Il Blog del Leprechaun

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Fiscale :: Competitività :: Liberalizzazione :: Sovranità&Fiducia
Depressione :: Debito :: Rigore & co.  Lochescion&FunnyEngrish Mister Euro :: Rating&outlook :: Correlazione :: Meritocrazia

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Letture consigliate:

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Ultimi post:

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Partite correnti (Import-Export) dei paesi UE
(Con un'appendice: la Cina)


04/07/2012 - I Paesi in surplus

Veniamo qui ad un aspetto della situazione europea "pre-crisi" ancora troppo sottaciuto (o accennato solo di sguincio), dalla "stampa" (la nostra si merita le virgolette essendo da sempre in mano non a editori, ma a gruppi imprenditoriali spesso, come confindustria ed editoriale Repubblica-L'Espresso, costuituitesi in "partito che non c'è").

Si parla qui di saldi delle partite correnti dei paesi europei, tema già affrontato qui. Bagnai nel suo blog ha un profluvio di argomenti e dati in materia.

Le partite correnti sono i movimenti verso e dall'estero di un paese, comprensivi degli scambi di merci e di servizi. I saldi sono importanti, per un motivo banale: se un paese è in deficit, si sta impoverendo. Se è in surplus, arricchendo.  Un po' come se uno spendesse più di quel guadagna (deficit), o meno di quello che guadagna. Se la situazione di deficit persiste, si da' fondo ai risparmi o ci si indebita.

Nella voce di wikipedia sopra linkata (un abbozzo), si dice che il debito può non essere un fatto negativo, se serve ad investire. Come dire: importo una fabbrica di piastrelle, e mi metto a produrre piastrelle a tutta canna. Ma se queste piastrelle le esporto, dopo un po' mi sarò ripagato l'acquisto della fabbrica. Se invece le vendo dentro casa, il deficit verso l'estero resta, che sia stato coperto con debito estero o semplicemente dando fondo a dei risparmi. In questo la voce è un po' vaga.

Per questo un deficit persistente porta necessariamente ad un impoverimento e all'indebitamento.

Ora questa è una parte importante della storia della crisi (l'altra sono le bolle immobiliari gonfiatesi un po' dappertutto nei paesi della "periferia"). Degli squilibri commerciali in Europa (paesi in deficit cronico, e paesi in surplus cronico) e del loro ruolo nell'origine della crisi ne ha parlato Heiner Flassbeck, ex viceministro delle finanze del governo Schroeder, in un suo articolo degli inizi del 2010, su Le Monde, dal titolo "Avviso di burrasca sull'Unione monetaria" (qui in italiano).

Prendiamo il 2007 come "l'ultimo anno prima della crisi". I paesi UE (27) si divono i due categorie: quelli con le partite in surplus (esportano più di quanto importano) e quelli in deficit.

Nella tabella che segue (dati Eurostat di novembre 2011) trovate quasi tutti i paesi in surplus, salvo un paio molto piccoli che ho preferito saltare per ottenere una tabella decentemente leggibile (e così com'è già ci vuole il microscopio). Ora come servizio statistico dell'Europa francamente Eurostat fa acqua da molte parti. A quella data non erano ancora disponibili dati su molti paesi, e si tratta di ben quattro anni prima, e volendo tralasciare il fatto di ben altra gravità che fino al 2008 le sue linee guida permettevano a Stati e amministrazione regionali o locali di fare operazioni sui derivati nei mercati ombra nel tentativo (vano, hanno fatto la parte delle pecore da tosare) di alleggerire i deficit. Ma questo è un altro discorso, che riguarda direttamente la Grecia, e del quale parlaremo presto in un post apposito.

Ecco la tabella. I commenti a seguire.

Tutti i paesi là non citati (neanche in nota) sono in deficit. Chi poco, chi tanto. E questo perché la UE ha i conti con il suo estero sostanzialmente in pareggio. Quindi, se qualcuno è in surplus, qualcun altro deve essere necessariamente in deficit.

Ma, dicono alcuni (tedeschi ed italiani), perché mai l'Europa non può andare anche lei in surplus, seguendo il glorioso esempio di alcuni di questi paesi? la risposta è semplice: perché se l'Europa, che oltretutto è la seconda economia mondiale, va in surplus, qualcun altro nel mondo  deve o andare in deficit, o calare il suo surplus. E' questa una ferrea legge ma non dell'economia, bensì dell'aritmetica.

