Il Blog del Leprechaun

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Fiscale :: Competitività :: Liberalizzazione :: Sovranità&Fiducia
Depressione :: Debito :: Rigore & co.  Lochescion&FunnyEngrish Mister Euro :: Rating&outlook :: Correlazione :: Meritocrazia

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The Irish Times - Mercoledì 23 Maggio 2012

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Nota del traduttore: In Irlanda la lingua nazionale è il gaelico, pur se si parla anche una forma di inglese "irlandese", molto diverso dal "british" della GB. Ho quindi lasciato intatta la terminologia gaelica, corredandola delle dovute note esplicative..

Dato che il paese è quasi sconosciuto agli italiani, essendo dalla nostra stampa del tutto trascurato, qualche breve parola di introduzione.

Il quadro politico irlandese è dominato da tre partiti "tradizionali" tipicamente irlandesi: lo Sinn Féin e il Fine Gael e il Fianna Fáil., oltre a partiti più tipicamente "europei" come i laburisti.

Qualcuno ricorderà anche il movimento armato "indipendentista" cattolico, l'IRA.

Qui si riportano quattro notizie relative al prossimo referendum, il 31 maggio, sul "fiscal compact".

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In questa sezione

Invito a Ó Cuív a rompere il silenzio

[]

DEAGLÁN de BRÉADÚN, corrispondente politico

[Nota del Traduttore: TD  (Teachta Dála) : Membro della Camera Bassa, Onorevole, Deputato]

INDIPENDENTI: Il parlamentare indipendente della contea di Roscommon, Luke "Ming" Flanagan ha chiesto a Éamon Ó Cuív del Fianna Fáil di rompere il silenzio e riprendere la sua opposizione pubblica al "trattato di bilancio" [fiscal compact, NdT].

Rivolgendosi al deputato del West Galway, al quale è stato imposto di astenersi dal fare propaganda per votare no, Flanagan ha detto: "Deve farsi vivo ora e deve fare la cosa giusta." L'ex vice leader dovrebbe "invitare la gente del Fianna Fáil che lo ascolta a votare No ."

Ha detto che Ó Cuív "non può mollare su questo".

Quando gli è stato fatto presente che questo potrebbe comportare l'espulsione, Flanagan ha risposto: «Non sarebbe un onore essere buttati fuori per il proprio paese?" Ha aggiunto che il partito fondato dal nonno di Ó Cuív, Eamon de Valera, "non è lo stesso partito di oggi".

Alla richiesta di commentare, Ó Cuív ha ieri sera affermato solamente che: "Mi incanta sapere che valuti così tanto la mia influenza nella questione."

Sei membri del gruppo tecnico del Dáil [la Camera bassa irlandese, NdT] hanno fatto appello a votare no al referendum, in una conferenza stampa congiunta a Dublino ieri mattina, presieduta dal deputato indipendente del  Donegal Thomas Pringle.

La deputata indipendente di Dublino Centro, Maureen O'Sullivan, ha detto: "Non sono mai stata d'accordo sul fatto che l'Irlanda facesse parte della CEE (il predecessore dell'Unione europea) ." Ha stigmatizzato la mancanza di ogni dimensione sociale nel trattato.

L'indipendente del Kildare, Catherine Murphy, ha detto di avere appoggiato il Trattato di Lisbona perché ha dato uno status giuridico alla Carta dei diritti fondamentali, ma che "gli aspetti l'economici alla base di questo trattato vanno contro la Carta".

Il deputato del Wexford Mick Wallace ha detto che, a differenza da quello francese, ad esempio, il governo irlandese "sembra essere terrorizzato" dall'idea di scostarsi dalla posizione standard della UE.

Ha dichiarato che la crisi è stata provocata dalla mancanza di regolamentazione, "soprattutto nel settore bancario".

Alla domanda se si trovasse in qualche situazione specifica per avanzare questo argomento, alla luce delle sue difficoltà negli affari, ha detto: "Questo trattato di bilancio [fiscal compact, NdT] non avrebbe evitato di mettermi nei guai." Ha detto di avere in precedenza un patrimonio di 80 milioni di € e un debito di 40 milioni di €, ma gli attivi oggi "probabilmente valgono 10 milioni di €".

"Si potrebbe dire che se avessi avuto allora un meno facile accesso al credito non mi sarei messo così tanto nei guai, ed è proprio così", ha affermato.

Alla domanda su quanti dei 16 membri del gruppo tecnico fossero contro il trattato, Wallace ha detto che sono 11 compresi i cinque membri dell'Alleanza Unita della Sinistra.

Il deputato di Waterford John Halligan ha contestato la linea del governo secondo la quale il trattato sarebbe necessario nel caso in cui l'Irlanda debba avere bisogno di accedere a finanziamenti d'emergenza da parte del “Meccanismo Sociale Europeo” [MES o ESM, in realtà “Meccanismo di Stabilità Europeo”, NdT].

