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Daily Telegraph.
Ambrose Evans-Pritchard, Helsinki 21:00 16 Agosto 2012

Link all'articolo originale.

La Finlandia si prepara alla rottura dell'eurozona, come ha avvertito oggi il ministro degli esteri.

18/08/2012

Il Corriere della Sera pubblica un sunto di dichiarazioni del Ministro degli Esteri Finalndese Erkki Tuomioja sulla crisi dell'eurozona e sulla relativa posizione finlandese. Le dichiarazioni più scomode sono state attentamente espunte, da questo scheletrico riassunto. Tra le omissioni, questa affermazione: "... ha detto, descrivendo il trattato dell'unione monetaria del 1990 come un'acrobazia politica contraria alle leggi di gravità economiche." Bisogna tuttavia dare atto al Corriere della correttezza di avere pubblicato il link all'articolo orginale, cosa che permette una traduzione integrale. Di Tuomioja ho già riferito della sua avversione al fiscal compact.

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Lo stato nordico si prepara ai tempi duri di una vera e propria crisi della moneta, mentre crescono le tensioni nella zona euro, e ha detto che non tollererà ulteriori salvataggi o un'unione di bilancio nascosta.

"Dobbiamo affrontare apertamente la possibilità di una rottura dell'euro", ha dichiarato Erkki Tuomioja, il veterano ministro degli esteri e membro del Partito socialdemocratico, uno dei sei che compongono la coalizione di governo del paese.

"Nessuno - neanche i Veri Finlandesi [partito euroscettico] – sta sostenendo in Finlandia una cosa del genere, per non parlare del governo. Ma dobbiamo essere preparati ", ha detto al Daily Telegraph.

"I nostri funzionari hanno una sorta di piano operativo per ogni evenienza."
L'intervento dell'onorevole Tuomioja è il più esplicito avvertimento fino ad oggi rilasciato da un ministro senior della zona euro. Mentre parlava della crisi , il ministro aveva una copia dell'Economist sulla sua scrivania. C'era una foto di Angela Merkel, il cancelliere tedesco, mentre legge un finto rapporto dal titolo "Come rompere l'euro", con una didascalia: "Tentata, Angela?" [qui il testo dell'articolo dell'Economist tradotto in italiano].

"Questo è quanto tutti stanno pensando da ogni parte", ha detto Tuomioja. "Ma vi è un consenso sul fatto che una rottura dell'euro costerebbe di più nel breve o medio periodo che gestire la crisi.

"Ma vorrei aggiungere che il crollo dell'euro non significa la fine dell'Unione europea. Potrebbe anzi fare funzionare meglio la UE ", ha detto, descrivendo il trattato dell'unione monetaria del 1990 come un'acrobazia politica contraria alle leggi di gravità economiche. La Finlandia spicca come il più intransigente dei paesi del blocco creditore della zona euro nel tentativo di tenere insieme una coalizione eterogenea. Ha insistito sulle garanzie da partre sia della Grecia sia della Spagna in cambio di prestiti di salvataggio.

La coalizione di governo è sul filo del rasoio dato che gli elettori si allontanano verso i partiti euroscettici. I Veri Finlandesi hanno sconvolto l'ordine politico nelle elezioni dello scorso anno con il loro 19%. "I contribuenti qui sono molto arrabbiati", ha dichiarato Timo Soini, il leader di Veri Finlandesi.

"Non ci sono regole su come uscire dall'euro, ma è solo una questione di tempo. O il sud o il nord finiranno per abbandonare questa camicia di forza della moneta unica che sta mandando in miseria milioni di persone e sta distruggendo il futuro dell'Europa."

"E' una catastrofe totale. Finiremo per restare senza soldi proseguendo su questa strada.
Ma nessuno in Europa vuole essere il primo ad uscire dall'euro e prendersi tutta la colpa ".

Come altri Stati membri, la Finlandia ha un diritto di veto che potrebbe essere utilizzato per bloccare qualsiasi nuovo salvataggio. A differenza di alcuni stati, il parlamento dovrà tuttavia approvare ogni futuro salvataggio nella zona euro, tra i quali cui il salvataggio completo della Spagna.

La questione di una rottura dell'euro potrebbe diventare l'ordine del giorno in ottobre quando gli ispettori della troika UE-FMI riferiranno sulla conformità del salvataggio greco. Le richieste di Atene di altri due anni di tempo per potere diluire il suo regime di austerità hanno incontrato una forte resistenza da parte delle potenze creditrici.