Questi mèntori  della "Europa competitiva" dovrebbero fare come compito a casa quello di compilare un elenco dei paesi ai quali dovrebbe toccare questo ruolo, di trasferire ricchezza all'Europa. E poi scrivere accanto ad ogni nome, "ma me lo farà fare"? con relativa risposta. No, che non glielo farà fare. A meno di non portare l'euro e la UE dappertutto, perché i paesi possono normalmente fare cose come svalutare, oppure alzare dei dazi. E' successo recentemente, lo hanno fattto gli USA (in cronico deficit) su alcuni prodotti cinesi.

Ma anche questo è un altro discorso che merita una pagina a parte.

Qui la Ue17, ricordiamolo, è l'Eurozona, quella degli aderenti all'euro. La UE è la Ue27, e mi sono preso la briga di inventare la Ue10, intesa come il complemento della Ue17 nella UE: i paesi della UE, cioè, che non aderiscono all'euro. Tutte le cifre sono arrotondate al più prossimo intero (tenetene conto perché per questo ci possono essere lievissime discrepanze qua e là. Non ho controllato, perché non ha nessuna importanza).

Saldi delle partite correnti 2007

Nota: Ue10 = Ue27 – Ue17). UE = Ue27. 1 G€ = 1 Miliardo di €

Anno 2007 G€ %/PIL G€ %/PIL G€ %/PIL G€ %/PIL G€ %/PIL G€ %/PIL G€ %/PIL G€ %/PIL
Dati Eurostat Olanda Germania Austria Finlandia Svezia Norvegia Irlanda Belgio
Exp. in Ue17 228 40% 482 20% 87 32%





61 32% 164 49%
Imp. da Ue17 164 29% 389 16% 86 31%





39 20% 162 48%
Saldo Ue17 64 11% 93 4% 1 0,3%





22 11,8% 2 0,5%
Exp. in Ue10 77 13% 241 10% 31 12%





40 21% 41 12%
Imp. da Ue10 50 9% 184 8% 22 8%





40 21% 35 11%
Saldo Ue10 27 5% 57 2% 9 3%





0 -0,5% 6 1,8%
Exp. in Ue27 305 53% 723 30% 118 43%

103 31%

101 53% 205 61%
Imp. da Ue27 214 37% 573 24% 108 40%

102 30%

79 42% 197 59%
Saldo Ue27 91 16% 150 6% 10 4%

1 0,5%

22 11,4% 8 2,3%
Exp. out UE 119 21% 422 17% 43 16%

72 21%

51 27% 72 21%
Imp. out  UE 163 29% 402 17% 37 13%

48 14%

56 30% 67 20%
Saldo out UE -44 -8% 20 1% 6 2%

24 7%

-5 -2% 5 2%
Export totale 424 74% 1.145 47% 161 59% 82 46% 175 52% 129 46% 152 80% 277 83%
Import totale 377 66% 975 40% 145 53% 73 41% 150 44% 86 30% 135 71% 264 79%
Saldo Totale 47 8% 170 7% 16 6% 9 5% 25 7% 43 15% 17 9% 13 4,3%
    

Nota: su Finlandia, Svezia e Norvegia non sono disponibili altri dati
Nota2: Altri paesi in surplus: Lussemburgo, Ungheria

Prima di procedere, qualche indicazione sul Lussemburgo e l'Ungheria.

Sul Lussemburgo sono disponibili solo i dati totali, non suddivisi per zone (Ue17, Ue27, nella tabella quelli col "resto del mondo" sono ottenuti per sottrazione). Questi ci danno un PIL di 26 miliardi, un export di 66 miliardi, pari al 176% del suo PIL, e un import di 54 miliardi, pari al 54% del suo PIL, con un surplus di 12 miliardi, pari al 35%(!) del suo PIL.

L'Ungheria, con un PIL di 99 miliardi, è in una situazione più "normale". E' in blando surplus complessivo (1%), fatto compensando il deficit verso il mondo fuori UE (-6%) in parte in Ue17 (2%) e in parte nel resto della Ue, la Ue10 (5%).

In questo file LibreOffice  trovate la tabella di cui sopra, compresi Lussemburgo e Ungheria, forse di più facile lettura (oppure utilizzate lo zoom del vostro browser, come indicato in testa a questa pagina o qui a destra).

I dati originali, così come scaricati da Eurostat il 08/11/2011, più alcuni fogli di sintesi aggiunti, li trovate qui, sempre in formato ods-LibreOffice (o OpenOffice).

Veniamo ora ai commenti, paese per paese:

Olanda: i suoi conti con l'estero sono in rosso (8%) per il "resto del mondo fuori la UE". Recupera  facendo surplus  (16%!) nella UE, dei quali gran parte nella Ue17 (11%), per giungere ad un surplus totale dell'8%, pari a 47 miliardi. Se non ci fosse l'Eurozona e la UE, l'Olanda sarebbe in miseria.

