Il Blog del Leprechaun

Tieniti aggiornato sui contenuti del Blog del Leprechaun con i Feed RSS

Zoom: Ctrl+ Ctrl-  + -


Questo sito non usa cookies. Potrebbero usarli i siti utilizzati per il conteggio visite e per la ricerca in questo sito.
Verificate sui relativi siti (Addfreestats, Freefind) la situazione, se vi interessa.

Parole:

Fiscale :: Competitività :: Liberalizzazione :: Sovranità&Fiducia
Depressione :: Debito :: Rigore & co.  Lochescion&FunnyEngrish Mister Euro :: Rating&outlook :: Correlazione :: Meritocrazia

-----

Letture consigliate:

L'insolente redditività delle banche americane e la confessione tardiva di Deutsche Bank. 24/07/2013

Dipendenti e pensionati greci hanno pagato il prezzo più alto della recessione. 24/07/2013.

Unione Europea: Arroganza fuori luogo. 15/07/2013

Un sorriso con denti d'acciaio.  05/07/2013

Que reste-t-il de la démocratie dans l'Union européenne? 15/06/2013

Quello che "Alternative für Deutschland" non puo' dire. 28/05/2013

L'esperimento europeo è fallito. 16/04/2013

L'Euro è destinato a un inevitabile tracollo. 16/04/2013

Come ci hanno deindustrializzato. 29/04/2013

Ultimi post:

Il più letto: Il debito pubblico italiano, da dove viene fuori?


Irlanda

23/05/2012 - Referendum sul fiscal compact

31/05/2012 - I risultati del referendum sul fiscal compact

19/06/2012 - La situazione economica in Irlanda


Referendum sul fiscal compact - 23/05/2012

Dato che i paesi "scomodi" (la Grecia a tratti, ma più di tanto non si può, dato che sono vicini e - maledetti! - votano, ma il Portogallo e l'Irlanda li si può omettere senza scrupoli) sono assenti dagli onori delle cronache giornalistiche, ecco qui uno sforzo per far conoscere quel che succede in questi altri paesi europei (i "GIPS", perché la seconda "i" di GIIPS siamo noi).  Cosa questa che la la stampa "europeista" si guarda bene dal fare. Tocca così ad un non-giornalista (oh come sono contento di non esserlo!) la fatica di far conoscere ai suoi concittadini il bel quadretto che altrove si compone.

In Irlanda si parla il gaelico, e secondariamente l'inglese (l'inglese irlandese, che non è proprio "briton"). Un buon motivo per cercare di far dimenticare che in Irlanda si avvicina a grandi passi una scadenza elettorale (anche loro che siano stramaledetti: loro, non gli inglesi!). Udite, udite! Il referendum sul "patto di bilancio" (il famigerato fiscal compact, quello che abolisce ad aeternum il debito pubblico e ogni politica economica, come di dice(va) Bersani).

E tutto questo il 31 maggio del corrente anno 2012, data alla quale credo sarà difficile anche ai nostri giornalisti ignorare il "fenomeno", comunque vada. Le notizie dal fronte toccherà darle, in un modo e nell'altro (più probabile "nell'altro modo").

Lo Irish Times, quotidiano al quale dovrebbero abbeverarsi (tra i tanti) i nostri "giornalisti" (settanta paia di virgolette) ci riporta in poche righe il vivissimo dibattito che si sta svolgendo nel paese.

Non proprio, cioè, come in Italia, dove una classe dirigente politica di cialtroni ha nel totale silenzio messo il "pareggio di bilancio" in Costituzione con maggioranza bulgara proprio per evitare il referendum. C'è inoltre un precedente storico, segno che non di svista si tratta: il voto "unanime" di una assemblea distratta di Deputati e Senatori in seduta congiunta che all'unanimità approvò quell'altra caramellina del TCE ("Trattato Costituzionale Europeo"), che fortunatamente fu mandato con un calcio nel sedere nel dimenticatorio dal referendum francese ed olandese, nel 2005 grazie al voto degli europeisti (gli europiesti non sono tutti uguali).