"Spetta ai Greci decidere se vogliono restare nell'euro", ha detto Tuomioja. "Non possiamo obbligare la Grecia ad uscirne. Possiamo interrompere i prestiti il che porterebbe a un default. Poi si potrebbe discutere se questo comporterebbe uscire dall'euro. Nessuno sa se possa essere evitato". Tuomioja ha detto che la Finlandia potrebbe bloccare i tentativi di togliere al meccanismo europeo di stabilità (ESM) o al fondo di salvataggio il loro status di creditore privilegiato, una mossa che potrebbe notevolmente complicare gli sforzi per rendere nuovamente attraenti per gli investitori i titoli spagnoli e italiani. "I prestiti MES hanno la priorità. Questa è per noi la linea rossa . Siamo molto preoccupati che le regole del MES possano cambiare."

Ha espresso gravi sospetti sui piani della "banda dei quattro" addetti ai lavori dell'Unione europea - tra i quali Mario Draghi della Banca centrale europea - per irretire gli Stati membri in una qualche forma di unione di bilancio. "Non mi fido di queste persone", ha detto.

Draghi ha detto due settimane fa che la questione del creditore privilegiato sarebbe stata "affrontata" come parte del suo duplice piano per la BCE e il MES per acquistare obbligazioni in modo coordinato. Un certo numero di dirigenti e funzionari UE ha sostenuto che c'era stato un accordo sullo status di creditore privilegiato del MES al vertice UE di fine giugno. La Finlandia, l'Olanda e la Germania negano.

Gli avvertimenti sul MES sono stati ripresi da Miapetra Kumpula-Natri, presidente della Grande Commissione per l'Europa del Parlamento finlandese, che ha detto che gli sforzi di salvataggio stanno raggiungendo il loro limite.

"La legge approvata questa estate dice che il MES ha la stessa priorità del Fondo monetario internazionale. C'era totale chiarezza su questo. Qualsiasi modifica richiederebbe una nuova legge approvata da tutto il parlamento, e questo sarebbe molto difficile, perché il rischio sarebbe molto più alto."

La questione dello status di creditore privilegiato della UE è diventato un tema estremamente delicato per i mercati, dopo che i creditori BCE e UE rifiutarono di condividere le perdite derivanti dalla ristrutturazione del debito della Grecia, in cui i fondi pensione, assicurazioni e banche hanno perso il 75%.

I critici dicono che l'accordo greco costituisce un precedente fatale, innescando ulteriori fughe di capitali da Spagna e Italia.

La signora Kumpula-Natri ha detto che la Finlandia può spingersi ancora più avanti solo di poco. "C'è una comune opinione che ci debba essere un limite. Non posso dire se sia il 10% del PIL o altro. Non è stabilito. Ma è ovvio che un paese piccolo non può aiutare paesi grandi in eterno."


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Rassegna stampa internazionale

12/08/2012 Juncker sulla Grecia

10-12/09/2012  Grecia, Francia, BCE

13/09/2012 Elezioni in Olanda

15-16/09/2012 Draghi al Bundestag. Grecia, Spagna, PS francese.

17/09/2012 Manifestazione sindacale europea. Draghi. Francesi, tedeschi e Maastricht. Bulgaria, Polonia, e l'Euro.

18/09/2012 Il fiscal compact. Grecia: crollo del costo del lavoro.

24/09/2012 Alta tensione in Grecia.

29/09/2012 I "numeri" di Maastricht.

16/10/2012 Ma l'avete capito il fiscal compact?

18/10/2012 Perché l'Europa si dibatte.

27/10/2012 Oltre al "Grexit", anche il "Brixit"? Gran Bretagna fuori della UE?

05/11/2102 Portogallo: Il partito socialista dice no a 4 miliardi di tagli. Irlanda: i sindacati e il corteo anti-austerità.

14/11/2012 Scioperi e manifestazioni in tutta Europa.

19/11/2012 La presidente Brasiliana Rousseff: "l'austerità è un autogol"

01/12/2012 Il partito antieuropeo avanza nelle suppletive inglesi.

24/01/2013 Salvataggio della Slovenia: il premier non si dimette.

08/02/2013 La depressione degli eurocrati.

14/02/2013 Quarto trimestre negativo per la zona euro.

20/02/2013 Perché la crisi euro non è ancora finita

02/03/2013 Handelsblatt: La CDU accomanda agli italiani di tornare alla lira.

10/05/2016 Dubbi tedeschi sul debito pubblico della Germania

31/07/2016 Intervista di Ray McGovern alla Neues Deutschland

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