Germania: E' in blando surplus col mondo fuori UE (1%), e fa un surplus totale del 7%, pari a 170 miliardi, di cui il 4% in Ue17, e il 2% nel resto della UE (ue10). Senza la UE, non sarebbe in rovina come l'Olanda, ma certamente avrebbe 6 punti di PIL in meno.

Austria: Situazione in parte simile alla Germania (salvo le minori dimensioni): saldo del 6% (pari a 16 miliardi), di cui 2 punti fuori UE, e 3 punti nella Ue10 (la zona euro per lei conta invece poco).

Finlandia: E' un paese sconosciuto o quasi ad Eurostat. E dire che nel 2007 i telefonini Nokia si vendevano un po' dappertutto, in Europa.

Svezia: Per miseriosi motivi, Eurostat ignora i suoi movimenti da e verso l'Eurozona. Ma non è grave, il suo surplus del 7%, pari a 25 miliardi, è fatto pratucamente tutto fuori della UE.

Norvegia: Anche lei un paese del tutto sconosciuto, forse perché europeo ma non fa parte della Ue.  O forse per via del gran freddo. E dire che di baccalà e stoccafissi ne comperiamo tutti. Fa un surplus del  15%, pari a 43 miliardi. Non si sa dove.

Irlanda: Il suo saldo globale positivo del 9%, pari a 17 miliardi, è tutto dovuto all'Eurozona (11,8%), perché è in debole deficit anche verso la Ue10, e in un deficit non trascurabile verso il mondo non Ue (2%).

Belgio: Il suo saldo positivo del 4%, pari a 14 miliardi, è fatto del 2% fuori della UE, e del 2% nella UE, all'interno della quale il contributo dell'Eurozona è trascurabile.

Lussemburgo: di lui si è già detto. E' il leone dell'export. Si tratta fondamentalmente di servizi finanziari, come si legge qui, dove peraltro si mostrano dati molto diversi, di provenienza FMI. Se qualcuno è in grado di spiegarmi questa discrepanza mi fa una segnata cortesia. Qui trovate inoltre un articolo interessante, che parla anche del Lussemburgo, e non è un bel ascoltare.

Ungheria: anche di lei si è detto. Si salva dal suo deficit verso il resto del mondo fuori UE del 6%, pari a 24 miliardi, recuperando fondamentalmente nella Ue10 (4,8%) e un po' nella Ue17 (2%), per fare il suo 1% di surplus pari a 1 miliardo.

In conclusione, ci sono tre tipi (non disgiunti) di paesi:

  • I "salvati dalla miseria": perché sono in deficit col resto del mondo e recuperano nella UE: sono Olanda Irlanda e Ungheria.

  • I "beneficati dall'Euro": perché fanno gran parte del loro surplus in zona Euro: sono Germania e Irlanda.

  • I "beneficati dalla UE ma non dall'Euro": sono Austria, Belgio e Ungheria che fanno la maggior parte del loro suplus in Ue10.

Quando leggiamo delle prese di posizione di questi paesi in sede Ue, Eurogruppo, ecc. ecc., teniamo presenti questi dati, perché spiegano molte cose.

Una domanda, per concludere: ma i "paesi competitivi" della Ue, con chi, sono competitivi?

10/07/2012 : Un'appendice, La Cina

Per gli amanti del "pericolo giallo", inserisco qui una tabella dei dati di Import, Export e saldo delle partite correnti (in realtà fondamentalmente bilancia commerciale) della Cina, quella che fa perdere il sonno a molti, compreso Romano Prodi. La tabella è tratta dal sito uschina.org. Ricordiamo i valori della Germania, qui sopra, per il 2007, e quelli della Cina per lo stesso anno. Il tasso di cambio €/US$ nel 2007 era circa 1 US$ = 0,68 €

Germania 2007: Export 1.145 miliardi di €, Import 975 miliardi, Surplus 170 miliardi, questo in tutto il mondo. Nella sola Ue abbiamo Export 723 miliardi, Import 573 miliardi, Surplus  150 miliardi.

Cina 2007: Export 828 miliardi di €, Import 650 miliardi di €, Surplus 178 miliardi di €. Questo in tutto il mondo.

