale elettrica di Vassilikos che, nel 2011, provoca una prima ristrutturazione del debito cipriota, in gran parte detenuto dalle banche cipriote ... detentrici anche in larga parte del debito greco la cui ristrutturazione ha messo in pericolo le banche stesse. Sono state impattate del 75% come la totalità dei creditori privati. E' loro costato 3,4 miliardi, cosa che ha imposto una seconda ristrutturazione. L'Europa ha più che una parte di responsabilità in questa crisi, ma lo nega ... con grande incoscienza, Angela Merkel non solo ha sostenuto la richiesta dello FMI sulla confisca di una parte dei depositi, ma ha anche voluto mettere la gran parte del peso sui depositanti con una confisca del 40% ... l'Europa ha violato il suo stesso principio di protezione dei depositi. La prospettiva di una tassazione del 15% oltre i 100.000 € avrà peraltro conseguenze imprevedibili ... E' sempre più evidente che l'uomo forte della minaccia di tagliare la liquidità delle banche cipriote è il membro tedesco del direttorio della BCE, Joerg Asmussen ..."

Draghi usa il blocco della liquidità. Jacques Sapir via vocidallestero 22/03/2013

Münchau: senza unione bancaria l'Euro ha i giorni contati. Der Spiegel via Vocidallagermania 21/03/2013.

Cosa succede a Cipro. Internazionale 22/03/2013.

Cipro, piccolo Paese, grossi problemi. Wolf su Sole24ore 20/03/2013

Cyprus's dramatic choice (en). The Guardian, Costas Lapavitsas, 19/03/2013

"Il piano della Troika presentato a Cipro rovinerebbe l'economia e darebbe inizio ad una corsa agli sportelli che si propagherebbe altrove. [...] Le banche di Cipro sono abbastanza piccole e non pongono problemi o rischi in quanto tali alla finanza internazionale. Il pericolo è iniziato a causa della Troika della UE, della BCE e del FMI."

Tutti gli errori di Herr Schäuble. Lost in Europe via vocidallagermania 21/03/2013

Cipro, il piano di salvataggio e quei 5,8 miliardi di esposizione delle banche tedesche. Sole24ore 19/03/2013

In Europa si sta rischiando la corsa agli sportelli. Financial Times via vocidallestero 19/03/2013.


Per difendere l'Euro presto serviranno i panzer (it) Der Spiegel, Wolfgang Munchau via vocidallagermania, 19/03/2013

Ricchezza e povertà in Germania, (it) Der Spiegel via vocidallagermania,  12/03/2013

I deputati europei vogliono un Parlamento ancor meno democratico (fr), Libération, Jean Quatremer, 12/03/2013

Mentre servono solo 69.352 cittadini per eleggere un deputato europeo maltese, bisogna metterne assieme 883.756 per eleggere il suo omologo francese. In altre parole, siamo molto lontani, nell'Unione, al principio di base di ogni democrazia: una testa un voto. [...] E gli eurodeputati, invece di migliorare il sistema, si preparano mercoledì a votare una modifica della ripartizione dei seggi, in teoria destinata a tenere conto delle evoluzioni demografiche e dell'arrivo di 12 nuovi deputati croati, la quale aggraverà il deficit democratico per salvaguardare gli interessi degli stati medi e piccoli, i più numerosi in Europa, e quelli della Germania. La parte del pollo in questa farsa parlamentare rischiano di farla la Francia, il Regno Unito, L'Italia e la Spagna, ovvero la metà della popolazione europea, e scusatemi se è poco. [...]


Incomprensioni tedesche (fr), Le Monde 10/03/2013 Frédéric Lemaître, Corrispondente da Berlino.

Le divergenze nello sviluppo economico si accentuano: il Germania cresce la fiducia degli imprenditori e i salariati Volkswagen hanno 7.200€ in un anno di premi di produzione, mentre in Francia come negli altri paesi mediterranei la disoccupazione sale. In Germania non ci si rende conto delle condizioni degli altri paesi e le grossolane battute di Steinbrück sulle elezioni italiane sono l'indice della mancanza di empatia. Né la quotazione dell'euro né l'eccendente commerciale della Germania sono in discussione. Diversi segni indicano che il governo vuole rilanciare i consumi interni (diminuzione delle ritenute sulle pensioni e instaurazione di un salario minimo), ma non lanciando segnali chiari ai partner europei, queste iniziative appaiono solo elettorali. La Germania diviene dunque impopolare non solo tra i populisti,  cosa che attribuisce alla Francia un ruolo centrale.

L'Europa salva l'euro, ma perde i cittadini (es) El País, JOSÉ IGNACIO TORREBLANCA. 09/03/2013.

Le elezioni italiane segnalano la debolezza politica della Europa e una crisi di legittimità che avanza di elezione in elezione. L'Eurobarometro (il sondaggio mensile a cura della Commissione europea) segna un passaggio dal 2007 da una valutazione positiva nella UE di 42 punti ad una negativa di 52 punti. Se la UE non riesce entro il 2014 a ripristinare la fiducia, le elezioni europee potrebbero riservare soprese sgradevoli.

La fiducia nella UE collassa (es) El País, Claudi Pérez da Bruxelles. 09/03/2013

La democrazia sta perdendo valore nella Ue, dice Fitoussi. "La sopravvivenza dell'euro si è fatta al prezzo delle istituzioni sociali e di un'enorme stagnazione in periferia. E' un disastro", dice James .K. Galbraith ...

La disconnessione della Francia. Sole 24 Ore, Brigitte Granville. 04/03/2013

"In Francia, in questo momento, sta guadagnando terreno l'idea che il Paese sprofonderà in una crisi economica ancora più grave a meno che non ritrovi la propria sovranità monetaria..."

Analisi del voto italiano. Byoblu 03/03/2013

I movimenti del voto nelle scorse elezioni.

Austria, il paese degli scandali. Falter via Presseurop 03/03/2013

I molteplici scandali per corruzione o malversazione che colpiscono la politica austriaca.

Portogallo: marea umana, stop austerity. ANSA 03/03/2013

La manifestazione indetta per il 2 marzo dal movimento "che la Troika si fotta", nato sul web.

Il presidente della associazione dei sergenti dice che la manifestazione deve avere delle conseguenze. (pt) Publico 02/03/2013

Il presidente della Associazione dei sergenti (dell'esercito) ha partecipato alla manifestazione a Lisbona convocata dal movimento "Que se Lixe a Troika" [fanculo la Troika] e protesta contro i tagli all'esercito.

Il caso Italia riaccende la crisi dell'euro. Sole24Ore 02/03/2013

La crescita dell'opposizione alle politiche UE. L'insostenibilità della moneta unica.

Austria, la risposta alla crisi della politica. SÜDDEUTSCHE ZEITUNG via Presseurop 01/03/2013

Un miliardario austro-canadese fonda un movimento contro i politici austriaci.

Jacques Sapir: Le elezioni italiane e l'insostenibile austerità dal volto umano. Russeurop via Vocidallestero. 28/02/2013

Il significato delle elezioni italiane come rifiuto dell'austerità imposta dalla UE.

Le buffonate di Grillo possono finalmente scuotere tutta l'Europa. The Guardian (en) 26/02/2013

Oh giorno felice! Le elezioni italiane sono un trionfo per la democrazia. ... Congratulazioni Italia!

Intervista a Ulrike Herrmann su elezioni italiane. (Video) 08/02/2013

La caporedattrice economica del Tageszeitung dà qualche consiglio agli italiani.

Published: Sun, 24 Mar 2013 21:22:03 GMT

Consigli di lettura

Per difendere l'Euro presto serviranno i panzer (it) Der Spiegel, Wolfgang Munchau via vocidallagermania, 19/03/2013

Ricchezza e povertà in Germania, (it) Der Spiegel via vocidallagermania,  12/03/2013

I deputati europei vogliono un Parlamento ancor meno democratico (fr), Libération, Jean Quatremer, 12/03/2013

Mentre servono solo 69.352 cittadini per eleggere un deputato europeo maltese, bisogna metterne assieme 883.756 per eleggere il suo omologo francese. In altre parole, siamo molto lontani, nell'Unione, dal principio di base di ogni democrazia: una testa un voto. [...] E gli eurodeputati, invece di migliorare il sistema, si preparano mercoledì a votare una modifica della ripartizione dei seggi, in teoria destinata a tenere conto delle evoluzioni demografiche e dell'arrivo di 12 nuovi deputati croati, la quale aggraverà il deficit democratico per salvaguardare gli interessi degli stati medi e piccoli, i più numerosi in Europa, e quelli della Germania. La parte del pollo in questa farsa parlamentare rischiano di farla la Francia, il Regno Unito, L'Italia e la Spagna, ovvero la metà della popolazione europea, e scusatemi se è poco. [...]

Analisi del voto italiano. Byoblu 03/03/2013

I movimenti del voto nelle scorse elezioni.

Austria, il paese degli scandali. Falter via Presseurop 03/03/2013

I molteplici scandali per corruzione o malversazione che colpiscono la politica austriaca.

Portogallo: marea umana, stop austerity. ANSA 03/03/2013

La manifestazione indetta per il 2 marzo dal movimento "che la Troika si fotta", nato sul web.

Il presidente della associazione dei sergenti dice che la manifestazione deve avere delle conseguenze. (pt) Publico 02/03/2013

Il presidente della Associazione dei sergenti (dell'esercito) ha partecipato alla manifestazione a Lisbona convocata dal movimento "Que se Lixe a Troika" [fanculo la Troika] e protesta contro i tagli all'esercito.

Il caso Italia riaccende la crisi dell'euro. Sole24Ore 02/03/2013

La crescita dell'opposizione alle politiche UE. L'insostenibilità della moneta unica.

Austria, la risposta alla crisi della politica. SÜDDEUTSCHE ZEITUNG via Presseurop 01/03/2013

Un miliardario austro-canadese fonda un movimento contro i politici austriaci.

Jacques Sapir: Le elezioni italiane e l'insostenibile austerità dal volto umano. Russeurop via Vocidallestero. 28/02/2013

Il significato delle elezioni italiane come rifiuto dell'austerità imposta dalla UE.

Le buffonate di Grillo possono finalmente scuotere tutta l'Europa. The Guardian (en) 26/02/2013

Oh giorno felice! Le elezioni italiane sono un trionfo per la democrazia. ... Congratulazioni Italia!

Intervista a Ulrike Herrmann su elezioni italiane. (Video) 08/02/2013

La caporedattrice economica del Tageszeitung dà qualche consiglio agli italiani.

Jacques Sapir su "Euro forte". Russeurop via Vocidallestero. 06/02/2013

Il significato della "guerra delle valute".

Jacques Sapir su Europa ed Euro. Russeurop via Ecodellarete. 10/12/2012

La crisi di consenso politico della UE.


Published: Fri, 22 Mar 2013 14:52:15 GMT

Link all'articolo originale

01.03.2013, 06:30

L'Italia rappresenta un pericolo per la zona euro? Dopo il caos elettorale si potrebbe pensare così. Il suo Presidente però lo nega. Ciononostante a Berlino circolano anche altre valutazioni e raccomandazioni per Roma.

Berlino. Data la situazione di incertezza politica in Italia, il parlamentare CDU al Bundestag Klaus-Peter Willsch si è espresso per il ritiro del paese dall'unione monetaria. "Se non si riesce a convincere la maggioranza della popolazione di un paese a rispettare gli impegni relativi al funzionamento della moneta unica, non si possono chiedere nuove elezioni, ma si deve lasciare che il paese torni alla propria moneta", ha detto Willsch ad Handelsblatt online.

La zona euro deve essere aperta al cambiamento, ha detto Willsch. "Se vogliamo tornare a una convivenza pacifica e rispettosa in Europa e vogliamo prendere sul serio l'auto-determinazione dei popoli, dobbiamo rinunciare all'ideologia Euro-europea", ha detto. "L'unione monetaria può sopravvivere solo se è vantaggiosa per tutti i suoi membri."

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha tuttavia risposto alla preoccupazione che il suo paese, a causa della difficoltà di formare un governo, possa costituire un pericolo per la tenuta della zona euro.

Non vi è alcun rischio di infezione, ha detto Giovedì il Capo dello Stato italiano a Berlino. "Per essere contagiosi, si deve prima di tutto essere malati." E l'Italia non è malata.

Napolitano ha tuttavia ammesso che si è di fronte ad un risultato elettorale difficile. Ha però affermato: "Sono sicuro che nelle prossime settimane si formerà un governo italiano." In Italia, nel frattempo, è stata resa pubblica una nuova inchiesta contro l'ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Oltre a Napolitano anche il ministro delle finanze Wolfgang Schäuble e il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso fanno la loro esibizione di ottimismo. Se i politici eletti italiani adempiranno alle loro responsabilità, il paese avrà nella valutazione dei mercati lo stesso posto che ha avuto immediatamente prima delle elezioni, ha dichiarato Schäuble a Reuters. La rapida formazione di un governo stabile dovrebbe avvantaggiare l'Italia. Barroso ha inoltre espresso la fiducia che il nuovo governo italiano non metterà in dubbio la fiducia nella zona euro nel suo complesso. Si è detto certo che l'Italia rispetterà i suoi impegni. Il Segretario di Stato americano John Kerry ha detto a Roma che l'Italia supererà i suoi problemi.

