Il Blog del Leprechaun

Tieniti aggiornato sui contenuti del Blog del Leprechaun con i Feed RSS

Zoom: Ctrl+ Ctrl-  + -


Questo sito non usa cookies. Potrebbero usarli i siti utilizzati per il conteggio visite e per la ricerca in questo sito.
Verificate sui relativi siti (Addfreestats, Freefind) la situazione, se vi interessa.

Parole:

Fiscale :: Competitività :: Liberalizzazione :: Sovranità&Fiducia
Depressione :: Debito :: Rigore & co.  Lochescion&FunnyEngrish Mister Euro :: Rating&outlook :: Correlazione :: Meritocrazia

-----

Letture consigliate:

L'insolente redditività delle banche americane e la confessione tardiva di Deutsche Bank. 24/07/2013

Dipendenti e pensionati greci hanno pagato il prezzo più alto della recessione. 24/07/2013.

Unione Europea: Arroganza fuori luogo. 15/07/2013

Un sorriso con denti d'acciaio.  05/07/2013

Que reste-t-il de la démocratie dans l'Union européenne? 15/06/2013

Quello che "Alternative für Deutschland" non puo' dire. 28/05/2013

L'esperimento europeo è fallito. 16/04/2013

L'Euro è destinato a un inevitabile tracollo. 16/04/2013

Come ci hanno deindustrializzato. 29/04/2013

Ultimi post:

Il più letto: Il debito pubblico italiano, da dove viene fuori?


The Irish Times - Venerdì 24 Maggio 2012

==============

Nota del traduttore: In Irlanda la lingua nazionale è il gaelico, pur se si parla anche una forma di inglese "irlandese", molto diverso dal "british" della GB. Ho quindi lasciato intatta la terminologia gaelica, corredandola delle dovute note esplicative..

Dato che il paese è quasi sconosciuto agli italiani, essendo dalla nostra stampa del tutto trascurato, qualche breve parola di introduzione.

Il quadro politico irlandese è dominato da tre partiti "tradizionali" tipicamente irlandesi: lo Sinn Féin e il Fine Gael e il Fianna Fáil., oltre a partiti più tipicamente "europei" come i laburisti.

Qualcuno ricorderà anche il movimento armato "indipendentista" cattolico, l'IRA.

Qui si riportano notizie relative al prossimo referendum, il 31 maggio, sul "fiscal compact".


==================

In questa sezione:

===================

irishtimes.com - Ultimo aggiornamento: Venerdì, 25 Maggio 2012, 21:00

La campagna per il Sì al referendum  in corsa per la vittoria

[link al testo originale]

STEPHEN COLLINS, Editor di politica

La campagna per il Sì è in corsa per la vittoria nel referendum sul trattato europeo di stabilità che si terrà il 31 maggio, secondo l'ultimo sondaggio Irish Times/Ipsos MRBI, ma il risultato è ancora nelle mani degli elettori indecisi.

Alla domanda su come avrebbe votato sul trattato, il 39 % dei votanti ha detto sì, il 30 % no e il 31 %  non lo sapeva sapeva o non voleva votare.
Escludendo gli indecisi il Sì arriva al 57 % e il No al 43 %. Il Sì è aumentato di nove punti dall'ultimo sondaggio Irish Times cinque settimane fa, mentre il No è salito di sette punti e il numero di elettori indecisi è sceso di 17 punti dopo l'ultimo sondaggio.
Il sondaggio è avvenuto tra l'ora di pranzo di Mercoledì e l'ora di pranzo di ieri tra un campione rappresentativo di 1.000 elettori dai 18 anni, con interviste faccia a faccia in 100 punti di campionamento in tutti i 43 collegi elettorali. Il margine di errore è più o meno del 3 %.

Oltre a ridurre il numero di elettori indecisi, le forti campagne condotte dal Sì e dal No sono risultate in uno stallo senza alcun cambiamento significativo da quanto la campagna è iniziata.

Dopo l'esclusione di gli elettori indecisi il Sì è sceso di un punto e il No è salito di un punto rispetto a cinque settimane fa.

Tuttavia, ci vorrebbe un drammatico passaggio al No negli ultimi giorni della campagna perché il trattato possa essere sconfitto.

All'equivalente stadio, nel secondo referendum sul trattato di Lisbona nel settembre 2009, il sondaggio Irisj Times ha prodotto un risultato simile con il 59 % di Sì e il 41 % di No dopo l'esclusione degli elettori indecisi.

Il quel caso il trattato passò con il 67 % contro il 33 %.

Eppure il governo si preoccupa che il numero di elettori indecisi rimane ostinatamente alto ed è in grado di cambiare il risultato finale.

Il lato positivo per il governo è che c'è stato un grande cambiamento nell'opinione pubblica dallo scorso ottobre, quando il trattato di bilancio era ancora in corso di negoziazione. In quel momento solo il 37 % ha detto che avrebbe votato Sì al Trattato, mentre il 63 % era per il No.

I dettagli del sondaggio mostrano oggi che la campagna per il Sì continua ad avere un forte sostegno dalla classe media, mentre gli elettori della classe lavoratrice rimane invece contraria al trattato.