Table 4: China's Trade with the World, 2001-10 ($ billion)
Notes: *Calculated by USCBC. PRC exports reported on a free-on-board basis; imports on a cost, insurance, and freight basis.
Source: PRC National Bureau of Statistics
  2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
Exports 266.1 325.6 438.2 593.3 762.0 968.9 1,217.8 1,430.7 1,201.6 1,577.9
  % change* 6.8 22.4 34.6 35.4 28.4 27.2 25.7 17.5 -16.0 31.3
Imports 243.6 295.2 412.8 561.2 660.0 791.5 956.0 1,132.6 1,005.9 1,394.8
  % change* 8.2 21.2 39.8 35.9 17.6 19.9 20.8 18.5 -11.2 38.7
Total 509.7 620.8 851.0 1,154.6 1,421.9 1,760.4 2,173.7 2,563.3 2,207.5 2,972.8
  % change* 7.5 21.8 37.1 35.7 23.2 23.8 23.5 17.9 -13.9 34.7
Balance 22.6 30.4 25.5 32.1 102.0 177.5 261.8 298.1 195.7 183.1

Pericolo giallo o pericolo tedesco?

Post scriptum: se qualcuno di notte ha incubi sull'India, dorma pure tranquillo: sappia che nel 2007 il suo Export era dell'ordine di 113 miliardi di US$, pari a 76,2 miliardi di €.

19/07/2012 - Il debito pubblico dei GIIPS nel 2007 a confronto

Ecco qui l'altra faccia della mediaglia: il debito pubblico dei GIIPS nel 2007, l'anno precedente la crisi. messo a confronto con quello dei paesi "core".

La crisi, ci si stanca a furia di ripeterlo come dice tra i tanti, anche Bruno Amable, non è una crisi dei debiti pubblici.


DEB/PIL

2007

2008

2009

2010

2011

Irlanda

24,80%

44,20%

65,10%

92,50%

108,20%

Grecia

107,40%

113,00%

129,40%

145,00%

165,30%

Spagna

36,30%

40,20%

53,90%

61,20%

68,50%

Italia

103,10%

105,70%

116,00%

118,60%

120,10%

Portogallo

68,30%

71,60%

83,10%

93,30%

107,80%







Germania

65,20%

66,70%

74,40%

83,00%

81,20%

Olanda

45,30%

58,50%

60,80%

62,90%

65,20%

Austria

60,20%

63,80%

69,50%

71,90%

72,20%

Finlandia

35,20%

33,90%

43,50%

48,40%

48,60%

Qui trovate i dati in formato ods, e qui i dati di tutti i paesi UE dal 2002 al 2011.

Per chi ama i grafici:

GIIPS versus CORE

01/08/2012 - I GIIPS e Francia, Inghilterra, Belgio e Danimarca

Guardiamo ora la situazione dei GIIPS (esclusa Irlanda, della quale abbiamo già parlato) e di qualche altro paese UE27, tutti, come già detto, in deficit delle partite correnti.


Anno 2007 G€ %/PIL G€ %/PIL G€ %/PIL G€ %/PIL G€ %/PIL G€ %/PIL G€ %/PIL
Dati Eurostat Grecia Italia Portogallo Spagna Francia Inghilterra Danimarca
Exp. in Ue17 17,0 7,6% 201,4 13,0% 34,2 20,2% 150,0 14,2% 149,9 7,9% 245,3 11,9% 41,6 18,2%
Imp. da Ue17 34,0 15,2% 240,1 15,5% 46,5 27,5% 175,6 16,7% 249,5 13,2% 291,0 14,2% 47,2 20,7%
Saldo Ue17 -17,0 -7,6% -38,7 -2,5% -12,3 -7,3% -25,6 -2,4% -99,6 -5,3% -45,7 -2,2% -5,6 -2,5%
Exp. in Ue10 12,6 5,7% 74,7 4,8% 7,8 4,6% 55,0 5,2% 169,0 9,0% 31,8 1,5% 30,6 13,4%
Imp. da Ue10 11,2 5,0% 27,8 1,8% 5,3 3,1% 45,6 4,3% 71,9 3,8% 37,6 1,8% 27,6 12,1%
Saldo Ue10 1,4 0,6% 46,9 3,0% 2,5 1,5% 9,4 0,9% 97,1 5,1% -5,8 -0,3% 3,0 1,3%
Exp. in Ue27 29,6 13,3% 276,1 17,8% 42,0 24,8% 205,0 19,5% 318,9 16,9% 277,1 13,5% 72,2 31,7%
Imp. da Ue27 45,2 20,3% 267,9 17,2% 51,8 30,6% 221,2 21,0% 321,4 17,0% 328,6 16,0% 74,8 32,8%
Saldo Ue27 -15,6 -7,0% 8,2 0,5% -9,8 -5,8% -16,2 -1,5% -2,5 -0,1% -51,5 -2,5% -2,6 -1,1%
Exp. out UE 23 10% 172 11% 13 7% 78 7% 188 10% -225 -11% 376 165%
Imp. out UE 37 17% 184 12% 16 10% 133 13% 215 11% -246 -12% 378 166%
Saldo out UE -14 -6% -12 -1% -4 -2% -55 -5% -27 -1% 22 1% -1 -1%
Export totale 52,4 23,5% 448,4 28,9% 54,5 32,2% 283,3 26,9% 506,7 26,9% 52,4 2,6% 448,4 196,7%
Import totale 82,4 37,0% 452,3 29,1% 68,0 40,2% 354,1 33,6% 536,0 28,4% 82,4 4,0% 452,3 198,4%
Saldo Totale -30,0 -13,5% -3,9 -0,3% -13,5 -8,0% -70,8 -6,7% -29,3 -1,6% -30,0 -1,5% -3,9 -1,7%