L'esperto finanziario del gruppo parlamentare FDB, Frank Schaeffler, ha affermato che l'Italia deve uscire dall'eurozona se il paese non vuole continuare sulla via delle riforme. "L'euro, per sopravvivere, deve diventare una valuta che respira. I membri che non possono, o non vogliono adeguarsi per motivi economici, devono poter uscire dal il club della valuta", ha dichiarato Schaeffler ad Handelsblatt online. "Come ultima risorsa, deve anche essere possibile escludere i debitori, se abusano costantemente della solidarietà di tutti".

Published: Sat, 02 Mar 2013 05:19:32 GMT

New York Times

Paul Krugman

Pubblicato il 24 febbraio 2013

Link all'articolo originale

Austerità in salsa italiana

Due mesi fa, quando Mario Monti cessò di essere il primo ministro italiano, L'Economist riteneva che “la prossima campagna elettorale sarà, dopo tutto, un test della maturità e del realismo degli elettori italiani.” Il comportamento maturo e realistico, presumibilmente, avrebbe dovuto comportare il ritorno di Monti – uno che è stato essenzialmente imposto all'Italia dai suoi creditori – nelle sue funzioni, questa volta con un effettivo mandato democratico.

A quanto pare non è così. Il partito di Monti sembra arriverà quarto; non solo è molto indietro al comico di fatto Berlusconi, ma è anche molto indietro al comico di diritto Beppe Grillo, la cui mancanza di una piattaforma politica coerente non gli ha impedito di diventare una potente forza politica.

E' una prospettiva straordinaria, che ha suscitato molti commenti sulla cultura politica italiana. Ma senza voler difendere la politica del bunga bunga, lasciatemi fare un'ovvia domanda: quale beneficio sarebbe, di grazia, quel che attualmente passa per essere un maturo realismo. per l'Italia o per l'intera Europa?

Perché Monti è stato di fatto il proconsole piazzato lì dalla Germania per difendere l'austerità di bilancio impartita ad una economia già in difficoltà. La disponibilità a praticare un'austerità illimitata è quanto viene definito come rispettabile nei circoli politici europei.

Sarebbe stata una buona cosa se le politiche di austerità avessero funzionato, ma non è stato così. E ben lontani dall'apparire maturi e realisti, i difensori della austerità appaiono sempre più come dei deludenti petulanti.

[...]

Il risultato è stato che si è evitato che un collasso finanziario distruggesse l'euro. Ma è questa una magra consolazione per i milioni di europei che hanno perso il lavoro e vedono anche scarse prospettive di ritrovarlo.

Stando così le cose, ci si sarebbe aspettati un qualche ripensamento e un esame di coscienza da parte dei rappresentanti europei, qualche segno di flessibilità. E invece, i massimi esponenti sono diventati addirittura più insistenti sul fatto che l'austerità sia l'unico percorso valido.

Ecco dunque nel gennaio 2011 Olli Rehn, un vicepresidente della Commissione europea, lodare i programmi di austerità della Grecia, della Spagna e del Portogallo e predire che il programma in particolare della Grecia avrebbe prodotto “risultati duraturi.” Da allora la disoccupazione è ancora aumentata ma naturalmente, nel dicembre 2012, ecco Rehn pubblicare un editoriale dal titolo “L'Europa deve restare sul cammino dell'austerità.”

E  la reazione di Rehn a studi che mostravano che gli effetti negativi dell'austerità erano maggiori di quanto ci si aspettasse è stata quella di mandare una lettera ai ministri delle finanze e allo FMI nella quale definiva questi studi come nocivi, perché rischiavano di minare la fiducia.

La qual cosa mi riporta all'Italia, un paese che di fronte a tutti i suoi malfunzionamenti ha di fatto diligentemente imposto una sostanziale austerità, ed ha visto come risultato la sua economia contrarsi rapidamente.

Gli osservatori esterni sono terrorizzati dalle elezioni italiane, e giustamente: anche se l'incubo di un ritorno di Berlusconi non si materializzasse, un forte risultato di Berlusconi, Grillo, o di entrambi, destabilizzerebbe non solo l'Italia ma l'intera Europa. Ma ricordate: l'Italia non è un caso unico: politici non rispettabili stanno montando in tutto il sud dell'Europa. E il motivo per il quale questo accade è che i politici rispettabili non vogliono ammettere che le politiche che hanno imposto ai paesi debitori sono un disastroso fallimento. Se le cose restano così, le elezioni italiane non saranno altro che l'antipasto di una futura pericolosa radicalizzazione.

Published: Mon, 25 Feb 2013 10:43:44 GMT

Rassegna stampa internazionale

Financial Times: Perché la crisi dell'euro non è ancora finita.

Martin Wolf

19/02/2013

Link all'articolo originale

Se tutti i membri della zona euro si riunissero oggi allegramente, sarebbero dei super masochisti.

La crisi della zona euro è finita? La risposta è: "sì e no". Sì, i rischi di una crisi immediata sono ridotti. Tuttavia no, la sopravvivenza della moneta non è certa. Fino a quando le cose stanno così, esiste la possibilità di un nuovo stress.

Il miglior indicatore della rinata fiducia è la diminuzione dello spread dei tassi d'interesse tra i titoli di stato dei paesi vulnerabili e i Bund tedeschi. Lo spread dell'Irlanda, per esempio, era Lunedi di solo 205 punti base, rispetto ai 1.125 punti nel luglio 2011. Lo spread portoghese è di 465 punti base, e anche lo spread della Grecia è a 946 punti base, in calo dai 4.680 punti nel marzo 2012. Gli spread italiano e spagnolo si sono portati ai livelli relativamente bassi di 278 e 362 punti base, rispettivamente. (Vedi grafico).

Dietro a questo miglioramento ci sono tre realtà. La prima è il desiderio della Germania di mantenere intatta la zona euro. La seconda è la volontà dei paesi vulnerabili di restare attaccati alle politiche richieste dai creditori. La terza è stata la decisione della Banca centrale europea di annunciare iniziative audaci - come ad esempio un'operazione a lunga scadenza di rifinanziamento per le banche e vere e proprie transazioni monetarie per i debiti sovrani - nonostante l'opposizione della Bundesbank. Tutto questo ha dato una bella botta agli speculatori.

Eppure non siamo alla conclusione della faccenda. L'unione monetaria si suppone debba essere un matrimonio monetario irrevocabile. Anche se si tratta di un matrimonio sbagliato, l'unione può ancora sopravvivere più a lungo di quanto molti pensassero perché i costi del divorzio sono molto alti. Ma una brutta storia d'amore è pur sempre fragile, per quanto grandi siano i costi dello smontarla. La zona euro è un matrimonio sbagliato. Può diventare un buon matrimonio?

[...]

Quanto alle cancellazioni del debito, sarà necessario fare di più di quanto si è fatto per la Grecia. Inoltre, quanto più l'onere dell'aggiustamento è imposto ai paesi colpiti dalla crisi per mezzo della caduta dei prezzi e dei salari, maggiore è l'onere reale del debito e maggiori le cancellazioni necessarie. Le remissioni dei debiti rischiano di essere necessarie sia per i debiti sovrani, sia per le banche. La resistenza a voler riconoscere questo fatto è fortissima. Ma può essere completamente inutile.

Il percorso verso il raggiustamento e la ripresa della crescita è ancora più importante. Sarà duro e lungo. Supponiamo che l'economia spagnola e italiana comincino a crescere all'1,5% l'anno, cosa di cui dubito. Bisognerebbe aspettare fino al 2017 o al 2018 prima di tornare ai valori pre-crisi: 10 anni persi. Inoltre, non è affatto chiaro che cosa potrebbe guidare una tale crescita. L'offerta potenziale non garantisce di per sé una effettiva domanda.

[...]

Coloro che credono che le prove della zona euro siano ora alle spalle devono fare l'ipotesi che avvenga  un straordinario rivolgimento economico, oppure la volontà di coloro che sono intrappolati in profonde crisi di tener duro, anno fosco dopo anno fosco. Nessuna delle ipotesi appare plausibile. Le prospettive di auspicabili riforme a più lungo termine – un'unione bancaria e una maggiore ripartizione del rischio - sembrano abbastanza remote.

Molto più probabile è un'unione fondata su di una unilaterale aggiustamento restrittivo. Saranno capaci le parti di vivere felici e contente o questa unione continuerà ad essere caratterizzata da differenze inconciliabili? La risposta, almeno secondo me, è ovvia. Se è così, questa storia infelice non può ancora essere arrivata alla fine.

martin.wolf@ft.com

Published: Wed, 20 Feb 2013 02:10:16 GMT

Rassegna stampa internazionale

Le Monde: Quarto trimestre globalmente negativo per la zona euro
18/02/2013

Link all'articolo originale.

Deludendo le previsioni, il PIL della Germania è arretrato dello 0,6% nel quarto trimestre del 2012 rispetto al terzo, a causa di un arretramento delle esportazioni, secondo quanto indica giovedì 14 febbraio l'Ufficio federale delle statistiche Destatis. La crescita annuale della prima economia europea è stata peraltro confermata allo 0,7% per il 2012, segnando un rallentamento rispetto alle crescite del 3% e del 4,2% realizzate rispettivamente nel 2011 e 2010. Una quasi stagnazione, che anche la Francia ha registrato nel medesimo periodo.

"L'economia tedesca ha subito una flessione alla fine dell'anno", sottolinea Destatis in un comunicato. Sullo sfondo della recessione nella zona euro, la crescita tedesca aveva progressivamente rallentato lungo tutto l'arco dell'anno scorso, passando dallo 0,5% del primo trimestre, allo 0,3 % del secondo, poi allo 0,2% del terzo prima di diventare negativa nell'ultimo.

"Il motivo principale dell'arretramento dell'economia alla fine del 2012 è il debole commercio estero tedesco in confronto con il trimestre precedente: nell'ultimo trimenstre  le esportazioni sono calate più delle importazioni",  spiega Destatis. Per il 2013 il governo tedesco è certo di un ulteriore rallentamento delal crescita, con un aumento del PIL atteso dello 0,4%, prima di un rimbalzo dell'1,6% nel 2014.

[...]

Il PIL portoghese, infine, è caduto del 3,2% nel 2012, dopo un arretramento dell' 1,8% nel quarto trimestre rispetto a quello precedente. La recessione economica nel 2012 sarebbe dunque maggiore di quanto previsto dal Governo e dai creditori del Portogallo, paese che è sotto assistenza finanzziaria internazionale, che confidavano in una contrazione del 3%.

Published: Thu, 14 Feb 2013 21:24:13 GMT

Rassegna stampa internazionale

Libération - Jean Quatremer: "La grande depressione degli eurocrati"

08/02/2013 - Coulisses de Bruxelles - Link all'articolo originale

Qui di seguito ampi stralci dell'inchiesta di Quatremer sui funzionari di Bruxelles. Solo alcuni brevi commenti. Il reportage ha il merito di dipingere in modo molto breve e sintetico, ma plastico, la situazione della cosiddetta "Europa". Sì, perché quella di cui qui si parla è proprio la famosa "Europa": un corpo, cioè, di employeés. Si descrive un processo involutivo, ma il problema, come si legge, sta nel manico e nelle origini: fin dall'inizio c'è la totale sottovalutazione di cosa significhi concretamente, storicamente, politicamente, "fare emergere l'interesse generale europeo" - frase generica e tipica della retorica burocratica - all'interno di una comunità di paesi così diversi sul piano storico, economico-sociale, politico, giuridico, culturale, etnico e linguistico. Fa sorridere l'idea che i problemi giganteschi, e assai probabilmente insolubili in tempi storici, legati ad una "fede ralizzazione" dell'Europa siano rappresentati dalla demotivazione di un corpo di funzionari a causa di "errate riforme". Così come folle appare l'idea che compiti di tale natura possano essere affidati a degli employeés, per quanto motivati e appartenenti alla crème de la crème. In assenza di istituzioni politiche responsabili. Quanto alla Commissione europea, anche essa un corpo di employeés, essa non a caso è stata tenuta in perenne stato di debolezza e subordinazione. Perché la favola che gli stati-nazione in Europa siano stati rimpiazzati da un fantomatico "spazio di interesse generale", anche solo in parte, è appunto una favola. [...]

Su di un autoadesivo, un disegno che rappresenta un uomo appeso alla sua cravatta con sullo sfondo una bandiera stellata. Sotto, una frase: "Eurocrate, usa la tua cravatta." [...]

Published: Fri, 08 Feb 2013 22:11:07 GMT

Rassegna stampa internazionale

New York Times 24 gennaio 2013

Il primo ministro Janez Jansa (Slovenia) rifiuta di dimettersi


Con ASSOCIATED PRESS

Link all'articolo originale

Il primo ministro Janez Jansa ha rifiutato giovedì scorso di dimettersi, nonostante la rottura della sua coalizione di governo, dichiarando che le elezioni danneggerebbero la Slovenia in un momento in cui sta lottando per evitare un piano di salvataggio internazionale. Jansa ha detto che rimarrà in carica fino a quando non sarà rimosso da un voto parlamentare di sfiducia o come risultato di un accordo politico più ampio. "La Slovenia non può permettersi di indire elezioni anticipate, a questo punto," ha detto. "Abbiamo un governo con pieni poteri." Il partito Lista Civica ha lasciato la coalizione Mercoledì dopo che  Jansa si è rifiutato di dimettersi a seguito di accuse di corruzione.

Published: Fri, 25 Jan 2013 17:33:38 GMT

L'Europa che sanguina.

Paul Krugman, "The conscience of a liberal", NYT Blog

11/12/2012 - link all'articolo originale.