Nel frattempo, Declan Ganley del think tank “Libertas” ha lanciato un nuovo manifesto contro il trattato, ieri, mettendo in evidenza il problema del debito.

Era appena stato raggiunto in una conferenza stampa allo Shelbourne Hotel di Dublino dalla imprenditrice greco-irlandese Patricia Tsouros, che ha criticato l'affermazione del Ministro delle Finanze Michael Noonan secondo la quale uno dei pochi legami commerciali tra i due paesi era il formaggio feta.

Ha anche detto di essere cittadino irlandese e di avere vissuto in Irlanda per oltre 25 anni e di  sentirsi, con il trattato di bilancio, come "nel bel mezzo di un esperimento politico".

Nessuna decisione ancora da Kenny sul dibattito TV

[link all'articolo originale]

HARRY MCGEEe, corrispondente politico

BROADCAST: Il Taoiseach [Primo Ministro Irlandese, NdT] Enda Kenny, afferma il suo portavoce, non ha ancora deciso se parteciperà o meno al dibattito televisivo tra leader sui referendum.

Kenny aveva declinato la richiesta di partecipare al dibattito della scorsa settimana su TV3. Il portavoce del Primo Ministro ha detto che non era stata presa ancora nessuna decisione se Kenny avrebbe partecipato ad un dibattito tra i leader. Il portavoce ha aggiunto che non c'era una chiara esigenza pubblica fino ad oggi perché un tale dibattito abbia luogo.

Kenny farà un discorso televisivo di 10 minuti Domenica sera su RTE. Questo è stato tuttavia frutto di un accordo per raggiungere un equilibrio, in seguito al discorso di '30 minuti di Gerry Adams, leader del Sinn Féin, durante l'ardfheis [congresso, NdT] del suo partito nella notte di Sabato.

Quando gli è stato chiesto perché ieri sera il Primo Ministro non era apparso in un dibattito televisivo, il ministro Fergus O'Dowd del Fine Gael ha affermato che Kenny stava correndo da una parte all'altra del paese e che avrebbe fatto un discorso televisivo Domenica.

Parlando al TG4 la sera scorsa, ha detto: "Kenny parla con la gente comune e continuerà a farlo."

La RTÉ [Radio Televisione Irlandese, NdT] ha detto che il suo dibattito conclusivo si terrà il 29 maggio, due giorni prima del voto. Un portavoce si è tuttavia rifiutato ieri di dire chi avrebbe partecipato o se l'invito fosse stato esteso al Taoiseach.

Questo in seguito all'invito del “direttore delle elezioni” del Fianna Fáil, Onorevole Timmy Dooley, a RTÉ perché ospiti un dibattito alla vigilia del voto. Ha portato come argomenti della sua tesi i sondaggi che hanno dimostrato che oltre il 30 per cento degli elettori non ha  ancora deciso come votare.

Ieri sera, TV3 ha trasmesso un altro invito al Taoiseach a partecipare ad un dibattito televisivo dal vivo. Ha dichiarato di avere accolto favorevolmente il chiarimento del suo portavoce che il suo previsto discorso alla nazione non gli avrebbe impedito di partecipare al dibattito.

Le multinazionali 'indifferenti' al voto sul trattato.

[link all'articolo originale]

HARRY McGee, corrispondente politico

Il DIBATTITO AL TG4: le imprese multinazionali che investono in Irlanda non sono poi così preoccupate per il trattato di bilancio [fiscal compact, NdT], secondo quanto affermato nel corso dell'ultimo dibattito televisivo sul referendum.

Questa affermazione del senatore Trevor Ó Clochartaigh del Sinn Féin è stata fatta durante il dibattito in diretta sul TG4 la sera scorsa. Il senatore Galway stava rispondendo al Ministro Fergus O'Dowd del Fine Gael, che lo aveva sfidato a citare un importante impresa negli Stati Uniti o multinazionale che avesse chiesto di votare no al trattato.

"Le aziende statunitensi e multinazionali non hanno per il trattato l'attenzione che si dichiara, e sono indifferenti al risulatato Sì o No", ha affermato Ó Clochartaigh.

Il dibattito a quattro ha inoltre presentato il portavoce della giustizia Dara Calleary del Fianna Fáil e l'onorevole Joe Higgins del  Partito Socialista. Calleary ha sostenuto che il trattato era l'unica cosa in grado di garantire la sicurezza, soprattutto quando si tratti di accedere al fondo di salvataggio, il Meccanismo Europeo di Stabilità [MES o EMS, NdT].

Higgins ha sostenuto che un voto Sì significherebbe un ulteriore ciclo di austerità aggiuntivo alle già austere misure adottate dai governi successivi in Irlanda dal 2008.

Il dibattito è stato dominato da frequenti scontri tra Ó Clochartaigh e O'Dowd. Ó Clochartiagh ha affermato che i fondi ESM sarebbero stati disponibili anche se il paese avesse votato No. O'Dowd lo ha contraddetto, affermando che la Commissione Referendum aveva dichiarato che l'unico modo per ottenere i fondi ESM sarebbe stato quello di ratificare il trattato.

