Il Blog del Leprechaun

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Parole:

Fiscale :: Competitività :: Liberalizzazione :: Sovranità&Fiducia
Depressione :: Debito :: Rigore & co.  Lochescion&FunnyEngrish Mister Euro :: Rating&outlook :: Correlazione :: Meritocrazia

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Letture consigliate:

L'insolente redditività delle banche americane e la confessione tardiva di Deutsche Bank. 24/07/2013

Dipendenti e pensionati greci hanno pagato il prezzo più alto della recessione. 24/07/2013.

Unione Europea: Arroganza fuori luogo. 15/07/2013

Un sorriso con denti d'acciaio.  05/07/2013

Que reste-t-il de la démocratie dans l'Union européenne? 15/06/2013

Quello che "Alternative für Deutschland" non puo' dire. 28/05/2013

L'esperimento europeo è fallito. 16/04/2013

L'Euro è destinato a un inevitabile tracollo. 16/04/2013

Come ci hanno deindustrializzato. 29/04/2013

Ultimi post:

Il più letto: Il debito pubblico italiano, da dove viene fuori?


Rassegna stampa internazionale

12/09/2012

La Grecia e l'euro

Barroso, nel suo discorso al Parlamento europeo sullo Stato dell'Unione

Libération: Il presidente ritiene che l'autunno sarà un punto di svolta per la Grecia.

«Abbiamo avuto la possibilità di arrivare in autunno ad una svolta se i paesi (della zona euro) si tolgono i loro dubbi, e se la Grecia rispetta i suoi impegni dvrebbe restare nell’euro», ha affermato José Manuel Barroso nel suo discorso sullo stato dell'Unione pronunciato mercoledì davanti al Parlamento europeo.

La troika dei creditori della Grecia, costituita dalla BCE, dal Fondo monetario internazione e dall'Unione Europea, deve consegnare il suo atteso rapporto sullo stato dell'economia greca all'inzio di ottobre.

La Troika e Atene e il Governo greco falliscono l'intento di trovare un accordo sui nuovi tagli.

Così El País del 10:

Il Governo greco, diretto dal conservatore Andonis Samarás, non è pervenuto questo lunedì a convincere la troika (Commissione Europea, BCE e FMI) ad approvare il suo elenco di misure di risparmio, misure che suscitano sospetti nella missione internazionale. La mancanza di un accordo sulle partite dalle quali ricavare almeno 11.500 millioni di euro che esigono i soci europei per continuare a finanziare il paese mediterraneo oggliga le parti a continuare a negoziare.

... La troika ha presentato riserve sulle proproste fatte dal governo Samarás perché considera che alcune di queste non sono realistiche e non porteranno a risparmiare la quantità di danaro necessario a ridurre il defici greco e continua ad insistere che si riducano le pensioni e si licenzino 150.000 impiegati pubblici entro il 2015.

Da quanto si ricava dalle dichiarazioni dei leader politici greci, la troika non  acceyta le proposte presentata dagli alleati di minoranza della coalizione - il socialdemocratco Pasok e il Dimar di centrosinistra - come alternativa ai tagli alle pensioni e agli stipendi pubblici.

La proposta di Dimar è quella di sostituire 4.000 milioni di euro di tagli alle pensioni e salari pubblici con misure di risparmio degli acquisti di armamenti e spese farmaceutiche.


Il Fatto Quotidiano - Schroeder: “Nessuna società e nessun governo sopporterebbero i tagli greci”

AGI - Grecia: nessuna intesa troika-governo, "Strada resta lunga"

El Mundo - La troika non accetta il piano greco e provoca la divisione tra gli alleati di governo.

"Esigiamo che le misure non siamo ingiuste, che non insistano solo sui più poveri e che siano accompagnate da misure che stimolino lo sviluppo", ha spiegato Kuvelis [leader del Dimar] alla fine della riunione.

Il politico di centrosinistra ha anche avvertito Samaras che l'appoggio della sua formazione al governo "non è senza condizioni" e ha avvisato gli alleati europei e la troika che "devono capire che la società (greca) è divisa". "La società non può tollerare ulteriori tagli ingiusti", ha aggiunto.

Da parte sua, Venizelos ha affermato che l'obiettivo delle nuove misure non deve essere quello di ottenere un surplus per mezzo di tagli, ma "con la ripresa della crescita".
Ha inoltre preteso che, una volta che siano state approvate le nuove misure di risparmio, gli alleati europei concedano "immediatamente" i 31.500 milioni di euro della successiva tranche di salvataggio finanziario prima di aumentare le poste del programma di aggiustamento.


Francia: Le posizioni di Mélenchon e Eva Jolie sul fiscal compact

Libération riporta le posizioni di J.L. Mélenchon sul fiscal compact europeo:

"Perché lei fa appello a votare contro il trattato? Questo trattato è una quasi costituzionalizzazione della politica economica liberale. Dà un carattere perenne e costrittivo ad una visione tecnocratica della gestione della cosa pubblica, che è tipica dei liberali. Expressis verbis, il trattato stabilisce come regola comune che i conti delle amministrazioni pubbliche debbano essere in equilibrio o in surplus. Io sono eco-socialista. Non posso approvare l'austerità..."