L'Europa mi ha sorpreso per la sua capacità di resistenza politica, per la volontà dei paesi debitori di sopportare una sofferenza apparentemente senza fine, per la capacità della BCE di fare quel tanto che basta, all'ultimo minuto, per calmare i mercati quando la situazione finanziaria sembra pronta a esplodere. Ma l'economia dell'austerità si è svolta esattamente secondo il copione keynesiano, che non è il copione austriaco [Il liberalismo austriaco, Von Mises e Von Hayek, NdT]. Ancora una volta, "responsabili" tecnocrati che inducono i loro popoli ad accettare la medicina amara dell'austerità, più e più volte, non riescono ad ottenere risultati. L'ultimo caso in questione è l'Italia, dove Mario Monti - un bravo ragazzo, profondamente sincero - se n'è presto andato, in ultima analisi, perché le sue politiche stanno consegnando l'Italia alla depressione. (Eh sì, per la cronaca, questo significa che all'Italia non sarà possibile scavalcare i Monti.)
....

....
Published: Sat, 15 Dec 2012 01:03:27 GMT

Rassegna stampa internazionale
01/12/2012

New York Times: Il partito anti-europeo avanza nelle elezioni suppletive inglesi.

Di STEPHEN CASTLE

Pubblicato: 30 novembre 2012

LONDRA - Una volta considerato come un rifugio per cani sciolti, il partito che vuole che la Gran Bretagna esca dall' Unione europea ha molto avanzato forti in tre elezioni suppletive [per riempire posti divenuti vacanti in Parlamento, NdT] di questa settimana, aumentando così la pressione sul primo ministro conservatore, David Cameron, perché assuma una linea dura verso l'Europa.

Published: Fri, 30 Nov 2012 23:00:00 GMT

Rassegna stampa internazionale
19/11/2012

El País: Rousseff dichiara che "l'austerità eccessiva è un autogol".

Il Brasile non si lecca le ferite, ha smesso molto tempo fa. Il presidente della prima potenza in America Latina, Dilma Rousseff, a Madrid ha difeso Lunedi il dinamismo del tessuto economico del paese, i suoi progressi sociali e ha fatto uso di tutta l'autorevolezza che ad uno Stato forniscono le lezioni degli ultimi due decenni di stagnazione e di crescita stentata, e una forte crisi finanziaria e bancaria, per suonare tutti gli allarmi contro l'austerità come unico strumento per l'Europa. "L'esperienza dimostra che quando l'austerità è esagerata è autolesionista", ha detto Rousseff durante la sua partecipazione al forum Brasile sul percorso di crescita , organizzato dal paese e dal quotidiano brasiliano "Valor Economico", e sponsorizzato da Telefónica, Iberdrola, Repsol e le brasiliane BNDES e Caixa.

La presidente, in viaggio ufficiale in Spagna dopo la partecipazione al vertice iberoamericano a Cadice, ha sottolineato la necessità di un patto di crescita per evitare il diffondersi del virus della recessione ad altri paesi. A suo avviso, "la revoca dei diritti non può essere l'unica risposta a una crisi del debito." Lo ha detto direttamente al presidente spagnolo Mariano Rajoy, durante il loro incontro alla Moncloa, dopo quasi un anno di governo del PP in Spagna durante il quale, coi mercati che danno per scontata la richiesta di salvataggio e la sua notazione come creditore a un passo dal junk bond, ha subito i maggiori tagli alla democrazia sociale.

Il dibattito economico in Europa è diviso tra chi vede le politiche di austerità come l'unico credo per bloccare gli squilibri di bilancio, soprattutto i falchi di Berlino - e coloro che vedono essenziale ridurre la dose di olio di ricino e combinarla con più stimoli per risanare le economie in ristagno, come quella spagnola.
...

Published: Wed, 21 Nov 2012 01:58:19 GMT

Partite correnti (Import-Export) dei paesi UE
(Con un'appendice: la Cina)

  • 04/07/2012 - I paesi in Surplus

  • 10/07/2012 - La Cina

  • 19/07/2012 - Il debito pubblico dei GIIPS nel 2007 a confronto

  • 01/08/2012 - I GIIPS e Francia, Inghilterra, Belgio e Danimarca

  • 17/11/2012 - Aggiornamento: dati Eurostat sulla bilancia commerciale. Da Expresso (pt).

17/11/2012 - Aggiornamento: dati Eurostat sulla bilancia commerciale.

Il giornale on-line portoghese "Expresso" pubblica oggi una serie di grafici sull'import-export dei paesi UE tratti da dati Eurostat, relativi al 2012 (da gennaio ad agosto), e una sintesi del bilancio per l'Eurozona. Ecco qui.
....

Published: Sat, 17 Nov 2012 22:47:16 GMT

Note sui commenti dei lettori sui giornali on line.

  • 27/05/2012 - Corriere, Repubblica, Sole24Ore, Unità

  • 29/05/2012 Sole24Ore, Corriere

  • 31/05/2012 Corriere - Schroeder

  • 05/06/2012 Corriere - Errori notturni

  • 05/06/2012 Corriere - Antonio Polito

  • 18/07/2012 Al Fatto Quotidiano devo essere diventato antipatico

  • 18/08/2012 Al Fatto Quotidiano devo essere tornato simpatico.

  • 22/09/2012 Unità: non vuole anonimi, ma in realtà censura

  • 14/11/2012 Huffington Post it: anche lui censura politica?

......................

14/11/2012 Huffington Post it: anche lui censura politica?


Il 31 ottobre ho scritto ad Arianna Huffington questa lettera, attraverso l'unica email disponibile, quella "scoop"  che serve a segnalare gli scoop.

This is for Mrs. Arianna Huffington.

First, let me apologize for my bad English: I'm Italian, from Italy, and my knowledge of English language is quite limited.

Dear Mrs. Huffington, I'm writing to you in order to let you know that on Friday Oct. 26 I wrote a couple of comments on the Italian Huffington Post site, one of them under a news about the “No-Monti” day in Rome, and the other one on the Michel Martone's Blog. Martone is a member of the current Italian Government.
..............

Published: Wed, 14 Nov 2012 15:19:39 GMT

Rassegna stampa internazionale
14/11/2012

Le Monde: Mercoledì il giorno della collera in Europa contro l'austerità.

Le Monde.fr con AFP | 13.11.2012 alle 19h22

L' Europa si mobilita Mercoledì 14 novembre contro l'austerità, in una giornata segnata da uno sciopero generale in Spagna e in Portogallo, due dei paesi più fragili nella regione, nei quali cresce la rabbia popolare contro la disoccupazione e l'insicurezza. Eventi e azioni di varia grandezza scandiscono la giornata in altri paesi del Sud colpito dalla crisi: in Italia e in Grecia, ma anche in Germania, in Belgio, Francia e Polonia. ...

.............

Published: Wed, 14 Nov 2012 01:59:28 GMT

"Frasi celebri" sull'Europa

  • €uro

  • Maastricht

  • Fiscal Compact (vedi anche post specifico)

  • Dumping europeo

  • Più Europa

  • Recessione-Depressione

....

11/11/2012 Mario "Salvatore" Monti.

Published: Mon, 12 Nov 2012 00:29:14 GMT

Jean Paul Fitoussi
Raccolta di testi e vidoeinterviste in italiano

2012 ::2011 :: 2010 ::2009 :: 2008 :: 2007 :: 2006 :: 2005 :: 2001


Senza data (!)

  • In Europa la vera emergenza sono gli squilibri sociali.  L'Espresso.  ??/??/????

[....]

(intervista a) Fitoussi: Ultima chance per l'Europa. Hollande sia credibile con la Merkel. leggo.it 07/05/2012

  • (intervista a) Fitoussi: "Il rigore è la politica sbagliata". Francesca Pierantozzi, Il Messaggero 24/05/2012 (pdf Rassegna Stampa della Camera).
    Ma l'intervistatrice non resiste al luogo comune: "L'economlìsta francese, docente alla Luiss, predica la necessità di sposare il rigore alla crescita". Ma Fitoussi dice una cosa completamente diversa: che il rigore è sbagliato (e dunque, va abolito). Come peraltro fa il suo collega Amable.

  • Tutti i paesi europei finiranno sotto tiro. Avvenire 13/07/2012

  • Più crescita, meno austerity Barack ha il coraggio che manca all'Europa. Il Mattino 08/11/2012 (ritaglio stampa).

  • Published: Thu, 08 Nov 2012 23:17:20 GMT

    Andreatta: Pure dei morti si serve il MinCulPop

    • 15/12/2011 Andreatta, il "divorzio" tra Tesoro e Banca d'Italia, e le sue conseguenze.

    • 21/04/2012 Enrico Letta e Mario Draghi su Andreatta e Ciampi

    • 17/05/2012 Bagnai sulle concause dell'impennata dei tassi di interesse.

    • 05/11/2012 Un rivelatore testo di Andreatta sul "divorzio"


    ...
    ...

    05/11/2012 Un rivelatore scritto di Andreatta sul "divorzio".

    Sempre a Bagnai dobbiamo la "scoperta" di questo articolo di Andreatta dieci anni dopo il "divorzio", nel quale si ammette esplicitamente il ruolo avuto da questo sul debito pubblico.

    Published: Sun, 04 Nov 2012 23:00:00 GMT

    Rassegna stampa internazionale
    05/11/2012

    Portogallo
    Seguro [il segretario del Partito Socialista] si rifiuta di discutere il taglio 4 miliardi di Euro. Il settore delle costruzioni cala di più del 9% nel 2012.
    Irlanda
    Appello a sostenere la marcia anti-austerità.

    Published: Sun, 04 Nov 2012 23:00:00 GMT

    Franklin Delano Roosevelt

    Collezione di frasi ed aforismi di Franklin Delano Roosevelt, liberamente tratti, tradotti e categorizzati da questo sito.


    Gerra e Pace :: Depressione e giustizia sociale :: Democrazia
    Economia e società :: Politica :: Etica :: Arte :: Cultura e scienza


    Guerra e pace

    • Non dimenticate quel che ho scoperto, e cioè che oltre il novanta per cento di tutto il deficit pubblico dal 1921 al 1939 è dovuto a pagamenti per le guerre passate, presenti o future.

    ...

    Published: Fri, 02 Nov 2012 23:00:00 GMT

    Ritratto di una catastrofe

    La situazione dell'Europa. L'andamento del PIL, la recessione. Dove, quanto, quando, e chi.

    Tecnicamente - si dice - si ha recessione quando il PIL diminuisce per più di due trimestri consecutivi. Non so quanto questa definizione - piuttosto artificiosa - sia condivisa.

    La depressione è invece un fenomeno che consiste in una prolungata (anni) diminuzione dell'ouput complessivo di un sistema economico, misurato in termini di valore, cioè covenzionalmente monetari. Al PIL è attribuito il significato di misura (o meglio: stima) del valore monetario della ricchezza prodotta, e dunque la depressione è identificata con una diminuzione persistente del PIL. La recessione è invece definita come una diminuzione rispetto ad un momento immediatamente precedente, tipicamente l'anno.

    Il PIL è fornito normalmente a prezzi correnti, e in tal caso prende il nome di PIL nominale. E' un dato contabile che non tiene conto del potere d'acquisto effettivo, e dunque degli effetti dell'inflazione. Il PIL nominale non da dunque conto dell'andamento della ricchezza prodotta (nel senso del PIL, ovviamente) salvo quando le variazioni non siano molto più ampie delle variazioni dei livelli dei prezzi, cosa diventata sempre più rara di questi tempi.

    Di questi tempi di crescita stentata (o addirittura di decrescita), però, si deve invece sempre correggere il PIL nominale per tenere conto della perdita di potere d'acquisto dovuta all'inflazione, dato che le variazioni del PIL e quelle del potere d'acquisto sono confrontabili.
    ...

    Published: Fri, 26 Oct 2012 22:00:00 GMT

    Rassegna stampa internazionale
    27/10/2012

    Oltre al "Grexit", anche il "Brixit"?

    New York Times 27/10/2012: Uscita dalla Ue? Crescono le preoccupazioni per la Gran Bretagna.

    MEMO DA LONDRA

    Link all'articolo originale

    LONDRA - La Gran Bretagna si sta inesorabilmente incamminando verso la porta di uscita dall'Unione europea?

    Quando l'Unione europea ha questo mese inaspettatamente vinto il Nobel per la pace, i leader di Germania, Francia e Italia hanno manifestato la loro soddisfazione. Il primo ministro britannico David Cameron ha invece mantenuto unimbarazzante silenzio.
    ...

    Published: Fri, 26 Oct 2012 22:00:00 GMT

    Depressione

    26/10/2012

    La parola "depressione" decisamente è stata espunta dal lessico politico, economico e giornalistico. Vale dunque la pena fare un piccolo excursus linguistico e uno storico, e dare un'occhiata oltre che al vocabolario, anche alla "Grande Depressione" del 1929.

    ----

    depressione [de-pres-sió-ne] s.f. (pl. -ni)
    1 Abbassamento di livello di una superficie: la strada era piena di depressioni

    (Dizionario Hoepli della lingua italia di Aldo Gabrielli)

    ----

    depressione [de-pres-sió-ne] s.f.
    1 Discontinuità di livello per cui una parte risulta più bassa di quelle circostanti

    SIN(onimi) avvallamento, abbassamento: d. del terreno || d. continentali, quelle inferiori al livello del mare e che si trovano nell'interno dei continenti
    2 meteor. d. barometrica, zona di bassa pressione atmosferica, area ciclonica
    3 econ. Fase recessiva del ciclo economico
    4 Stato caratterizzato da malinconia, senso di vuoto, caduta di ogni interesse vitale: cadere in d.
    • sec. XVIII

    (Vocabolario Italiano del Corriere della Sera)
    ...