Creighton mette in guardia sul voto negativo al trattato di bilancio

[link all'articolo originale]

MARY Minihan, ROWAN Gallagher e Stephen Collins

LA CONTINUAZIONE del regime di basse imposte sulle società in Irlanda, secondo i ministri del governo, e il suo accesso al credito sarebbe messo in pericolo da un No al referendum sul trattato di stabilità di bilancio [fiscal compact, NdT].

Il Ministro per gli affari europei Lucinda Creighton ha detto ieri che il 12,5 % di imposta sulle società potrebbe essere "messo in discussione" se il Governo dovesse andare alla ricerca di fondi sul mercato libero.

Parlando ad una manifestazione  della Camera europea dell'Irlanda, Creighton ha detto che l'Irlanda avrebbe abbandonato il programma di finanziamento UE/FMI nel 2013, e che avrebbe dovuto iniziare a finanziarsi sui mercati dall'inizio del 2014.

"Il nostro regime tributario è molto protetto ed è importante notare che l'unica cosa che potrebbe mettere a repentaglio la nostra aliquota d'imposta, potenzialmente, è la possibilità di non avere una fonte di finanziamento quando usciremo dal programma di salvataggio nel 2013," ha affermato.

Il ministro ha detto che se l'accesso al meccanismo di stabilità europeo (ESM) venisse escluso da un voto No il paese sarebbe molto esposto alla mercé dei mercati.

"L'imposta sulle società potrebbe benissimo essere messa in discussione e noi non siamo un una posizione così forte da poter dire no”.

"Se non possiamo ottenere tutto il denaro di cui abbiamo bisogno dai mercati avremo bisogno di denaro da una qualche forma di meccanismo di stabilità, che non sarà disponibile dal MES se non ratifichiamo il trattato, il che ci dice che i termini e le condizioni non possono essere oggetto di trattativa", ha affermato.

Il Ministro ha detto che gli altri paesi europei che potrebbero contribuire al fondo potrebbero mettere in discussione la tassa sulle imprese, oltre ad una serie di altre questioni tra cui tassi di interesse elevati.

Parlando ad un evento precedente volto a incoraggiare le donne a votare Sì, il ministro ha detto che, anche se era intenzione del governo di tornare al finanziamento sui mercati per nel 2013, lo Stato potrebbe avere la necessità do accedere al MES.

"C'è la possibilità che non saremmo in grado di accedere ai mercati nel 2013 e che si trovi ad affrontare la scalata di una montagna per il finanziamento nel 2014."

Ha detto la cosa più importante da considerare nel contesto della campagna referendaria è la disponibilità o meno del MES, "al quale potrebbe essere necessario accedere nel 2013 e nel 2014".

Il MES  è "l'unica possibilità quando si tratta di salvare i paesi dell'Unione europea da luglio in poi".

Il direttore delle elezioni per il referendum Simon Coveney del Fine Gael ha accusato lo Sinn Féin di fuorviare gli elettori, sostenendo che l'Irlanda avrebbe avuto accesso al MES anche in caso di voto negativo. Ha detto che la Commissione indipendente sul referendum ha dichiarato che solo i paesi che avessero ratificato il trattato ne avrebbe avuto accesso.


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Rassegna stampa internazionale

12/08/2012 Juncker sulla Grecia

10-12/09/2012  Grecia, Francia, BCE

13/09/2012 Elezioni in Olanda

15-16/09/2012 Draghi al Bundestag. Grecia, Spagna, PS francese.

17/09/2012 Manifestazione sindacale europea. Draghi. Francesi, tedeschi e Maastricht. Bulgaria, Polonia, e l'Euro.

18/09/2012 Il fiscal compact. Grecia: crollo del costo del lavoro.

24/09/2012 Alta tensione in Grecia.

29/09/2012 I "numeri" di Maastricht.

16/10/2012 Ma l'avete capito il fiscal compact?

18/10/2012 Perché l'Europa si dibatte.

27/10/2012 Oltre al "Grexit", anche il "Brixit"? Gran Bretagna fuori della UE?

05/11/2102 Portogallo: Il partito socialista dice no a 4 miliardi di tagli. Irlanda: i sindacati e il corteo anti-austerità.

14/11/2012 Scioperi e manifestazioni in tutta Europa.

19/11/2012 La presidente Brasiliana Rousseff: "l'austerità è un autogol"

01/12/2012 Il partito antieuropeo avanza nelle suppletive inglesi.

24/01/2013 Salvataggio della Slovenia: il premier non si dimette.

08/02/2013 La depressione degli eurocrati.

14/02/2013 Quarto trimestre negativo per la zona euro.

20/02/2013 Perché la crisi euro non è ancora finita

02/03/2013 Handelsblatt: La CDU accomanda agli italiani di tornare alla lira.

10/05/2016 Dubbi tedeschi sul debito pubblico della Germania

31/07/2016 Intervista di Ray McGovern alla Neues Deutschland

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