Il Blog del Leprechaun

Tieniti aggiornato sui contenuti del Blog del Leprechaun con i Feed RSS

Zoom: Ctrl+ Ctrl-  + -


Questo sito non usa cookies. Potrebbero usarli i siti utilizzati per il conteggio visite e per la ricerca in questo sito.
Verificate sui relativi siti (Addfreestats, Freefind) la situazione, se vi interessa.

Parole:

Fiscale :: Competitività :: Liberalizzazione :: Sovranità&Fiducia
Depressione :: Debito :: Rigore & co.  Lochescion&FunnyEngrish Mister Euro :: Rating&outlook :: Correlazione :: Meritocrazia

-----

Letture consigliate:

L'insolente redditività delle banche americane e la confessione tardiva di Deutsche Bank. 24/07/2013

Dipendenti e pensionati greci hanno pagato il prezzo più alto della recessione. 24/07/2013.

Unione Europea: Arroganza fuori luogo. 15/07/2013

Un sorriso con denti d'acciaio.  05/07/2013

Que reste-t-il de la démocratie dans l'Union européenne? 15/06/2013

Quello che "Alternative für Deutschland" non puo' dire. 28/05/2013

L'esperimento europeo è fallito. 16/04/2013

L'Euro è destinato a un inevitabile tracollo. 16/04/2013

Come ci hanno deindustrializzato. 29/04/2013

Ultimi post:

Il più letto: Il debito pubblico italiano, da dove viene fuori?


New York Times

Paul Krugman

Pubblicato il 24 febbraio 2013

Link all'articolo originale

Austerità in salsa italiana

Due mesi fa, quando Mario Monti cessò di essere il primo ministro italiano, L'Economist riteneva che “la prossima campagna elettorale sarà, dopo tutto, un test della maturità e del realismo degli elettori italiani.” Il comportamento maturo e realistico, presumibilmente, avrebbe dovuto comportare il ritorno di Monti – uno che è stato essenzialmente imposto all'Italia dai suoi creditori – nelle sue funzioni, questa volta con un effettivo mandato democratico.

A quanto pare non è così. Il partito di Monti sembra arriverà quarto; non solo è molto indietro al comico di fatto Berlusconi, ma è anche molto indietro al comico di diritto Beppe Grillo, la cui mancanza di una piattaforma politica coerente non gli ha impedito di diventare una potente forza politica.

E' una prospettiva straordinaria, che ha suscitato molti commenti sulla cultura politica italiana. Ma senza voler difendere la politica del bunga bunga, lasciatemi fare un'ovvia domanda: quale beneficio sarebbe, di grazia, quel che attualmente passa per essere un maturo realismo, per l'Italia o per l'intera Europa?

Perché  Monti è stato di fatto il proconsole piazzato lì dalla Germania per difendere l'austerità di bilancio impartita ad una economia già in difficoltà. La disponibilità a praticare un'austerità illimitata è quanto viene definito come rispettabile nei circoli politici europei.

Sarebbe stata una buona cosa se le politiche di austerità avessero funzionato, ma non è stato così. E ben lontani dall'apparire maturi e realisti, i difensori della austerità appaiono sempre più come dei deludenti petulanti.

Consideriamo come si supponeva sarebbero andate le cose a questo punto della storia.

Quando l'Europa iniziò la sua infatuazione per l'austerità, i massimi esponenti abbandonarono ogni preoccupazione sul fatto che tagliare la spesa e aumentare le tasse in economie depresse avrebbe peggiorato la depressione. Al contrario, insistevano, queste politiche avrebbero risollevato le economie infondendo fiducia.

Ma la favola della fiducia non è mai andata in scena. I paesi che hanno imposto una severa austerità hanno sofferto di profondi rovesci delle loro economie; più severa l'austerità, più profondo il baratro. E questa relazione è risultata così stretta che il Fondo Monetario Internazionale, con un sorprendente mea culpa, ha ammesso che aveva sottovalutato i danni che l'austerità avrebbe provocato.

Nel frattempo, l'austerità non ha nemmeno raggiunto il suo obiettivo minimo di ridurre il peso del debito. I paesi impegnati in una severa austerità hanno invece visto crescere il rapporto tra debito e PIL, perché il calo delle loro economie ha superato l'effetto della riduzione dei tassi di interesse.  E dato che le politiche di austerità non sono state compensate da politiche espansive altrove, l'economia europea nel suo complesso – che non ha mai visto nessuna ripresa dalla caduta del 2008-2009 – è di nuovo in recessione, con una disoccupazione persino peggiorata.