    Published: Thu, 25 Oct 2012 22:00:00 GMT

    Rassegna stampa internazionale
    18/10/2012

    John Gray sul Guardian: Perché l'Europa si dibatte.

    I suoi architetti avevano immaginato l'UE come un modello per il mondo, ma i dogmi attuali condurranno al risultato opposto.

    John Gray
    The Guardian , Mercoledì 17 Ottobre, 2012 22,14 CEST

    Link all'articolo originale.

    Articoli correlati:

    • Jean Michel Naulot sul salvataggio dell'euro. (Le Monde)

    • La reale situazione economica della UE.

    Il maggiore pericolo per l'Europa di oggi è la determinazione inflessibile delle élite europee a voler salvare l'euro. Mentre è ancora possibile che la Grecia ne esca con conseguenze imprevedibili, la paura che la moneta unica potrebbe crollare si è ritratta da quando il capo della Banca centrale europea, Mario Draghi, si è impegnato nel mese di luglio a fare "tutto il possibile" per sostenere la traballante struttura.
    ...

    Published: Wed, 17 Oct 2012 22:00:00 GMT

    Il pareggio di bilancio in Costituzione: Obama fuori legge

    Indice:

    • 16/10/2012 Ma l'avete capito il fiscal compact? Philippe Askenazy su Le Monde

    • 20/07/2012 Il fiscal compact approvato dal parlamento.

    • 13/06/2012 Il documento di analisi del Senato sul fiscal compact.

    • 22/05/2012 Fiscal compact: un articolo di Bruno Amable su Libération.

    • 03/05/2012 Ritrovamenti archeologici.

    • 22/04/2012 Fassina sul pareggio di bilancio in Costituzione.

    • 21/04/2012 Fiscal compact e MES in Germania.

    • 18/04/2012 Votato il pareggio di bilancio in Costituzione.

    • 16/04/2012 Follini e Krugman sul fiscal compact.

    • 11/04/2012 La frittata è fatta? Il pareggio di bilancio in Costituzione votato.

    • 16/03/2012 Finalmente qualcosa si muove. l'appelo di Lanfranco Turci.

    • 08/03/2012 La Camera approva il pareggio di bilancio in Costituzione.

    • 07/03/2012 Martin Wolf sul fiscal compact.

    • 02/03/2012 Il giorno della vergogna: il fiscal compact firmato da 25 capi di stato.

    • 29/01/2012 Cohn Bendit sul fiscal compact.

    • 14/01/2012 Commenti alla bozza riveduta del fiscal compact

    • 13/01/2012 La bozza riveduta del fiscal compact.

    • Qualcosa trapela sul fiscal compact.

    • 28/12/2011 Il fiscal compact. Cosa bolle in pentola?

    • 19/12/2011 Van Rompuy parla dell'accordo sul pareggio strutturale di bilancio.

    Published: Mon, 15 Oct 2012 22:00:00 GMT

    Rassegna stampa internazionale16/10/2012

    Il fiscal compact (trattato di bilancio), che roba è?

    Le Monde: Ma il Trattato di bilancio [fiscal compact], l'avete capito?

    Philippe Askenazy, direttore di ricerca al CNRS, Ecole d'économie de Paris

    Qualunque lettore di giornali ha potuto constatare che la grande maggioranza degli economisti mettono in allerta l'opinione pubblica sui rischi di recessione legati alla politica d'austerità condotta dai governi europei.

    Sembra ormai lontano il tempo – peraltro così recente – in cui solo una parte denunciava il fallimento annunciato e il costo sociale drammatico delle politiche correttive imposte a quei paesi che allora erano qualificati come “porci”: i PIIGS, Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna. Questa parte si attirava il sarcasmo dei “realisti”, che ripetevano senza posa che non si poteva fare altrimenti, che la crisi era provocata dalle spese eccessive e dai debiti pubblici. Nel frattempo abbiamo potuto constatare i guasti della superausterità e l'impasse nella quale ha condotto l'Europa.
    ...

    Published: Sun, 14 Oct 2012 22:00:00 GMT
    La coscienza di un Liberal - New York Times blog

    Paul Krugman

    3 ottobre 2012, 02:16

    link all'articolo originale

    Le conseguenze economiche del signor Rajoy

    OK, non proprio solamente di lui, ma di tutta la situazione europea. Ma sono ancora ossessionato dal terzo capitolo del nuovo FMI World Economic Outlook, e dalla trattazione del caso del ritorno della Gran Bretagna al gold standard, quello che ispirò a Keynes le sue sferzanti "Le conseguenze economiche di Mr. Churchill" .

    Stime attuali (pdf) indicano che la Gran Bretagna tornò al gold standard con una moneta sopravvalutata di circa il 20 per cento, e lo fece anche con un grande debito dovuto alla prima guerra mondiale. Cominciò a perseguire una politica di dura austerità di bilancio - un avanzo primario di circa il 7% del PIL - e una svalutazione interna per mezzo di deflazione.

    Come il FMI dimostra, non solo ha subito una stagnazione prolungata, ma non è riuscita neanche ad intaccare il debito eccessivo:
    ...

    Published: Tue, 02 Oct 2012 22:00:00 GMT

    29/09/2012

    I "numeri" del Trattato di Maastricht

    Le Monde, rubrica Economia: "Deficit: la cifra del 3% inventata a tavolino?"

    l Ministro dell'economia e delle finanze, Pierre Moscovici , che questo Venerdì 28 Settembre presenta il progetto di bilancio per il 2013, si è impegnato a soddisfare l'obiettivo di ridurre il deficit pubblico al 3% del PIL. "Sul 3% ci siamo e ci saremo", ha detto Venerdì mattina su Europa 1.

    E se questa regola del 3%, che impone oggi scelte economiche in Francia e in Europa, fosse una invenzione di "fantasia"? Questo è quanto denuncia Le Parisien, che ha pubblicato, questo Venerdì, "l'incredibile storia della nascita del disavanzo del 3%."

    UN NUMERO CHE NON HA FONDAMENTO IN "NESSUNA TEORIA ECONOMICA"

    Secondo Le Parisien, che ha individuato Guy Abeille, l'uomo che sta all'origine di questa cifra, "il 3% è stato inventato in un'ora una sera di giugno 1981, ad un tavolino, e non si basava su nessuna teoria economica." La cifra sarebbe stata semplicemente la risposta alla richiesta di François Mitterrand "di alzare una barriera verso i suoi ministri troppo spendaccioni" trovando una regola "facile" e che "suonasse come da economisti", racconta l'ex alto funzionario della Direzione bilancio.

    Published: Fri, 28 Sep 2012 22:00:00 GMT

    New York Times

    OP-ED COLUMNIST

    La follia europea dell'austerità


    Paul Krugman
    Pubblicato il 27 Settembre, 2012, 491 Commenti

    link all'articolo originale

    Solo un po' di autocompiacimento. Solo pochi giorni fa, la saggezza convenzionale diceva che l'Europa finalmente aveva messo le sue cose sotto controllo. La Banca centrale europea, con la promessa di acquistare le obbligazioni dei governi in difficoltà, se necessario, aveva  calmierato i mercati. Tutto quello che le nazioni debitrici dovevano fare, raccontava la storia, era accettare sempre più austerità - le condizione poste per avere i prestiti dalla banca centrale - e tutto sarebbe andato bene.

    Ma i dispensatori di saggezza convenzionale hanno dimenticato che c'erano delle persone coinvolte. Improvvisamente, Spagna e Grecia sono attraversate da scioperi e manifestazioni enormi. La gente in questi paesi sta in effetti dicendo che ha raggiunto il limite: con una disoccupazione ai livelli della Grande Depressione e con i lavoratori della classe media ridotti ad andare in cerca di cibo tra i rifiuti, l'austerità è già andata troppo oltre. E non c'è niente da fare, dopo tutto.
    ...

    Published: Wed, 26 Sep 2012 22:00:00 GMT

    Rassegna stampa internazionale


    24/09/2012

    Grecia: tensioni sociali, con la Troika e dentro la coalizione.

    New Your Times: Screzi con il FMI aggiungono tensione in Grecia, in una settimana cruciale.


    ATENE - Mentre la Grecia entra in una settimana fondamentale, potenzialmente caotica per la sua crisi economica, le tensioni tra Atene e i creditori internazionali hanno raggiunto un punto rovente. Il governo sta resistendo alle pressioni del Fondo monetario internazionale perché imponga severe misure di austerità, che i leader greci temono potrebbero destabilizzare la traballante coalizione di governo.

    I colloqui, anche se dovrebbero riprendere entro questa settimana, sono stati sospesi la scorsa settimana dopo un acceso scontro tra il ministro delle Finanze greco e il negoziatore del FMI per la Grecia.

    L'impasse porta a tensioni elevate, in una Grecia che si sta preparando ad uno sciopero generale previsto per Mercoledì, che rischia di portare i servizi pubblici al blocco totale. I Greci sono sempre più adirati per la prospettiva che gli stipendi pubblici e le pensioni saranno tagliati di nuovo in un ultimo disperato tentativo di ottenere una nuova tranche di prestito di 31,5 miliardi di € , ovvero 40,7 miliardi dollari, da parte dei creditori della Grecia.
    ...

    Published: Sun, 23 Sep 2012 22:00:00 GMT

    Joseph E. Stiglitz

    Elenco di suoi testi pubblicati in italiano
    2007 :: 2008 :: 2009 :: 2010 :: 2011 :: <2012

    2007

    2008

    2009

    Published: Tue, 18 Sep 2012 22:00:00 GMT

    Rassegna stampa internazionale

    • Il trattato di bilancio (fiscal compact). Perplessità di fondo

    • Grecia: crollo del costo del lavoro

    18/09/2012

    Il trattato di bilancio (fiscal compact). Perplessità di fondo

    Le Monde: «Trattato europeo: il "deficit strutturale" non è un concetto sul quale ci sia consenso».

    L'articolo 3 del trattato di bilancio europeo [fiscal compact] indica che gli Stati non devono superare un deficit strutturale - il disavanzo al netto degli effetti del ciclo economico - del 0,5% del PIL.
    ...

    Published: Mon, 17 Sep 2012 22:00:00 GMT

    Rassegna stampa internazionale

    • I sindacati spagnoli propongono una manifestazioni europea contro l'austerità e le politiche della UE

    • Il Bazooka di Draghi

    • I francesi pentiti su Maastricht, e i tedeschi scettici

    • La Bulgaria rinuncia all'Euro, e anche la Polonia ....

    17/09/2012

    I sindacati spagnoli propongono una manifestazioni europea contro l'austerità e le politiche della UE.

    El País: "I sindacati si danno come obiettivo una protesta europea"

    Mendez e Toxo propongono di convocarla per il vertice di dicembre.
    ...

    Published: Sun, 16 Sep 2012 22:00:00 GMT

    Rassegna stampa internazionale

    • Draghi, la BCE e il Bundestag

    • La Grecia dovrebbe avere più tempo. La Spagna si accinge a chiedere il salvataggio.

    • Francia: il fiscal compact crea problemi all'interno del partito socialista

    15/09/2012

    Draghi, la BCE e il Bundestag

    Independent: "Draghi nella fossa dei leoni: il capo della BCE di fronte alla critiche tedesche

    Il capo della Banca centrale europea (BCE), Mario Draghi, ha gettato ieri il guanto di sfida ai critici tedeschi del suo piano di comprare i titoli di stato dei paesi della zona euro in difficoltà, suggerendo che dovrebbero invitarlo di persona per giustificare la sua decisione  di fronte ai deputati del parlamento di Berlino.

    La rabbia tedesca sulla questione ha raggiunto il punto di ebollizione la settimana scorsa dopo che Draghi ha presentato il piano di salvataggio dellazona euro della BCE, consistente nel comprare quantità illimitate di titoli del debito pubblico a breve termine per aiutare i paesi, come la Spagna e l'Italia, a superare gli alti tassi di interesse, purché siano d'accordo a sottoporsi a controlli rigorosi.

    ...

    Published: Fri, 14 Sep 2012 22:00:00 GMT
    h1 style="text-align: center;">Rassegna stampa internazionale
    • Divergenze nel governo greco sulle richieste della Troika

    • Le elezioni in Olanda

    13/09/2012

    Divergenze nel governo greco sulle richieste della Troika

    Il Guardian: "La coalizione in grecia si divide sulle richieste di tagli ai posti di lavoro e l'aumento della disoccupazione".

    "Il Pasok e la Sinistra Democratica promette di bloccare i piani di 50.000 licenziamenti dopo che le trattative tra i partiti non hanno raggiunto nessun accordo.

    «La crisi nella quale è ingolfata òa Grecia si è approfonita dopo che due dei partiti della coalizione  si oppongono alle richieste di Bruxelles di tagliare 50.000 posti di lavoro pubblici e i sindacati anni indetto uno scioper generale questo mese.
    ...

    Published: Wed, 12 Sep 2012 22:00:00 GMT

    Rassegna stampa internazionale

    • 12/09/2012 La Grecia e l'Euro

    • 12/09/2012 Francia: Le posizioni di Mélenchon e Eva Jolie sul fiscal compact

    • 10/09/2012 In Francia i segni della prossima entrata in recessione.

