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La tragedia dello stimolo


Paul Krugman
Pubblicato il 20 febbraio, 2014

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Sono passati cinque anni da quando il presidente Obama ha firmato l'American Recovery and Reinvestment Act, la legge sullo "stimolo".  Con il passare del tempo, è diventato chiaro che l'atto ha fatto un grande bene.  Ha contribuito ala fine dell'affondamento dell'economia, ha creato o salvato milioni di posti di lavoro, e ci ha lasciato un'importante eredità di investimenti pubblici e privati.

E' stato però anche un disastro politico.  E le conseguenze di quel disastro politico - la percezione che stimolo abbia fallito - hanno infestato la politica economica fin da allora.

Cominciamo con quanto di buono lo stimolo ha fatto.

La questione, riguardo allo stimolo, è che stavamo soffrendo di un enorme deficit nella spesa complessiva, e che il colpo per l'economia portato dalla crisi finanziaria e lo scoppio della bolla immobiliare era così grave che la Federal Reserve, che combatte normalmente la recessione tagliando i tassi di interesse a breve termine, non poteva farcela s superare questa crisi da sola.  L'idea, quindi, era quello di fornire una spinta temporanea sia con la spesa pubblica sia usando tagli alle tasse e aiuti pubblici per aumentare i redditi familiari, inducendo una maggiore spesa privata.

Gli oppositori allo stimolo hanno sostenuto a gran voce che la spesa in disavanzo avrebbe mandato i tassi di interesse alle stelle, "spiazzando" la spesa privata.  I sostenitori hanno risposto, però, che lo spiazzamento - un vero problema quando l'economia è quasi alla piena occupazione - non sarebbe accaduto in un'economia profondamente depressa, gonfia di capacità e di risparmio in eccesso.  E i sostenitori dello stimolo avevano ragione: lungi dallo svettare, i tassi di interesse sono scesi ai minimi storici.

Cosa dire sulle evidenti prove positive a favore dello stimolo?  Questo è più complicato, perché è difficile distinguere gli effetti del Recovery Act da tutte le altre cose che erano in corso al momento.  Tuttavia, la maggior parte degli studi accurati hanno trovato prove di forti effetti positivi sull'occupazione e la produzione.

Ancora più importante, direi, è il grande esperimento naturale che l'Europa ci ha dato sugli effetti dei bruschi cambiamenti della spesa pubblica. Vedete, alcuni ma non tutti i membri della zona euro, il gruppo di paesi che condividono la valuta comune dell'Europa, sono stati costretti a imporsi un'austerità di bilancio draconiana, cioè uno stimolo negativo.  Se gli avversari dello stimolo avessero ragione su come funziona il mondo, questi programmi di austerità non avrebbero avuto effetti economici negativi gravi, perché i tagli della spesa pubblica sarebbero stati compensati da un aumento della spesa privata. In realtà, l'austerità ha portato al peggiore, e in alcuni casi catastrofico, declino della produzione e dell'occupazione. E la spesa privata nei paesi che impongono una dura austerità ha finito per calare invece di aumentare, amplificando gli effetti diretti dei tagli della spesa pubblica.

Tutte le prove, poi, mostrano gli effetti di breve periodo sostanzialmente positivi dello stimolo di Obama. E ci sono stati sicuramente anche benefici a lungo termine: grandi investimenti dappertutto, dall'energia verde alle cartelle cliniche elettroniche.

Allora, perché tutti - o, per essere più precisi, tutti tranne coloro che hanno studiato seriamente il problema - credono che lo stimolo sia stato un fallimento?  Perché l'economia statunitense ha continuato a stentare - non disastrosamente, ma a stentare - dopo che lo stimolo è entrato in vigore.

Non c'è nessun mistero sul perché: l'America stava avendo a che fare con le conseguenze di una gigantesca bolla immobiliare.  Anche ora, l'edilizia ha solo in parte recuperato, mentre i consumatori sono ancora affogati dagli enormi debiti che accumulati durante gli anni della bolla.  E lo stimolo è stato sia troppo piccolo sia troppo breve per potere superare questa eredità terribile.

Non si tratta, in ogni caso, di trovare giustificazioni dopo l'accaduto.  I lettori abituali sanno che mi stavo più o meno strappando i capelli fin dall'inizio del 2009, avvertendo che il Recovery Act era inadeguato - e che terminando troppo presto, avrebbe finito per screditare l'idea stessa di stimolo. E così è stato.

C'è un dibattito annoso sulla questione se l'amministrazione Obama avrebbe potuto ottenere di più.  L'amministrazione ha aggravato il danno con ldelle previsioni eccessivamente ottimistiche, basate sulla falsa premessa che l'economia si sarebbe rapidamente ripresa una volta ripristinata la fiducia nel sistema finanziario.

Ma ormai è acqua passata. Il punto importante è che la politica di bilancio degli Stati Uniti è andata completamente nella direzione sbagliata dopo il 2010. Con lo stimolo percepito come un fallimento, la creazione di posti di lavoro quasi scomparsa dai discorsi fatti nei posti importanti, sostituiti da una preoccupazione ossessiva sul deficit di bilancio. La spesa pubblica, che era stata temporaneamente potenziata sia dal Recovery Act sia dai programmi della rete di sicurezza come i buoni pasto e le indennità di disoccupazione, ha iniziato a scendere, e peggio ancora è andata con gli investimenti pubblici. E questo anti-stimolo ha distrutto milioni di posti di lavoro.

In altre parole, la narrazione complessiva dello stimolo è tragica.  Un'iniziativa politica che era buona, ma non ancora sufficientemente buona, ha finito per essere vista come un fallimento, mettendo le basi per un'immensamente distruttiva svolta sbagliata.

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10-12/09/2012  Grecia, Francia, BCE

13/09/2012 Elezioni in Olanda

15-16/09/2012 Draghi al Bundestag. Grecia, Spagna, PS francese.

17/09/2012 Manifestazione sindacale europea. Draghi. Francesi, tedeschi e Maastricht. Bulgaria, Polonia, e l'Euro.

18/09/2012 Il fiscal compact. Grecia: crollo del costo del lavoro.

24/09/2012 Alta tensione in Grecia.

29/09/2012 I "numeri" di Maastricht.

16/10/2012 Ma l'avete capito il fiscal compact?

18/10/2012 Perché l'Europa si dibatte.

27/10/2012 Oltre al "Grexit", anche il "Brixit"? Gran Bretagna fuori della UE?

05/11/2102 Portogallo: Il partito socialista dice no a 4 miliardi di tagli. Irlanda: i sindacati e il corteo anti-austerità.

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01/12/2012 Il partito antieuropeo avanza nelle suppletive inglesi.

24/01/2013 Salvataggio della Slovenia: il premier non si dimette.

08/02/2013 La depressione degli eurocrati.

14/02/2013 Quarto trimestre negativo per la zona euro.

20/02/2013 Perché la crisi euro non è ancora finita

02/03/2013 Handelsblatt: La CDU accomanda agli italiani di tornare alla lira.

10/05/2016 Dubbi tedeschi sul debito pubblico della Germania

31/07/2016 Intervista di Ray McGovern alla Neues Deutschland

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