PIL 223
1554
169,3
1053,1
1887
2054
228

Come si vede, tutti questi paesi sono in deficit, oltre che totale, verso la Ue17 (Eurozona), mentre recuperano parzialmente facendo surplus dalla Ue10 (con l'eccezione dell'Inghilterra), restando comunque in deficit verso tutta la Ue, ad eccezione dell'Italia, che ha inoltre un deficit complessivo trascurabile (-0,3%). L'Inghilterra è in deficit anche verso la Ue10, ma recupera - l'unica - (solo parzialmente) fuori della UE.

17/11/2012 - Aggiornamento: dati Eurostat sulla bilancia commerciale.

Il giornale on-line portoghese "Expresso" pubblica oggi una serie di grafici sull'import-export dei paesi UE tratti da dati Eurostat, relativi al 2012 (da gennaio ad agosto), e una sintesi del bilancio per l'Eurozona. Ecco qui.


Export. Le variazioni percentuali si riferiscono al periodo gennaio-agosto 2012 rispetto al medesimo periodo del 2011.


Idem per l'Import.


Questa è invece la Bilancia commerciale (Export-Import), in miliardi di Euro.

Infine, i dati sull'Eurozona: Bruxelles, 16 nov (Lusa) - La zona euro ha registrato, in settembre, un surplus commerciale di 9,8 miliardi di euro nel commercio dei beni col resto del mondo, crescendo rispetto agli 1,7 miliardi nel medesimo mese del 2011.

Secondo le stime divulgate oggi da Eurostat, l'ufficio statistico della Unione Europea, fra agosto e settembre di quest'anno le esportazioni, corrette per le variazioni stagionali, diminuiscono dello 1,1% e le importazioni del 2,7%.

Le stime relative al commercio di beni extra Ue (Ue27) forniscono un deficit di 12,6 miliardi in settembre, contro un deficit di 10,9 milioni nel medesimo mese del 2011.

^^-- in cima alla pagina --^^

Argomenti

Cronologia

Rassegna stampa internazionale

12/08/2012 Juncker sulla Grecia

10-12/09/2012  Grecia, Francia, BCE

13/09/2012 Elezioni in Olanda

15-16/09/2012 Draghi al Bundestag. Grecia, Spagna, PS francese.

17/09/2012 Manifestazione sindacale europea. Draghi. Francesi, tedeschi e Maastricht. Bulgaria, Polonia, e l'Euro.

18/09/2012 Il fiscal compact. Grecia: crollo del costo del lavoro.

24/09/2012 Alta tensione in Grecia.

29/09/2012 I "numeri" di Maastricht.

16/10/2012 Ma l'avete capito il fiscal compact?

18/10/2012 Perché l'Europa si dibatte.

27/10/2012 Oltre al "Grexit", anche il "Brixit"? Gran Bretagna fuori della UE?

05/11/2102 Portogallo: Il partito socialista dice no a 4 miliardi di tagli. Irlanda: i sindacati e il corteo anti-austerità.

14/11/2012 Scioperi e manifestazioni in tutta Europa.

19/11/2012 La presidente Brasiliana Rousseff: "l'austerità è un autogol"

01/12/2012 Il partito antieuropeo avanza nelle suppletive inglesi.

24/01/2013 Salvataggio della Slovenia: il premier non si dimette.

08/02/2013 La depressione degli eurocrati.

14/02/2013 Quarto trimestre negativo per la zona euro.

20/02/2013 Perché la crisi euro non è ancora finita

02/03/2013 Handelsblatt: La CDU accomanda agli italiani di tornare alla lira.

10/05/2016 Dubbi tedeschi sul debito pubblico della Germania

31/07/2016 Intervista di Ray McGovern alla Neues Deutschland

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