    • 10/09/2012 L'ordigno-fine-di-mondo della BCE, ovvero Il bazooka antispread

    12/09/2012

    La Grecia e l'euro

    Barroso, nel suo discorso al Parlamento europeo sullo Stato dell'Unione

    Libération: Il presidente ritiene che l'autunno sarà un punto di svolta per la Grecia.

    «Abbiamo avuto la possibilità di arrivare in autunno ad una svolta se i paesi (della zona euro) si tolgono i loro dubbi, e se la Grecia rispetta i suoi impegni dvrebbe restare nell’euro», ha affermato José Manuel Barroso nel suo discorso sullo stato dell'Unione pronunciato mercoledì davanti al Parlamento europeo.
    ...

    Published: Tue, 11 Sep 2012 22:00:00 GMT

    Il Corriere: resoconto sulle elezioni olandesi. "Imprecisioni" e omissioni.

    Oggi il Corriere dà conto dei risultati delle elezioni olandesi. Dato che il redazionale non permette commenti, li metto in questa pagina.

    C'è una piccola "imprecisione", in questo resoconto, ed eccola qui:

    "Perdono, come preventivato, gli alleati storici dei liberali, i cristiano-democratici (da 21 a 13 seggi), penalizzati dalla loro precedente alleanza con Wilders.".

    Ora si dà il caso che fossero proprio  i "vincitori" , i liberali, ad avere come alleato essenziale nel governo il partito di Wilders, come si legge qui, su altri giornali più informati, anche se magari non europei. Ebbene sì, l'europeismo degli euroentusiasti (le "anime belle", come vengono chiamate da qualcuno) si ferma qui, al tifo, saltando a pié pari conoscenze e informazioni. ...

    Published: Tue, 11 Sep 2012 22:00:00 GMT

    Daily Telegraph.
    Ambrose Evans-Pritchard, Helsinki 21:00 16 Agosto 2012

    Link all'articolo originale.

    La Finlandia si prepara alla rottura dell'eurozona, come ha avvertito oggi il ministro degli esteri.

    18/08/2012

    Il Corriere della Sera pubblica un sunto di dichiarazioni del Ministro degli Esteri Finalndese Erkki Tuomioja sulla crisi dell'eurozona e sulla relativa posizione finlandese. Le dichiarazioni più scomode sono state attentamente espunte, da questo scheletrico riassunto. Tra le omissioni, questa affermazione: "... ha detto, descrivendo il trattato dell'unione monetaria del 1990 come un'acrobazia politica contraria alle leggi di gravità economiche." Bisogna tuttavia dare atto al Corriere della correttezza di avere pubblicato il link all'articolo orginale, cosa che permette una traduzione integrale. Di Tuomioja ho già riferito della sua avversione al fiscal compact.

    Published: Wed, 15 Aug 2012 22:00:00 GMT

    Rassegna stampa internazionale
    10/08/2012

    Il Corriere riferisce di un'intervista che Jean-Claude Junker avrebbe rilasciato al Tiroler Tageszeitung a proposito della Grecia. C'è tanto di filmato dove una signorina di buona famiglia legge un testo con sullo sfondo materiale di repertorio che con il testo non c'entra niente, salvo per il fatto che si vede Juncker.

    Secondo il Corriere, e la signorina, Juncker avrebbe dichiarato al Tiroler Tageszeitung che "L'uscita della Grecia dall'euro è «tecnicamente» possibile, ma i rischi politici sono «imprevedibili»".

    Cosa si intenda con "rischi politici" non è chiaro, dato che è un'espressione ambigua che si presta a mille interpretazioni. Anche l'Unità riprende la notizia, forse diramata da un'agenzia.

    Ora, se andiamo a controllare il Tiroler Tageszeitung, scopriamo che in realtà non c'è stata nessuna intervista, e che quest'ultimo sta invece citando un altro "Tageszeitung" (che in tedesco significa semplicemente "quotidiano"), il "Die Welt". Per l'esattezza, come si legge, nel numero di mercoledì. Vediamo allora il Die Welt, dove scopriamo che Juncker avrebbe detto - in una intervista sì, ma alla WDR, non a Die Welt, pubblicata sul sito del governo del Lussemburgo, le seguenti cose:
    ...

    Published: Sat, 11 Aug 2012 22:00:00 GMT

    Competitività
    02/08/2012

    Avvertenza:

    In tutto questo testo non è usato l'aggettivo "fiscale", come si potrebbe benissimo fare, per designare tutto ciò che è relativo alle tasse, ma invece l'aggettivo "tributario". Questo per non contribuire alla confusione generata dal malcostume di giornalisti, economisti, politici ed "esperti" di vario tipo (ma inesperti della lingua italiana) che utilizzano impropriamente il termine fiscale, traducendo in modo letterale (e maccheronico) dall'inglese, per designare invece delle tasse, ciò che si riferisce al bilancio della Stato.

    Indice

    Competizione e concorrenza

    Europa e Competitività

    La Germania in Europa

    La relativa "chiusura" dell'Europa e le relazioni commerciali interne.

    Competitività degli aggregati sociali.

    La concorrenza tra stati in Europa.

    E' Reaganomics.

    Nicchie fiscali

    Competizione e concorrenza

    Competizione in italiano. Competition in inglese, che sta - in campo economico - per concorrenza (concurrency in inglese significa tutt'altra cosa, perfino l'opposto: cooperation).
    Competitività è dunque solo un altro modo per dire concorrenzialità.
    ...

    Published: Wed, 01 Aug 2012 22:00:00 GMT

    Partite correnti (Import-Export) dei paesi UE
    (Con un'appendice: la Cina)

    • 04/07/2012 - I paesi in Surplus

    • 10/07/2012 - La Cina

    • 19/07/2012 - Il debito pubblico dei GIIPS nel 2007 a confronto

    • 01/08/2012 - I GIIPS e Francia, Inghilterra, Belgio e Danimarca


    04/07/2012 - I Paesi in surplus

    Veniamo qui ad un aspetto della situazione europea "pre-crisi" ancora troppo sottaciuto (o accennato solo di sguincio), dalla "stampa" (la nostra si merita le virgolette essendo da sempre in mano non a editori, ma a gruppi imprenditoriali spesso, come confindustria ed editoriale Repubblica-L'Espresso, costuituitesi in "partito che non c'è").

    Published: Tue, 31 Jul 2012 22:00:00 GMT

    Libération

    «Le soluzioni della Merkel hanno fallito»

    25 luglio 2012 16:02

    Intervista. Veit Swoboda, rappresentante dell'ala sinistra del partito Socialdemocratico tedesco, venuto per incontrare i suoi omologhi socialisti a Parigi, critica il patto di bilancio europeo e la politica della cancelliera tedesca.

    Di JONATHAN BOUCHET-PETERSEN

    Link all'articolo originale

    I firmatari del contributo «Realizzare il cambiamento», depositato in vista del prossimo congresso del PS dall'ala sinistra e firmata da Benoît Hamon, hanno tenuto questa mattina all'Assemblée nationale [Parlamento, NdT] una conferenza stampa assieme a Veit Swoboda, segretario generale del Forum Demokratische Linke 21, la frangia più a sinistra del Partito Socialdemocratico tedesco (SPD). L'intervista cade in un momento in cui la crisi europea si accentua, soprattutto in Spagna, e quando, per la prima volta, la tripla A tedesca è in bilico.
    ...

    Published: Tue, 24 Jul 2012 22:00:00 GMT

    Spagna

    • 03/06/2012 L'Unione europea spinge la Spagna ad un piano di salvataggio

    • 05/06/2102 Montoro ammette che la Spagna ha bloccato l'accesso ai finanziamenti

    • 11/07/2012 - El Pais: Così si portano Grecia, Irlanda e Portogallo

    • 23/07/2012 - La Stampa: Inizia la diffamazione della Spagna da parte dei Maramaldo?

    • 24/07/2012 - La Repubblica: Intervista (opportunamente mutilata) a Felipe Gonzáles

    La Spagna è ad un punto di svolta: il salvataggio delle sue Banche mette in luce la natura delle difficoltà finanziarie della zona Euro. Non il debito pubblico (non lo è mai stato), ma il debito privato e la corrispondente situazione bancaria e interbancaria sono il vero problema da risolvere, e nessuna delle "autorità" deputate mostra di sapere come farlo.

    El País (quotidiano vicino ai socialisti) riporta alcune notizie e informazioni.
    ...

    Published: Mon, 23 Jul 2012 22:00:00 GMT

    La Repubblica: Intervista (mutilata) a Felipe Gonzáles
    24/07/2012

    Nell'ambito del programma di distorsioni e falsità sulla Spagna (qui un precedente esempio), abbiamo oggi la Repubblica (versione solo cartacea, nel sito l'articolo è irreperibile) che somministra ai suoi lettori un'intervista a Felipe Gonzáles, tradotta da El País, ma orrendamente mutilata, sopratutto delle parti scomode nelle quali critica l'Europa, la costruzione europea e spiega l'origine della crisi spagnola. Non contenti, nel fare una sintesi di un intero discorso in un'unica frase, gli attribuiscono un giudizio su Zapatero (“ha messo benzina sul fuoco”) che invece nel testo originale è riferito alle liberalizzazioni e alla BCE. Anche l'articolista del País commette il medesimo errore, ma almeno lì il testo c'è per intero, e la svista assume quindi il carattere di svista. Segno che il "tagliatore" l'articolo per intero non l'ha letto. Oppure, se l'ha letto, non l'ha capito.

    Ma non è forse il caso seminare il dubbio sulla santità delle liberalizzazioni - e della BCE - nella testa dei lettori della Repubblica. (Ebbene sì, c'è anche chi legge quella roba, ed è a costoro che si rivolge questa pagina).
    ...

    Published: Mon, 23 Jul 2012 22:00:00 GMT

    La Stampa: Notizie false sulla Spagna 22/07/2012

    Dopo la Grecia, anche sulla Spagna iniziano ad esercitarsi più o meno consapevoli diffamatori. Lo fanno – come per la Grecia – ovviamente, adesso che le cose “vanno male”. Prendersela infatti con un paese quando le cose vanno apparentemente bene non è un esercizio gradito ai Maramaldo. Anche se è proprio quello “andare bene” che ha poi provocato il successivo “andare male”. [24/07/2012: A questo proposito vale la pena di leggere qui, per discorsi un po' più seri]

    Questa volta è la Stampa (ma ci si mette pure l'Unità), il quotidiano della FIAT. E' un giornale “serio”, e dunque niente commenti dei lettori. Della Spagna oggi si occupa con un articolo di Gian Antonio Orighi, dal titolo “La Spagna fa i conti col pozzo senza fondo delle Regioni”. Ieri il pozzo senza fondo della Spagna erano le sue banche, ma la ripetizione è noiosa, si sa.

    Il sommario recita “Le spese pazze di Catalogna, Valencia e Castilla”. Perché – udite – il problema della Spagna, o delle sue regioni, se volete, sono le "spese pazze", e nient'altro.
    ...

    Published: Sat, 21 Jul 2012 22:00:00 GMT

    Debiti pubblici dei paesi UE - serie storiche
    19/07/2012 - Dati Eurostat

    Per sfatare i numerosi miti sui debiti pubblici, e soprattutto quello che la crisi europea sia una crisi dei debiti pubblici, ecco qui i dati Eurostat, così come estratto dal relativo Database. ...

    Published: Wed, 18 Jul 2012 22:00:00 GMT

    Jean Paul Fitoussi
    Raccolta di testi e vidoeinterviste in italiano

    Senza data (!)

    2001

    Published: Thu, 12 Jul 2012 22:00:00 GMT

    Aggiornamento: Dell'opinione del Parlamento europeo contraria al fiscal compact troviamo un resoconto in questo dossier del Servizio affari internazionali del Senato - Ufficio dei rapporti con le istituzioni dell'Unione Europea, che si incarica di fornire commenti e valutazioni ai due parlamenti sul Fiscal compact.

    Alla pagina 7 della Nota illustrativa iniziale, troviamo:

    «Si rammenta invero che il Parlamento europeo, il 18 gennaio 2012, aveva approvato una risoluzione fortemente critica nei confronti del testo sino allora disponibile. In particolare, il Parlamento europeo aveva: espresso perplessità su un siffatto accordo intergovernativo, ritenendo più efficace il quadro del diritto dell’Unione e il “metodo comunitario” per realizzare gli stessi obiettivi di disciplina di bilancio e per realizzare una vera unione economica e fiscale; richiesto una maggiore valorizzazione del ruolo del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali in tutti gli aspetti del coordinamento e della governance in ambito economico; richiesto l’impegno a integrare l’accordo nei trattati europei al più tardi entro cinque anni; reiterato i suoi appelli per un’Unione improntata non solo alla stabilità, ma anche alla crescita sostenibile, attraverso misure destinate alla convergenza e competitività, project bonds, un’imposta sulle transazioni finanziarie; espresso formalmente la riserva di avvalersi di tutti gli strumenti politici e giuridici per difendere il diritto dell’Unione qualora l’accordo definitivo dovesse prevedere elementi incompatibili con il diritto dell’Unione.»

    Published: Tue, 19 Jun 2012 22:00:00 GMT

    Portogallo

    22/05/2012

    Due articoli di Publico sullo Outlook dell'OCSE: recessione e disoccupazione

    • Il Portogallo dovrà adottare ulteriori misure di austerità per raggiungere gli obiettivi della troika - La disoccupazione continuerà ad aumentare in Portogallo fino al 16,2% nel 2013

      Cosa consiglia l'OCSE davanti al fallimento delle politiche di austerità? Continuarle. Ma devono avere ragione loro: sono così bravi che della disoccupazione prevedono perfino i decimali.