Si imparerà qui, leggendo, sul ruolo del "dumping tributario" presente in €uropa, del quale l'Irlanda con la sua "aliquota unica" irrisoria sull'imposta sulle imprese è stata campionessa (ma anche la slovacchia ha - assieme ad altri - introdotto l'aliquota unica). Ho avuto modo di parlarne altrove.

Quale sia poi la natura di questo "fiscal compact", caso mai servisse, sarà chiaro dalle letture che seguono. 

Gli elettori irlandesi sono passati da un 63% per il No e un 37% per il Sì ad ottobre 2011 agli attuali 57% per il Sì e il 43% per il No, grazie alla campagna governativa, basata su di un unico argomento: dobbiamo votare sì per avere accesso al fondo di salvataggio.

Niente altro dunque che uno squallido ricatto operato da quel dispotismo non illuminato che va sotto il nome di "€uropa". E tutto questo ci dice anche quale sia l'immenso pericolo delle misure che vengono messe in piedi per "fronteggiare" (si fa per dire) la crisi dell'€ (e conseguentemente di quella €uropa che solo su questo, e sul "mercato libero", si fonda): il MES, ad esempio, il Meccanismo Europeo di Stabilità, ovvero il passaggio da un dispotismo appunto non illuminato, ad una nuova forma di fascismo europeo. Lo troverete citato spesso, nel seguito.

Buona lettura.

===========

>>> Irish Times 23 maggio 2012 - Referendum sul Fiscal Compact

Ogni genere di pressione per far votare sì al referendum.

>>> Irish Times 24 maggio 2012 - Referendum sul Fiscal Compact

Si noti come per Gilmore, favorevole al "sì" al trattato, l'Europa avrebbe un problema di volatilità dell'Euro! Inoltre. per i Democratici Europei, serve un referendum anche per il trattato istitutivo del MES (Meccanismo Europeo di Stabilità). sul quale molte preoccupazioni già circolano nel resto dell'Europa (non in Italia, dove nessuno si preoccupa ai di nulla).

>>> Irish Times 24 maggio 2012 - Dati economici e sociali

I dati sul crollo dei prezzi delle case e delle assicurazioni sanitarie.

>>> Irish Times 25 maggio 2012 - Referendum sul Fiscal Compact

Il governo spinge per il Sì,  favorito nei sondaggi, ma teme per l'alta percentuale di indecisi.
Uno dei Parlamentari ancora indecisi opta per il No.
Una donna politica greca fa appello agli irlandesi per il No.

===========================================================

I risultati del referendum sul fiscal compact 31/05/2012

Le operazioni di voto si sono chiuse alle 22, e lo spoglio inizierà domani mattina alle ore 9. I risultati sono attesi in prima serata.

Sembra che in molti posti non si sia raggiunta la percentuale del 50% dei votanti sugli aventi diritto (3,1 milioni). Per confronto, l'affluenza al referendum sul trattato di Lisbona è stata del 59%.


In serata.


Il risultato del ricatto, la metà degli elettori sono rimasti a casa, nonostante il battage governativo.


Aventi diritto al voto:               3.144.828

Votanti:                                   1,591,385

Pari al:                                           50,6%

Voti per il Sì:                               955.091 pari al 60%

Voti per il No:                             629.088 pari al 40%

l'Irish Times sui risultati.

=============================================================

La situazione economica in Irlanda - 19/06/2012

Oggi, su Irish Times:

Disoccupazione, Charlie Taylor riferisce del rapporto ESRI

«La disoccupazione si manterrà elevata l'anno prossimo, ma ci si aspetta che l'economia cresca, seppure debolmente, secondo una nuova previsione dalla Economic and Social Research Institute (ESRI).

In un nuovo documento pubblicato questo pomeriggio l'istituto dice che le dimensioni delle sfide della zona euro possono arrivare ad annullare ogni significativa ripresa in Irlanda.

L'istituto stima che la perdita di posti di lavoro continuerà a salire nel 2012 con un tasso di disoccupazione che arriverà al 14,9 per cento per poi ridiscendere leggermente il prossimo anno al 14,7 per cento.

Si dice che i livelli di emigrazione, in particolare tra i giovani, limiteranno l'impatto sul tasso di disoccupazione nei prossimi 18 mesi mentre le possibilità di occupazione dovrebbero aumentare alla fine dell'anno prossimo.