L'unica buona notizia è che i mercati dei titoli si sono calmati, in larga misura grazie alla disponibilità della Banca Centrale Europea ad acquistare debito sovrano quando necessario.

Il risultato è stato che si è evitato che un collasso finanziario distruggesse l'euro. Ma è questa una magra consolazione per i milioni di europei che hanno perso il lavoro e vedono anche scarse prospettive di ritrovarlo.

Stando così le cose, ci si sarebbe aspettati un qualche ripensamento e un esame di coscienza da parte dei rappresentanti europei, qualche segno di flessibilità. E invece, i massimi esponenti sono diventati addirittura più insistenti sul fatto che l'austerità sia l'unico percorso valido.

Ecco dunque nel gennaio 2011 Olli Rehn, un vicepresidente della Commissione europea, lodare i programmi di austerità della Grecia, della Spagna e del Portogallo e predire che il programma in particolare della Grecia avrebbe prodotto “risultati duraturi.” Da allora la disoccupazione è ancora aumentata ma naturalmente, nel dicembre 2012, ecco Rehn pubblicare un editoriale dal titolo “L'Europa deve restare sul cammino dell'austerità.

E  la reazione di Rehn a studi che mostravano che gli effetti negativi dell'austerità erano maggiori di quanto ci si aspettasse è stata quella di mandare una lettera ai ministri delle finanze e allo FMI nella quale definiva questi studi come nocivi, perché rischiavano di minare la fiducia.

La qual cosa mi riporta all'Italia, un paese che di fronte a tutti i suoi malfunzionamenti ha di fatto diligentemente imposto una sostanziale austerità, ed ha visto come risultato la sua economia contrarsi rapidamente.

Gli osservatori esterni sono terrorizzati dalle elezioni italiane, e giustamente: anche se l'incubo di un ritorno di Berlusconi non si materializzasse, un forte risultato di Berlusconi, Grillo, o di entrambi, destabilizzerebbe non solo l'Italia ma l'intera Europa. Ma ricordate: l'Italia non è un caso unico: politici non rispettabili stanno montando in tutto il sud dell'Europa. E il motivo per il quale questo accade è che i politici rispettabili non vogliono ammettere che le politiche che hanno imposto ai paesi debitori sono un disastroso fallimento. Se le cose restano così, le elezioni italiane non saranno altro che l'antipasto di una futura pericolosa radicalizzazione.

Argomenti

Cronologia

Rassegna stampa internazionale

12/08/2012 Juncker sulla Grecia

10-12/09/2012  Grecia, Francia, BCE

13/09/2012 Elezioni in Olanda

15-16/09/2012 Draghi al Bundestag. Grecia, Spagna, PS francese.

17/09/2012 Manifestazione sindacale europea. Draghi. Francesi, tedeschi e Maastricht. Bulgaria, Polonia, e l'Euro.

18/09/2012 Il fiscal compact. Grecia: crollo del costo del lavoro.

24/09/2012 Alta tensione in Grecia.

29/09/2012 I "numeri" di Maastricht.

16/10/2012 Ma l'avete capito il fiscal compact?

18/10/2012 Perché l'Europa si dibatte.

27/10/2012 Oltre al "Grexit", anche il "Brixit"? Gran Bretagna fuori della UE?

05/11/2102 Portogallo: Il partito socialista dice no a 4 miliardi di tagli. Irlanda: i sindacati e il corteo anti-austerità.

14/11/2012 Scioperi e manifestazioni in tutta Europa.

19/11/2012 La presidente Brasiliana Rousseff: "l'austerità è un autogol"

01/12/2012 Il partito antieuropeo avanza nelle suppletive inglesi.

24/01/2013 Salvataggio della Slovenia: il premier non si dimette.

08/02/2013 La depressione degli eurocrati.

14/02/2013 Quarto trimestre negativo per la zona euro.

20/02/2013 Perché la crisi euro non è ancora finita

02/03/2013 Handelsblatt: La CDU accomanda agli italiani di tornare alla lira.

10/05/2016 Dubbi tedeschi sul debito pubblico della Germania

31/07/2016 Intervista di Ray McGovern alla Neues Deutschland

Poeti, scrittori, artisti
e altri visionari

Dati

Testate





Cerca nel sito


Lasciare un commento


 

Zoom: Ctrl+ Ctrl-  + -







Document made with KompoZer


link

I miei Link:

Zoom: Ctrl+ Ctrl-  + -

Mappa del sito - tutte le pagine