    19/06/2012

    Su Publico qualche informazione sulla situazione economica Portoghese. I dati reperibili sono tutti riferiti al 2009 o, al massimo, il 2010, almeno per ora.
    ...

    Published: Mon, 18 Jun 2012 22:00:00 GMT

    New York Times

    EDITORIALE

    I problemi con la signora Merkel

    Pubblicato il 19 giugno 2012

    Link all'articolo originale

    Dopo la loro riunione di due giorni conclusasi martedì, i leader del gruppo delle 20 maggiori economie del mondo sono riusciti a dire alcune cose giuste. Concentrandosi sulla crisi del debito della zona euro -chiaramente il più grande pericolo  per l'economia globale - si sono impegnati a fare di più per stimolare la crescita, assicurare la stabilità finanziaria e sostenere un'Unione di bilancio europea più forte.

    La questione ora è se queste parole si tradurranno mai in un'azione efficace. Se ci si fa guidare dagli ultimi due anni di crisi dell'euro, la risposta è probabilmente negativa. Quando le spire della recessione e delle crisi bancarie hanno avviluppato Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia, la risposta, guidata dalla Germania, è stata dominata da un'implacabile insistenza su di una austerità autodistruttiva, e su piani di salvataggio frammentari.

    Il risultato è stato una recessione più profonda, disordini sociali e sconvolgimenti politici nelle economie europee più deboli e una crescente sfiducia tra le nazioni forti e quelle deboli dell'Europa, esattamente le condizioni peggiori per integrare le banche, i bilanci e le politiche Europei nel modo che è indispensabile per la sopravvivenza a lungo termine dell'euro.

    Questa volta sarà diverso?

    Oggi ci sono crescenti motivi per la Germania per cambiare atteggiamento. Oggi la posta in gioco è più elevata. Non appena le elezioni di domenica in Grecia hanno allontanato le paure di una uscita disordinata della Grecia dall'euro, gli oneri finanziari per Spagna e Italia sono schizzati. Entrambi i paesi devono vendere i loro titoli per rifinanziare il debito con pesanti interessi, ma gli investitori, spaventati dalla recessione e l'instabilità finanziaria, stanno invece tirando fuori i loro soldi da quei paesi. Questo fa presagire per l'Europa sfide molto più difficili di quelle affrontate finora e mette in evidenza il fallimento delle politiche per arginare la crisi.
    ...

    Published: Mon, 18 Jun 2012 22:00:00 GMT

    The Irish Times - Venerdì 24 Maggio 2012

    ==============

    Nota del traduttore: In Irlanda la lingua nazionale è il gaelico, pur se si parla anche una forma di inglese "irlandese", molto diverso dal "briton" della GB. Ho quindi lasciato intatta la terminologia gaelica, corredandola delle dovute note esplicative..

    Dato che il paese è quasi sconosciuto agli italiani, essendo dalla nostra stampa del tutto trascurato, qualche breve parola di introduzione.

    Il quadro politico irlandese è dominato da tre partiti "tradizionali" tipicamente irlandesi: lo Sinn Féin e il Fine Gael e il Fianna Fáil., oltre a partiti più tipicamente "europei" come i laburisti.

    Qualcuno ricorderà anche il movimento armato "indipendentista" cattolico, l'IRA.

    Qui si riportano notizie relative al prossimo referendum, il 31 maggio, sul "fiscal compact".


    ==================

    In questa sezione:

    • La campagna per il Sì al referendum  in corsa per la vittoria

    • I parlamentari che erano ancora indecisi alla fine sono per il No.

    • Un politico greco invita a rifiutare il trattato

    ===================

    irishtimes.com - Ultimo aggiornamento: Venerdì, 25 Maggio 2012, 21:00

    La campagna per il Sì al referendum  in corsa per la vittoria

    [link al testo originale]

    Published: Thu, 24 May 2012 22:00:00 GMT

    The Irish Times - Giovedì 24 Maggio 2012

    ==============

    Nota del traduttore: In Irlanda la lingua nazionale è il gaelico, pur se si parla anche una forma di inglese "irlandese", molto diverso dal "briton" della GB. Ho quindi lasciato intatta la terminologia gaelica, corredandola delle dovute note esplicative..

    Dato che il paese è quasi sconosciuto agli italiani, essendo dalla nostra stampa del tutto trascurato, qualche breve parola di introduzione.

    Il quadro politico irlandese è dominato da tre partiti "tradizionali" tipicamente irlandesi: lo Sinn Féin e il Fine Gael e il Fianna Fáil., oltre a partiti più tipicamente "europei" come i laburisti.

    Qualcuno ricorderà anche il movimento armato "indipendentista" cattolico, l'IRA.

    Qui si riportano notizie relative al prossimo referendum, il 31 maggio, sul " fiscal compact".

    [NB: Dáil - Camera Bassa, Parlamento]

    ==================

    In questa sezione:

    • Sarà difficile annullare le modifiche, se il trattato passa, secondo Doherty

    • Il testo del Trattato 'non cambierà'

    • Dáil: aggiornamenti prima del referendum

    • Appello per un referendum sul trattato sul fondo di salvataggio [MES]

    ===================

    Sarà difficile annullare le modifiche, se il trattato passa, secondo Doherty

    [Link all'articolo originale]
    ...

    Published: Wed, 23 May 2012 22:00:00 GMT

    The Irish Times - Giovedì 24 Maggio 2012

    ===============

    In questa sezione:

    • I prezzi degli immobili calati del 16,4% nel corso dell'anno

    • Calo del numero di assicurazioni sanitarie

    I prezzi degli immobili calati del 16,4% nel corso dell'anno

    [Link all'articolo originale]

    Irishtimes.com - Ultimo aggiornamento: Giovedi May 24, 2012, 13:54

    CIARA O'BRIEN

    Il declino del mercato immobiliare residenziale è continuato durante l'anno fino alla fine di aprile, secondo i nuovi dati dell'Ufficio centrale di statistica divulgati oggi.

    Secondo l'indice Residential Property Price, che viene compilato dall'UCS sulla base dei dati sui mutui forniti dalle banche, il prezzo delle case è stato in media del 16,4 % in meno rispetto all'anno precedente. Questo segue un calo del 16,3 % su base annua in marzo.
    ...

    Published: Wed, 23 May 2012 22:00:00 GMT

    The Irish Times - Mercoledì 23 Maggio 2012

    ==============

    Nota del traduttore: In Irlanda la lingua nazionale è il gaelico, pur se si parla anche una forma di inglese "irlandese", molto diverso dal "briton" della GB. Ho quindi lasciato intatta la terminologia gaelica, corredandola delle dovute note esplicative..

    Dato che il paese è quasi sconosciuto agli italiani, essendo dalla nostra stampa del tutto trascurato, qualche breve parola di introduzione.

    Il quadro politico irlandese è dominato da tre partiti "tradizionali" tipicamente irlandesi: lo Sinn Féin e il Fine Gael e il Fianna Fáil., oltre a partiti più tipicamente "europei" come i laburisti.

    Invito a Ó Cuív a rompere il silenzio

    []
    ...

    Published: Tue, 22 May 2012 22:00:00 GMT

    Publico 22/05/2012

    Il PIL si contrarrà del 3,2%: la previsione contenuta nel documento

    Il Portogallo dovrà adottare ulteriori misure di austerità per raggiungere gli obiettivi della troika

    2012/05/22 - 09:36 Di Lusa

    [link all'articolo originale]

    L'OCSE consiglia il governo di continuare con il programma troika
    (Daniel Richards)

    --------------------------------

    Il governo portoghese dovrà adottare nuove misure di austerità per raggiungere i suoi obiettivi di bilancio, prevede l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).

    In un capitolo del suo Outlook dedicato all'economia portoghese, l'OCSE riferisce che il Portogallo ha fatto un "grande consolidamento di bilancio nel 2011", che dovrà essere "ancora maggiore" quest'anno, e consiglia il governo di continuare a seguire il programma della troika.
    ...

    Published: Mon, 21 May 2012 22:00:00 GMT

    Libération 22 maggio 2012, p. 21

    Riesame del patto di bilancio [fiscal compact, NdT].

    Di Bruno Amable

    L'Europa si è ficcata in un regime di stagnazione economica:  il PIL della zona euro era, al primo trimestre 2012, allo stesso livello del primo trimestre 2011 con un aumento solo dello 0,1% per l'Europa a ventisette. La crescita, che era del 2,4% l'anno nel primo trimestre 2011, da allora non ha smesso di rallentare. La situazione è più preoccupante per certi paesi che sono in recessione, come l'Italia, o in caduta libera, come la Grecia, che ha perso più di dieci punti di PIL dall'inizio della crisi. Le conseguenze sulla disoccupazione sono immediate. Il tasso è dello 11% nella zona euro;  è sopra il 20% in Grecia ed in Spagna, del 15% in Portogallo ed in Irlanda e del 8% nella stessa Danimarca, paese che era citato come esempio quando, prima della crisi, il suo tasso di disoccupazione superava di poco il 3%.
    ...

    Published: Mon, 21 May 2012 22:00:00 GMT

    New York Times

    EDITORIALE

    La Germania, la crisi e il G-8

    Pubblicato il 17 Maggio 2012

    [link al testo originale]

    Quando i leader del G8 si riuniranno a Camp David, Venerdì, il presidente Obama e gli altri devono fare pressioni sul cancelliere tedesco Angela Merkel perché si  impegni per un pacchetto per la crescita della zona euro. Questo non è il momento dei mezzi termini: il suo programma di austerità buono per tutti e per tutte le stagioni è stato un fallimento, spingendo i paesi fortemente indebitati ancor di più nella recessione, e rendendo ancora più difficile per loro ripagare i debiti. Si sta mettendo a rischio la già debole ripresa negli Stati Uniti e si sta alimentando l'instabilità e l'estremismo in Europa.

    Dopo mesi di ostinazione, la signora Merkel ha ammorbidito la sua posizione, dicendo che la Germania è aperta agli stimoli per la crescita, l'occupazione e lo sviluppo in Grecia e impegnandosi a collaborare con il nuovo presidente francese, François Hollande, per un programma per promuovere la crescita in un'Europa flagellata dalla recessione. Non è chiaro, tuttavia, se i suoi commenti riflettano un vero e duraturo cambiamento d'opinione.
    ...

    Published: Mon, 16 May 2011 22:00:00 GMT

    Commenti a "Il debito pubblico italiano"

    L'Umanista ci scrive il seguente commento (16/05/2012):

    Benché rifare la storia sia al di là delle prerogative umane, mi permetto di riflettere ancora un poco all'ipotesi del ceteris paribus.

    Vengo al punto : mi sono chiesto se un'eventuale riduzione del debito non avrebbe semplicemente spostato il risparmio equivalente altrove invalidando le ipotesi su cui tale riduzione si basa.

    Prendendo un caso estremo per semplificare il mio ragionamento - sapendo quindi di non descrivere un caso reale - fra le curve "Debito reale" e "Debito con interessi = inflazione + 2%" vi è all'incirca una somma di risparmio equivalente alla metà del PIL che viene tolta dai titoli di Stato per andare altrove.

    Agli investimenti? Ai consumi? A entrambi in parte? Chi potrà mai dirlo...

    Published: Tue, 15 May 2012 22:00:00 GMT

    Paul Krugman

    La coscienza di un liberal

    (Blog sul New Yor Times)

    13/05/2012

    link al post originale.

    Eurodämmerung

    Ne abbiamo parlato tra alcuni di noi, ed ecco come pensiamo si presenterà la fine dei giochi:

    1. La Grecia esce dall'euro, molto probabilmente il mese prossimo.

    2. Enormi prelievi dalle banche spagnole e italiane, con i correntisti che cercano di spostare i loro soldi in Germania.

    3a. Possibili forse controlli de facto, con proibizioni alle banche di trasferire i depositi di fuori del paese e con limiti al prelievo di contanti.

    3b. In alternativa, o forse le due cose assieme, enormi crediti dalla BCE per evitare il collasso delle banche.
    ...

    Published: Sat, 12 May 2012 22:00:00 GMT
    Atene, esterno giorno con macerie

    La capitale conta i debiti, non crede al default e sorseggia frappè

    Di Dimitri Deliolanes

    Il centro di Atene è una grande Elle. La gamba più corta è costituita dai tre grandi vialoni che uniscono piazza Syntagma con piazza Omonia, dalla “Costituzione” alla “Concordia”. Due estremi, a meno di un chilometro di distanza, appena due fermate della metro: a Syntagma c'è il Parlamento, un enorme palazzone neoclassico, costruito per essere il palazzo reale di Ottone, il primo sovrano della Grecia indipendente, opera degli architetti bavaresi che si era portato appresso, con tanto di giardino alle spalle, ora parco pubblico.

    Published: Fri, 11 May 2012 22:00:00 GMT

    Intervista a Roberto Pessi, preside della facoltà di giurisprudenza della Luiss di Roma.
    Sull'articolo 18 c'è rischio di incostituzionalità.
    La priorità? Lavorare sui tempi della giustizia.
    Corriere della sera, 26/03/2012 (pag. 11)

    ROMA — “La parte migliore della riforma del lavoro mi sembra quella sulla flessibilità in entrata. Le nuove regole per l'apprendistato, i tirocini e i contratti a termine sono secondo me molto interessanti”.