Le previsioni ESRI dicono che il prodotto interno lordo (PIL) crescerà quest'anno dello 0,6 %, ma rimarrà invariato se misurato in termini di prodotto nazionale lordo (PNL), una misura più ristretta dell'attività economica che esclude le imprese multinazionali.

Il PIL dovrebbe aumentare del 2,2 % nel 2013, con un aumento del PNL dello 0,5 %.

L'ESRI afferma che, con una domanda interna che ancora agirà da freno per l'economia di quest'anno, le esportazioni saranno ancora una volta probabilmente il principale fattore determinante della crescita dell'economia irlandese.

In termini di finanza pubblica, l'istituto dice che si aspetta che gli obiettivi del programma l'UE-FMI saranno facilmente raggiunti quest'anno, ma che quelli per il 2013 "si riveleranno più impegnativi".

Si aggiunge che i consumi delle famiglie rischiano di indebolirsi ulteriormente quest'anno e che l'anno prossimo i redditi disponibili continueranno a diminuire.

L'istituto dice che con i bassi prezzi delle case e livelli di domanda ancora bassi, è improbabile che ci sarà una crescita del volume delle costruzione di case in un prossimo futuro. [...]»

Emigrazione, DAN O'BRIEN: Tra i ventenni,  sono il doppio gli uomini che hanno lasciato il paese nel 2011 rispetto alle donne.

«Nei cinque anni precedenti fino al 2011, il 10% degli uomini irlandesi ventenni sono  emigrati. Nello stesso periodo questa tendenza si riflette anche nel sesso opposto, ma in misura minore, con una donna su 20 della stessa età che si trasferisce all'estero.

In termini assoluti, questo equivale a una forte emigrazione, 40.000 persone in questa fascia di età.

L'analisi, contenuta in un documento dello Economic and Social Research Institute (ESRI), scritto da Pete Lunn, si basa sui dati pubblicati recentemente sul censimento del 2011. La differenza di genere, che non era precedentemente in evidenza, può dipendere dalla perdita di posti di lavoro maggiore in settori prevalentemente maschili come l'edilizia da quando è iniziata la recessione. [...]»


Argomenti

Cronologia

Rassegna stampa internazionale

12/08/2012 Juncker sulla Grecia

10-12/09/2012  Grecia, Francia, BCE

13/09/2012 Elezioni in Olanda

15-16/09/2012 Draghi al Bundestag. Grecia, Spagna, PS francese.

17/09/2012 Manifestazione sindacale europea. Draghi. Francesi, tedeschi e Maastricht. Bulgaria, Polonia, e l'Euro.

18/09/2012 Il fiscal compact. Grecia: crollo del costo del lavoro.

24/09/2012 Alta tensione in Grecia.

29/09/2012 I "numeri" di Maastricht.

16/10/2012 Ma l'avete capito il fiscal compact?

18/10/2012 Perché l'Europa si dibatte.

27/10/2012 Oltre al "Grexit", anche il "Brixit"? Gran Bretagna fuori della UE?

05/11/2102 Portogallo: Il partito socialista dice no a 4 miliardi di tagli. Irlanda: i sindacati e il corteo anti-austerità.

14/11/2012 Scioperi e manifestazioni in tutta Europa.

19/11/2012 La presidente Brasiliana Rousseff: "l'austerità è un autogol"

01/12/2012 Il partito antieuropeo avanza nelle suppletive inglesi.

24/01/2013 Salvataggio della Slovenia: il premier non si dimette.

08/02/2013 La depressione degli eurocrati.

14/02/2013 Quarto trimestre negativo per la zona euro.

20/02/2013 Perché la crisi euro non è ancora finita

02/03/2013 Handelsblatt: La CDU accomanda agli italiani di tornare alla lira.

10/05/2016 Dubbi tedeschi sul debito pubblico della Germania

31/07/2016 Intervista di Ray McGovern alla Neues Deutschland

Poeti, scrittori, artisti
e altri visionari

Dati

Testate





Cerca nel sito


Lasciare un commento


 

Zoom: Ctrl+ Ctrl-  + -







Document made with KompoZer


link

I miei Link:

Zoom: Ctrl+ Ctrl-  + -

Mappa del sito - tutte le pagine