Un grosso cambiamento sopravvenuto nel corso della campagna è che la differenza significativa tra i sessi, tra uomini e donne è stata eliminata, con ambedue altrettanto favorevoli al trattato.

In termini di partito quelli del Fine Gael sono i più forti i sostenitori del trattato col 74 %, e solo l'8 % per il No. Gli elettori del Labour non sono così fortemente impegnati con il 46 % di  Sì e  29 % di No.  Gli elettori del Fianna Fáil sono più favorevoli al trattato con 50 % di Sì e il 23 % di No. I sostenitori del Sinn Féin sono i più forti oppositori del trattato con il 66 % di No e il 13 % di Sì, mentre i sostenitori degli Indipendenti e dei piccoli partiti sono anche loro contro il trattato al 41 % contro il 34 %.

=========================

Irish Times - Venerdì 25 maggio 2012

I parlamentari che erano ancora indecisi alla fine sono per il No.

[link al testo originale]

HARRY McGee e GERRY Moriarty, Editor per il Nord

Uno dei tre Parlamentari Indipendenti che non aveva preso una posizione pubblica sul trattato di bilancio la sera scorsa ha dichiarato che raccomanda di votare No.

Finian McGrath, del seggio di Dublino Centro Nord, ha detto che avrebbe consigliato gli elettori a votare No al referendum di Giovedì prossimo.

Un altro del gruppo degli indecisi, Shane Ross, un Parlamentare di Dublino Sud, ieri sera ha detto "nessuna novità" sulle sue intenzioni. Non è noto se rendere pubbliche le sue intenzioni prima del voto della prossima settimana. Non ci sono ulteriori commenti.

Il terzo Parlamentare, Mattie McGrath di Tipperary Sud, non ieri sera non era reperibile.

Spiegando i motivi per i quali raccomanda di votare No, Finian McGrath ha detto: "E 'stata una decisione difficile, ma dopo aver soppesato tutti i fatti ho concluso che il trattato non ispira fiducia in Irlanda e in tutta l'UE.

"La crescita economica e l'occupazione avrebbe dovuto essere il cuore di questo trattato, e un accordo sul debito avrebbe dovuto essere una priorità. Il Governo e quelli per il Sì hanno gettato la spugna, e in tutta Europa sono sgomenti per la loro incompetenza."

Da parte sua, Ross ha tentato senza successo all'inizio di questa settimana di introdurre una legislazione nel Dáil [Camera Bassa, Parlamento, NdT] che posticipasse il referendum.

In una conferenza stampa la settimana scorsa si è lamentato del fatto che alla gente veniva chiesto di votare nel vuoto, senza conoscere la forma finale del trattato. Ha detto che avrebbe aspettato fino a dopo il summit di Mercoledì dei leader europei prima di fare dichiarazioni. Ha definito come "nonsense" le indiscrezioni sulla sua inclinazione a votare No, ma che non lo stava dicendo pubblicamente perché i suoi elettori sono nettamente a favore del Trattato.

Nel frattempo, il Tánaiste [Vice Primo Ministro] Eamon Gilmore ha detto ieri sera a Stormont che credeva, fondandosi sulla sua esperienza nella campagna referendaria, che la gente ha capito "è importante avere un euro stabile, ad avere la fiducia degli investitori, e di avere accesso ai fondi di emergenza".

Gilmore ha incontrato al Parlamento il Vice Primo Ministro Martin McGuinness, che è a favore di un No al referendum, per un ricevimento di commemorazione dei 40 anni di collaborazione tra l'Unione Nazionale degli Studenti e l'Unione degli studenti in Irlanda.

Prima di parlare al ricevimento, ha detto all'Irish Times che il governo avrebbe continuato instancabilmente la sua campagna per il voto Sì: "Quello che le persone ci dicono sempre più spesso è, se ci troviamo alla fine del 2013 e abbiamo bisogno di finanziamenti, dove troviamo i soldi?

"Se ci tagliamo fuori dal meccanismo di stabilità europeo, dove troviamo i soldi per pagare gli stipendi, le pensioni, i servizi? Queste sono le domande che la gente sta cominciando porsi", ha aggiunto Gilmore.

"Una delle cose fuorvianti che si dicono è che in qualche modo questo trattato sta per essere ridiscusso o modificato. L'incontro al vertice ha chiarito che non c'è né ci sarà nessun cambiamento al trattato".

Un sondaggio pubblicato ieri dalle Chambers Ireland mostra che quasi i tre quarti dei suoi associati  sostiene il Sì al referendum.

Interrogati sulle intenzioni di voto, il 73 % ha detto che avrebbe votato Sì, il 13 % No e il 14 % sono indecisi.

Dei membri che hanno già deciso come votare, l'85 % dice che voterà Sì.

Circa il 70 % ha detto che la ratifica del trattato è importante per il suo business.

L'amministratore delegato di Chambers Ireland, Ian Talbot, ha detto che l'indagine ha confermato il forte sostegno del business al Sì al referendum.