    Roberto Pessi, preside della facoltà di giurisprudenza alla Luiss di Roma, promuove solo questo capitolo del disegno di legge approvato dal governo. Per il resto, nelle parole del giuslavorista, sembrano prevalere gli elementi di perplessità.

    Lei condivide la riduzione del numero di forme contrattuali? Qualcuno ha parlato dl tradimento del progetto di Marco Biagi …

    “Marco Biagi ebbe una grande intuizione: mettiamo in campo tutte le forme contrattuali che possono venire incontro alle esigenze del mercato. Era un modo per cogliere tutte le potenzialità del mercato. Prima di intervenire come ha fatto il governo, forse sarebbe stato meglio capire quali tipologie contrattuali hanno funzionato e quali no, e anche perché”.

    Articolo 18. Condivide la linea del governo?

    “No. Prima di tutto non sono convinto che ci sia realmente questa esigenza di flessibilità in uscita. Se anche ci fosse, non è questa la strada migliore per intervenire.”
    ...

    Published: Sun, 25 Mar 2012 22:00:00 GMT

    Lanfranco Turci:
    Art. 81 SALVARE IL DIRITTO DEL POPOLO A INTERVENIRE

    MODIFICA COSTITUZIONALE
    NETWORK PER IL SOCIALISMO EUROPEO

    Da l'Unità 16/03/2012, pag. 25 (pagina pdf)

    Nei giorni scorsi il Network per il socialismo europeo (associazione che raccoglie circoli e militanti della sinistra impegnati per il rinnovamento e la riorganizzazione della sinistra italiana nell’ambito del socialismo europeo) ha deciso di provare a rompere il muro di silenzio che colpevolmente circonda le votazioni in corso nel Parlamento per modificare l’art. 81 della Costituzione.

    Abbiamo perciò deciso di rivolgere un appello ai Senatori della Repubblica affinché sia salvaguardato il diritto del popolo di intervenire sulle modifiche della Costituzione.
    ...

    Published: Thu, 15 Mar 2012 23:00:00 GMT

    Il debito pubblico italiano nel dopoguerra
    (Dati, tabelle, figure e una "scoperta")

    Sull'argomento del debito pubblico italiano c'è un profluvio di discorsi e dichiarazioni quasi quotidiani sulle pagine della nostra beneamata stampa (padronale: lo è quasi tutta, ed è questa una delle caratteristiche distintive del nostro paese rispetto al resto del mondo).

    C'è anche un discreto numero di “lavori” di analisi, anche sulle serie storiche. Eccone qui qualcuno.
    ...

    Published: Thu, 23 Feb 2012 23:00:00 GMT

    Grecia: i Socialisti Democratici Europei criticano la linea della Troika

    Hannes Swoboda: "l‘approccio punitivo e ideologico della troika al problema del debito sovrano greco (è) un grande tradimento del modello sociale europeo e della solidarietà che è il principio fondante dell'Unione". La Conferenza dei Presidenti del Parlamento Europeo ha convocato la Troika davanti alla commissione "a dare spiegazioni e a giustificare il loro atteggiamento"

    11/02/2012


    In Europa le cose non si portano così come trapela dai titoli e dai pezzi dei nostri giornali, che tendono a presentare sempre l'"Europa" come una entità metafisica unitaria, priva di ogni forma di pluralismo.

    E' in corso un confronto  tra il Parlamento Europeo e diversi suoi gruppi parlamentari, che esprimono una linea contraria a quella delle "istituzioni non rappresentative" (dunque autocratiche, come il Merkozy) che hanno finora stabilito le linee poltiiche "europee".

    Published: Fri, 10 Feb 2012 23:00:00 GMT

    Ma Bernanke non ha detto questo, caro Natoli
    (Sole24Ore, 02/02/2012)

    Il Sole pubblica un intervento di Bernanke sulla situazione economica globale. A chiosa (vedi il relativo commento) colloca un pezzo di Niall Ferguson col quale è francamente difficile capire quale sia il nesso.

    Dell'intervento di Bernanke fornisce sia il testo originale in inglese (qui se non lo si trovasse più) e un resoconto a cura di Stefano Natoli che non può che essere definito come un falso clamoroso.
    ...

    Published: Wed, 01 Feb 2012 23:00:00 GMT

    Venga in Europa, Mr. Ferguson
    Sole24Ore, 02/02/2012

    Il Sole24Ore pubblica oggi, 02/02/2012; un discorso di Bernanke sull'Europa e un intervento di Niall Ferguson.

    Faccio però fatica a cogliere il nesso tra l'appello di Bernanke e il testo di Niall Ferguson, uno storico della contemporaneità, politicamente non saprei dire se più liberale (non "liberal") o più conservatore, ma vale la pena di fare qualche considerazione, non tanto su di lui, quanto su di noi.

    Dato che conservatore lo è in modo intelligente, Ferguson si preoccupa del Tea Party (“populisti”, li definisce) e appoggia Mitt Romney perché è l'unico che può battere Obama.
    ...

    Published: Wed, 01 Feb 2012 23:00:00 GMT

    Stiglitz: No al fiscal compact, bisogna investire nelle infrastrutture.
    La Repubblica 26/01/2012  p.7

    Joseph Stiglitz

    "No al fiscal compact, bisogna investire nelle infrastrutture"

    1. Il nuovo governo italiano sta facendo bene e recuperando credibilità al paese, ma ora che la stabilizzazione fiscale è stata avviata tocca all'Europa. Dipenderà infatti dall'Europa, più che dal governo Monti,se L'Italia riuscirà a superare definitivamente la crisi dei debito sovrano.

    2. Le politiche che L'Europa sta adottando per superare la crisi vanno nella direzione sbagliata. Il "fiscal compact" spinge verso una u1teriore austerità. Quello che serve è invece la trasparenza e la solidità delle istituzioni finanziarie, una politica di stimolo alla crescita con investimenti significativi in infrastrutture da finanziare con l'emissiune di eurobond. E poi ci vuole disponibilità di credito: la Bce su questo su questo fronte ha fatto le cose giuste. Il rischio della politica sin qui perseguita è di far andare indietro l'economia e rendere più difficile la restituzione del debito. Poi c'è la Grecia. A mio parere la ristrutturazione del debito è stata già assorbita dai mercati e quindi probabilmente potrebbe avvenire in maniera non traumatica. E' un problema gestibile, ma visti i precedenti non ho alcuna certezze che sarà gestito come potrebbe.
    ...

    Published: Wed, 25 Jan 2012 23:00:00 GMT

    Rating & Outlook
    17/01/2012

    Un piccolo esercizio sul rating: ma i “mercati” quanto gli danno retta?

    Le agenzie di rating (valutazione) danno come noto un giudizio di “affidabilità” finanziaria un po' su tutto e tutti. In buona sostanza indicano quanto un partner in affari presenti un rischio di insolvibilità.

    Le loro valutazioni hanno sostituito (o vorrebbero sostituire) l'antico criterio che ogni uomo d'affari utilizzava nella scelta dei propri partner: la conoscenza diretta dell'interlocutore. Costituirebbero dunque un giudizio “oggettivo” emesso da organi “professionali” e putativamente “terzi”.

    Accenniamo solo di sfuggita ai loro clamorosi abbagli, e alla circostanza che fino a prima della prima guerra non valutavano gli Stati, dato che essi – monetizzando il debito stampando moneta tramite la loro Banca centrale – non erano virtualmente a rischio di insolvenza. Non che fosse proprio vero, ma la valutazione del rischio di insolvenza era piuttosto complessa, e dipendente più da fatti politici che asetticamente economici, perché gli Stati erano fuori dei “mercati”. Qui trovate una graziosa storiella su Moody e la Grecia. E nessuna agenzia di rating si è accorta della sopravveniente crisi dei “mutui subprime” del 2007.

    Published: Mon, 16 Jan 2012 23:00:00 GMT

    “Monti ha la fiducia dell'Europa”
    22/12/2011

    All'inizio qualcuno ha parlato di “fiducia del mercati” ma, per la verità, rapidamente non si è poi più azzardato nessuno.

    Vogliamo però per una volta soffermarci a pensare a cosa questa frase – così ripetuta - significhi?

    “Europa” indica un'entità geografico-politica. Un territorio compreso entro dei confini.

    E' ovvio che un pezzo di terra non possa avere né sfiducia né fiducia, essendo un'entità inanimata. Quando se ne parla così, se ne parla in modo metaforico. Ma "fuor di metafora"?

    Un'altra frase che si sente dire è ”cessione di sovranità all'Europa” . Anche qui, è evidente che – letteralmente – si tratta di una frase che non significa nulla. Non si può “cedere sovranità” ad un pezzo di terra, o ad un concetto.

    Occupiamoci per un attimo di questa seconda accezione del problema.

    La sovranità non è cedibile, è inalienabile. Nei regimi autocratici (l'Ancien Régime) spetta al sovrano (da cui il nome) che ne è investito da Dio. La sovranità è dunque di Dio, che non per nulla è chiamato “Signore”.

    Nei regimi democratici spetta invece ai cittadini (qualcuno dice “al popolo”, ma preferisco la prima formulazione, meno ambigua e meno pericolosa). Nel caso dei sovrani, se ne può essere privati, per cessione forzata, quando si viene invasi e conquistati da un altro sovrano.
    ...

    Published: Wed, 21 Dec 2011 23:00:00 GMT

    Monti e la sua ideologia

    • 11/01/2012 Perché proprio Monti?

    • 20/12/2011 Monti, la scuola di Friburgo, l'economia sociale di mercato e l'ordoliberalismo


    Non sarò l'unico, immagino, a domandarsi "perché proprio Monti? Perché lui e non un altro?". La risposta la trovate qui sotto, ed è: "perché Monti è tedesco".

    E' Monti stesso a venirci oggi incontro, con questa intervista a Die Welt, riportata integralmente (in italiano) dal Corriere. Per una volta, un esempio di vero giornalismo, il quale deve informare i lettori, dando loro gli elementi perché si formino un giudizio, e non giudizi prefabbricati e senza supporti.
    ...

    Published: Mon, 19 Dec 2011 23:00:00 GMT

    Liberalizzazione
    19/12/2011 :: 08/12/2011

    19/12/2011

    E' uscito il documenti di analisi sulle liberalizzazioni del Governo Monti. Qui trovate una frettolosa analisi.

    08/12/2011

    Qui di provvedimenti per “la crescita” si vede poco o nulla. E neanche per una ripresa.

    Ciò non ostante devo confessare che dalla manovra ho imparato una cosa nuova, che mi ha imposto di correggere alcune mie precedenti visioni erronee. Sto parlando della liberalizzazione degli orari dei negozi, una cosa alla quale sono sempre stato favorevole ma per ragioni che non avevano niente a che fare con “la crescita”. Ad esempio, perché soprattutto nelle grandi città  la gente ha una vita complicata, non ha orari fissi e omogenei, e quindi è più civile che, come in tutte le metropoli del mondo, si possa comperare più o meno a qualsiasi ora.

    Mi sbagliavo. Pensavo che la gente non comperasse perché non ha soldi, o perché preoccupata per il futuro, o perché in regime di quasi-deflazione, tanto vale posticipare un acquisto, o per una miscela di questi motivi.

    Mi sfuggiva che no, non è così: non compra perché trova chiuso.

    Published: Sun, 18 Dec 2011 23:00:00 GMT

    Andreatta, il "divorzio" tra Tesoro e Banca d'Italia, e le sue conseguenze.

    Il MinCulPop non esita a far levare i morti, per sostenere le sue assurdità pantedesche sul “rigore di bilancio” e sui "pericoli di inflazione" legati alla monetizzazione del debito. Oggi abbiamo e il Corriere (Andreatta, l'uomo del rigore che guardava lontano.) e il Sole24Ore (A lezione di rigore da Andreatta) a commemorare Andreatta, e il suo progetto “di successo” di eliminare l'obbligo per la Banca d'Italia di acquistare i titoli del debito pubblico non collocati. Già, perché questo faceva la Banca d'Italia allora, comperava titoli del Tesoro, come non fa oggi la BCE, ma fanno la FED e la Banca d'Inghilterra, quest'ultima in violazione all'Art. 123 del Trattato sul funzionamento dell'Unione, che si applica alla UE intera, non alla sola Eurozona. Nessuno si è però mai sognato di proporre sanzioni (vorrei vedere! Andrebbe sanzionata la BCE per non farlo).

    Ora si dà il caso che Andreatta abbia soppresso l'obbligo, non la facoltà. Oggi invece la BCE non ne ha la facoltà. Sarebbe stato anche gradito da parte dei rappresentanti della stampa indicare uno straccio di data, ma non importa, lo facciamo noi per loro: Andreatta è stato al Tesoro tra il 1980 e il 1982. Il contesto è comunque chiaro: Andreatta fece questo in un momento completamente diverso - per molti versi anzi opposto - da quello attuale: si era in iperinflazione. Che quell'obbligo “contribuisse” all'iperinflazione è inoltre non solo tutto da dimostrare, ma del tutto inverosimile. E l'inflazione aveva comunque già iniziato a calare prima del provvedimento. Vediamo il grafico.

    Published: Wed, 14 Dec 2011 23:00:00 GMT

    La crisi dell'Euro spinge la Germania e gli Stati Uniti
    in un scontro tattico

    • New York Times 10/12/2011

    Ci sono diverse cose da dire su questo pezzo del NYT, che trovate linkato, tradotto in italiano, in calce.

    La prima è il vergognoso modo nel quale NON ci informa la nostra stampa. Delle informazioni, e delle considerazioni contenute in quel pezzo da noi non c'è traccia. La cappa di piombo è calata sull'Italia: tutti allineati e coperti. La stampante dell'Ufficio Stampa&Propaganda gira a tutto spiano per emettere le sue veline.

    La seconda è il ridicolo e strumentale antiamericanismo dei personaggi tedeschi là citati, nella forma di una mistificazione secondo la quale la Germania si farebbe paladina, oltre che di una visione moralistica della politica (in realtà, a-politica), anche di un ipotetico contrasto della speculazione finanziaria. Sia chiaro, quel che si dice sulle banche che fanno bolle è vero, ma si tratta di un'analisi ben presente nella cultura liberal americana, e ben prima della crisi, non è  certo un'invenzione tedesca.
    ...

    Published: Fri, 09 Dec 2011 23:00:00 GMT

    09/12/2011 Amenità sul debito pubblico

    Ricordate, tanti anni fa, cosa si diceva a proposito del debito pubblico italiano, sempre un po' altino? Cose che si sentono ancora oggi. “Ogni italiano nasce con XXX milioni di debito sulle spalle...”. “L'Italia vive al di sopra delle sue possibilità”. “L'Italia campa di debiti”. “Lasciamo i debiti alle generazioni future” (Magari oggi al posto di “Italia” trovate “Europa”).

    Ora immaginatevi questa situazione: la proverbiale “famiglia Rossi”. Papà, Mammà, e due figli. Il genere non ha importanza.

    Papà presta 10.000 € ad un figlio.

    Arriva un tizio e dice: “Ogni membro della famiglia Rossi ha 2.500 € di debito sulle spalle”.

    E poi: “la famiglia Rossi campa di debiti”, e “la famiglia Rossi vive al di sopra delle proprie possibilità”. “La famiglia Rossi lascia debiti ai discendenti”.

    Che ne dite? Il tizio deve avere battuto la testa alzandosi la mattina e dà un po' i numeri.

    Questo è però quanto ci hanno ammannito per anni a proposito del debito pubblico.

    Fino agli anni '90 il debito pubblico italiano era interno, e quindi, detta in altro modo, erano soldi che italiani dovevano ad altri italiani, esattamente come i membri della famiglia Rossi.

    Published: Thu, 08 Dec 2011 23:00:00 GMT

    Le Monde sulle motivazioni di Standard&Poor's per avere messo l'Europa sotto osservazione

    Le Monde 8 dicembre 2011 - link all'articolo.

    ......

    • Disaccordi tra i dirigenti eruopei.

    Vero. Questo è un argomento politico che è alla radice delle motivazioni di Standard & Poor's per avere messo quindici paesi della zona euro sotto sorveglianza. "Tre anni dopo l'inizio della crisi le decisioni sono molto lente, sia per ragioni instituzionali, sia perché è molto difficile fare convergere i punti di vista (...), questo pesa sui mercati, dato che rende ancora più forti le incertezze”, dice  Frédérique Cerisier [economista di BNP Paribas]. Queste preoccupazioni alimentano in cambio le difficoltà dei paesi della zona euro: difficoltà di accesso al credito, aumento dei rendimenti, crescita insufficiente per sostenere il debito.
    ...

    Published: Wed, 07 Dec 2011 23:00:00 GMT

    Fiscale

    “Fiscale” è un aggettivo che suona spesso di questi tempi nella bocca di stuoli di economisti, professori, politici, ministri e primi ministri, ed anche giornalisti, i quali ultimi dovrebbero occuparsi – li possino ammazzarli - di comunicazione al grande pubblico.

    E' un errore madornale: traducono letteralmente dall'inglese "fiscal", generando equivoci a non finire nelle ignare persone di media cultura che conoscono – a differenza di loro – la lingua italiana. Nella lingua di Dante questa parola ha diversi significati: denota controllori rompiscatole esageratamente attenti a particolari insignificanti, e insieme tutto ciò che si riferisce ad imposte e tasse. NON cioè quello che costoro intendono. In inglese, infatti, “fiscal” indica ciò che si riferisce al bilancio dello Stato, NON le tasse, che si chiamano “Tax”: “tax policy”, non “fiscal policy”, la quale ultima è invece la politica di bilancio.

    Published: Mon, 05 Dec 2011 23:00:00 GMT

    Rigore & co.
    14/11/2011

    Rigore. Un uomo rigoroso. Da “rigido”, che non si piega, non è flessibile. Inflessibile. Che rispetta “le regole” sempre e comunque.

    “Non più di un bicchiere di vino a pasto”. Fa un freddo becco, vento, ghiaccio, sottozero. Farebbe comodo un cicchetto. Il Rigoroso: “nein, non più di un bicchiere a pasto, e siamo a metà mattinata”.

    Tutti morti di freddo.  Rigor mortis.

    Il flessibile è l'intelligente, colui che adatta pensiero e azione alle circostanze. E l'inflessibile, il rigoroso?

    Austerità. Una cattedrale dalla facciata austera, un uomo austero. Colui il quale porta sempre stampato in faccia, come la cattedrale, il “memento mortis”.

    Sacrifici. Ma di che tipo: umani, o basta un pollo? Oppure ancora solamente simbolici, come l'eucarestia?

    Disciplina. "Un-due, un-due! Passo!".

    Sobrietà. Certo, non è bello andarsene in giro ubriachi.

    Lagrime e sangue. Qui c'è una curiosa dimenticanza: "lagrime, sangue, e digrignar di denti".
    ...

    Published: Sun, 13 Nov 2011 23:00:00 GMT

    Lochescion&FunnyEngrish

    10/11/2011


    Questa pagina è per sfottere il finto inglese che parlano gli aziendali, e non solo loro.

    Andando in giro per il BelPaese (che non è un formaggio, ma uno dei tanti luoghi comuni giornalistici per evitare malditesta nell'evitare ripetizioni, che in italiano sono brutte. Fatemi essere un po' à la page anche a me), andando in giro dunque, in materia di inglese se ne vedono e se ne sentono di tutti i colori.

    Chi vi scrive è sommamente ignorante della lingua inglese, ma tutto è relativo, diceva Galileo.

    Uno degli aggregati fonemici che si sentono ad esempio spesso negli angiporti di aziende piccole e grandi è la parola “lochescion”, usata al posto di – appunto - “posto” (che giornalisticamente parlando, sarebbe pure più breve, per una volta, rispetto all'ingrese).

    Tutto è “lochescion”. Eppure in inglese ci sono diverse parole, apparentemente, per dire la stessa cosa: ad esempio, “site”, “place” e - udite - “venue”.

    Published: Wed, 09 Nov 2011 23:00:00 GMT

    Nell'Anno del PADB
    26/10/2011

    Nell'Anno del Pareggio Assoluto Di Bilancio Lui in Persona, nella sua figura astata, sorridente, festeggiava il secondo anniversario dell'innalzamento dell'età pensionabile a 120 anni con almeno 121 di contributi (salvo gli alti dirigenti delle Banche e degli Istituti finanziari e i bidelli degli istituti professionali con numero civico dispari perché – si sa –  fanno un lavoro molto stressante, anzi, logorante, uno sfinimento, un vero sfinimento); e il terzo anniversario dell'introduzione dell'abolizione delle ferie pagate, sostituite dalle ferie paganti, ma con sconti fino al 10% per chi acquista più di tre mesi di ferie nel quadro di pacchetti a date obbligate offerti dall'azienda, ma in ogni caso il costo delle ferie non può risultare inferiore al 110% dello stipendio al netto delle tasse (altrimenti si creerebbe un moral hazard), importo che il lavoratore deve versare in contanti anticipati ma non trasformabili in fideiussioni bancarie o assicurative, e questo per non contribuire sia pure involontariamente e inconsapevolmente all'instabilità finanziaria e alla speculazione, cosa che sarebbe immorale prima ancora che controproducente; e il primo anniversario dell'obbligo dei dipendenti all'acquisto dei prodotti o dei servizi dell'azienda nella misura di almeno il 60% dello stipendio, misura detta “anti-sovraproduzione”, con la quale Marx (Karl, non Groucho) è stato definitivamente sepolto assieme al suo Das Kapital e a tutte le ideologie di ogni colore, sapore e odore o puzza e di ogni epoca. Mentre Lui in Persona di cui appunto si parlava annunciava l'aureo completamento del Pareggio Assoluto Di Bilancio con il raggiungimento della caduta tendenziale del saggio di Bilancio (no! Marx non c'entra! E basta!) e dunque con introiti zero e spese zero, Bilancio nullo, risultato che tutta l'Europa, ma che dico, tutto il mondo ci invidia, e con le delegazioni dei Ministeri delle Finanze e del Tesoro dei PPAMPBB (Primi Paesi Al Mondo Per Bilancio Basso) che vengono qui da noi a studiare e imparare come si fanno le cose una buona volta per Diana! E mentre tutto questo accadeva ecco Lui in Persona annunciare tra gli ammiccamenti delle delegazioni straniere, cosa hanno da ridere, c'è poco da ridere è tutta invidia, ride bene chi ride ultimo, il lancio del SGODCT (Secondo Grande Obiettivo Di Caduta Tendenziale - no, e caspita, vi dico che Marx, Karl non Groucho, non c'entra! - e cioè tasso di nascite zero, tasso di morte zero, ma non tanto questo quanto soprattutto popolazione zero, che è poi un MDSEALLP, Meccanismo Di Stabilità Economica A Lunghissimo Periodo,
    ...

    Published: Tue, 25 Oct 2011 22:00:00 GMT

    Mister Euro. Notizia: l'Eurogruppo "lo sceglie"
    24/10/2011


    “Mister Euro” è come dire “Signor Nessuno”. Infatti è scelto da una II (“Istituzione Inesistente”, un personaggio immaginario come Batman e Superman) secondo procedimenti non autorizzati da niente e da nessuno, ed è posto a capo (o a coda, non saprei) di una NINR (“Non Istituzione Non Rappresentativa”) quale l'Eurogruppo, che nessuno ha nominato né scelto né risponde a nessuno, essendo per autodefinizione un GI (“Gruppo Informale”) costituito dai Ministri delle Finanze dei paesi dell'Eurozona (una ESISBCE, “Entità Senza Istituzioni Salvo la BCE”, la quale ultima è comunque una INR, “Istituzione Non Rappresentativa”), convocato non si sa da chi, né per quale motivo e con quali procedure, dotato di poteri nulli se non quelli derivanti dalla prepotenza (certo, scusate se è poco).
    ...

    Published: Sun, 23 Oct 2011 22:00:00 GMT
    Updated: Mon, 22 Apr 2013 21:23:09 GMT
    The URL to provide to an RSS aggregator when subscribing to this feed:
    (For more information about RSS see: What is RSS?.)


    Argomenti

    Cronologia

    Rassegna stampa internazionale

    12/08/2012 Juncker sulla Grecia

    10-12/09/2012  Grecia, Francia, BCE

    13/09/2012 Elezioni in Olanda

    15-16/09/2012 Draghi al Bundestag. Grecia, Spagna, PS francese.

    17/09/2012 Manifestazione sindacale europea. Draghi. Francesi, tedeschi e Maastricht. Bulgaria, Polonia, e l'Euro.

    18/09/2012 Il fiscal compact. Grecia: crollo del costo del lavoro.

    24/09/2012 Alta tensione in Grecia.

    29/09/2012 I "numeri" di Maastricht.

    16/10/2012 Ma l'avete capito il fiscal compact?

    18/10/2012 Perché l'Europa si dibatte.

    27/10/2012 Oltre al "Grexit", anche il "Brixit"? Gran Bretagna fuori della UE?

    05/11/2102 Portogallo: Il partito socialista dice no a 4 miliardi di tagli. Irlanda: i sindacati e il corteo anti-austerità.

    14/11/2012 Scioperi e manifestazioni in tutta Europa.

    19/11/2012 La presidente Brasiliana Rousseff: "l'austerità è un autogol"

    01/12/2012 Il partito antieuropeo avanza nelle suppletive inglesi.

    24/01/2013 Salvataggio della Slovenia: il premier non si dimette.

    08/02/2013 La depressione degli eurocrati.

    14/02/2013 Quarto trimestre negativo per la zona euro.

    20/02/2013 Perché la crisi euro non è ancora finita

    02/03/2013 Handelsblatt: La CDU accomanda agli italiani di tornare alla lira.

    10/05/2016 Dubbi tedeschi sul debito pubblico della Germania

    31/07/2016 Intervista di Ray McGovern alla Neues Deutschland

    Poeti, scrittori, artisti
    e altri visionari

    Dati

    Testate





    Cerca nel sito


    Lasciare un commento


     

    Zoom: Ctrl+ Ctrl-  + -







    Document made with KompoZer


    link

    I miei Link:

    Documenti - Centro Bruegel - Centro Einaudi - EngrishFunny - Economia e politica - Documento economisti - Politica&EconomiaBlog - Umanista.info - Goofynomics - Voci dalla Germania - Voci dall'Estero - Lucky_Borsa, finanza, borsa e dintorni - Mainstream - Aldo Giannuli - Ecodellarete - OpenEurope - Byoblu - Mauro Poggi - Orizzonte48 - Social Europe - Tempesta-perfetta - La solitudine dei Numeri Reali - Presseurop, il meglio della stampa europea - Observatoire de l'Europe [fr]

    Zoom: Ctrl+ Ctrl-  + -

    Mappa del sito - tutte le pagine