==================

Irish Times - Venerdì 25 maggio 2012

Un politico greco invita a rifiutare il trattato

[link al testo originale]

EOIN BURKE-KENNEDY

ALLEANZA DELLA SINISTRA UNITA:  un importante membro del partito di sinistra  radicale della Grecia Syriza ha invitato gli elettori irlandesi "alla rivolta contro l'austerità", respingendo il  Trattato di bilancio al referendum della prossima settimana.

In una conferenza stampa ieri a Dublino, ospitato dall'Alleanza della Sinistra Unita, Despina Charalampidou ha detto che la Grecia era "un esempio vivente del disastro economico" della austerità.

Charalampidou, che è stato eletto al parlamento greco all'inizio di questo mese come parte di una ondata in supporto ai partiti anti-salvataggio, ha detto che le politiche di austerità stavano distruggendo il suo paese e gli standard di vita dei lavoratori a basso e medio reddito in tutto il continente.

"In Grecia il 50 per cento di posti letto ospedalieri sono stati tagliati, il 50 per cento dei giovani sono disoccupati.

"Stiamo avendo più suicidi, più senza fissa dimora ed anche la malnutrizione".

Ha detto che se gli irlandesi voteranno No il 31 maggio non sarebbe rimasti soli perché è in corso una rivolta contro l'austerità in tutta l'Europa.

Alla domanda se pensasse che la Grecia avrebbe lasciato la zona euro, la signora Charalampidou ha detto: "Non vogliamo lasciare l'euro. Ci piace l'Unione europea, è la nostra casa ".

Tuttavia, ha detto che il suo partito vuole un'Europa basata sulla uguaglianza e la giustizia, e è contrario alla politica attuale imposta agli altri paesi dalla Germania.

Alla conferenza il deputato socialista Paul Murphy ha detto che il partito per il Sì sta "scandalosamente tentando" di usare quello che sta accadendo in Grecia per spaventare la gente e farla votare Sì.

E' incredibile, ha detto, la Grecia è stato il primo paese a ratificare il trattato di stabilità e date “un'occhiata alla stabilità che ha portato".

"Quel che è successo in Grecia non è il prodotto delle politiche di sinistra che si dovranno attuare ... ma una conseguenza della austerità sommata alla austerità, e dei due memorandum con la troika che hanno devastato la società."

Ha anche messo in dubbio le assicurazioni del governo sul fatto che i leader dell'UE hanno convenuto non ci sarebbero modifiche al testo del trattato fiscale al vertice di Bruxelles di Mercoledì.

"Se si leggono i comunicati stampa rilasciati sulla riunione del Consiglio non vi trovate nessun riferimento al trattato."

Ha anche detto che una cosa del genere avrebbe richiesto "una grande marcia indietro" da parte del presidente francese François Hollande, che ha ripetutamente affermato che il "trattato così com'è non sarà ratificato".

"Penso che la realtà sia che stanno cercando di nascondere al popolo irlandese che questo trattato sta cadendo a pezzi in tutta Europa, e noi abbiamo l'opportunità il 31 maggio, letteralmente, di farlo saltare in aria."


Tornare alla pagina "Irlanda"


Argomenti

Cronologia

Rassegna stampa internazionale

12/08/2012 Juncker sulla Grecia

10-12/09/2012  Grecia, Francia, BCE

13/09/2012 Elezioni in Olanda

15-16/09/2012 Draghi al Bundestag. Grecia, Spagna, PS francese.

17/09/2012 Manifestazione sindacale europea. Draghi. Francesi, tedeschi e Maastricht. Bulgaria, Polonia, e l'Euro.

18/09/2012 Il fiscal compact. Grecia: crollo del costo del lavoro.

24/09/2012 Alta tensione in Grecia.

29/09/2012 I "numeri" di Maastricht.

16/10/2012 Ma l'avete capito il fiscal compact?

18/10/2012 Perché l'Europa si dibatte.

27/10/2012 Oltre al "Grexit", anche il "Brixit"? Gran Bretagna fuori della UE?

05/11/2102 Portogallo: Il partito socialista dice no a 4 miliardi di tagli. Irlanda: i sindacati e il corteo anti-austerità.

14/11/2012 Scioperi e manifestazioni in tutta Europa.

19/11/2012 La presidente Brasiliana Rousseff: "l'austerità è un autogol"

01/12/2012 Il partito antieuropeo avanza nelle suppletive inglesi.

24/01/2013 Salvataggio della Slovenia: il premier non si dimette.

08/02/2013 La depressione degli eurocrati.

14/02/2013 Quarto trimestre negativo per la zona euro.

20/02/2013 Perché la crisi euro non è ancora finita

02/03/2013 Handelsblatt: La CDU accomanda agli italiani di tornare alla lira.

10/05/2016 Dubbi tedeschi sul debito pubblico della Germania

31/07/2016 Intervista di Ray McGovern alla Neues Deutschland

Poeti, scrittori, artisti
e altri visionari

Dati

Testate





Cerca nel sito


Lasciare un commento


 

Zoom: Ctrl+ Ctrl-  + -







Document made with KompoZer


link

I miei Link:

Zoom: Ctrl+ Ctrl-  + -

Mappa del sito - tutte le pagine