Anche Eva Jolie [ecologisti], all'epoca del referendum sul trattato costituzionale favorevole al "sì", oggi è contraria al fiscal compact:

... l’ex-candidata alle presidenziali Eva Joly, per un sì convinto nel 2005, è tornata molto indietro sul nuovo trattato.  «Sono federalista, ma limitando il deficit strutturale allo 0,5% del PIL, creiamo le condizioni per la nostra stessa recessione, diceva in agosto su Libération. Le cosette che il Presidente pretende di avere ottenuto sulla crescita non sono all'altezza delle sfide.»

Non solo Mélenchon. Anche molti socialisti hanno dei problemi col fiscal compact.

Libération nella rubrica "desintox" ci racconta come il presidente della Camera Jean-Pierre Bel (ex presidente del gruppo socialista) definisca la "regola d'oro" del fiscal compact (quella che obbliga gli stati al pareggio o al surplus, con un deficit strutturale massimo dello 0,5%) come  un "cappio al collo". Però dice che è sparita dal testo del trattato (grazie a Hollande), e dunque lo si può votare. Ma non è vero, come spiega Sarah Bosquet nella rubrica: "Sì, la regola d'oro di bel bello è scritta nel trattato europeo", con un gioco di parole sul cognome del presidente.


10/09/2012

In Francia i segni della prossima entrata in recessione.

Hollande dichiara che la crescita quest'anno sarà di poco superiore allo zero.  

Libération e Le Monde:  “Un francese su cinque va in scoperto almeno una volta al mese

Aumento delle sofferenze dei correntisti bancari:  il 21% va in scoperto a fine mese. Il 30% per le persone tra 35 e 49 anni. Il 59% in un sondaggio dichiara che il loro potere d'acquisto è  "abbastanza diminuito" negli ultimi 12 mesi.

Libération: “François Fillon: entro due anni la Francia sarà in recessione”

L'ordigno-fine-di-mondo della BCE, ovvero il bazooka antispread

Le Monde, Georges Ugeux: “I pericoli del nuovo ruolo della Banca centrale europea”

C'è qualcosa di paradossale nell'improvvisa messa in atto degli interventi delle banche centrali, abituate più alla discrezione che ai fuochi d'artificio. La BCE non ha cercato questo ruolo pericoloso di salvatore dell'Eurozona, che non è nel suo statuto e per il quale non è né preparata né equipaggiata

...

Una pericolosa concentrazione di poteri.

… Una Banca centrale non è l'autorità responsabile della politica di un paese in materia di divise. E' ai ministri delle finanze che appartiene questa autorità. Ma questi si sono dimessi.
Una Banca centrale non ha niente a che vedere col ruolo di sostegno dell'indebitamento abusivo degli Stati. E' questo il ruolo degli Stati, nei trattati europei.

Una Banca centrale è responsabile della prevenzione dell'inflazione e dei tassi d'interesse monetari, ovvero il breve termine. Non ha né i mezzi finanziari né la struttura necessaria per assicurare il livello dei tassi a lungo termine, dei quali ogni paese deve farsi carico in funzione della sua situazione creditizia. E' ai governi che spetta la politica dei tassi di prestito dei paesi

...

“E' stupefacente che nessuno si ponga il problema democratico e politico di questa concentrazione in un'unica istituzione che deve restare indipendente nelle sue decisioni. Mai è stata messa nelle mani della Banca centrale una tale concentrazione in maniera strutturale ... .

Le Monde, Jean-Michel Naulot, AMF [Autorità dei Mercati Fiananziari]: “Bisogna fare di tutto per salvare la moneta unica”

Esattamente venti anni fa, il 20 settembre 1992, fu adottato il trattato di Maastricht con un referendum in seguito ad una campagna che, indipendentemente da quale lato si fosse collocati, aveva fatto onore all'idea europea tanto il dibattito fu intenso, in tutti i paesi, con argomenti di qualità utilizzati da ambo le parti. … Promesso nella campagna presidenziale del 1995, il referendum sulla moneta unica non ha mai avuto luogo. La moneta unica è stata instaurata col forcipe.

Eravamo in tanti all'epoca [si legga anche qui, NdT] a dimostrare che la moneta unica non poteva che essere la fine di un lungo processo di convergenza preliminare delle economie e dei sistemi sociali, un “coronamento”, come aveva detto Philippe Seguin. Attirammo l'attenzione sulle conseguenze d'una moneta unica mal preparata che avrebbe reso inevitabili spostamenti di popolazione e avrebbe avuto bisogno di importanti sovvenzioni da parte dei Paesi dell'Europa del Nord verso quelli del Sud. Le anime belle ci risposero che la moneta unica era un bene per l'Europa! Come altri affermavano, alla fine degli anni '20, che il disarmo era un bene per la pace.

Dopo un periodo di dolce euforia, agli inizi degli anni 2000, periodo simile a quelle fasi di etilismo evocate da Jacques Rueff, quando denunciava la tentazione di ricorrere all'inflazione, l'atterraggio è stato brusco. Avere una politica monetaria unica per dei paesi con strutture così diverse, assolutamente in tutti i campi – ruolo dello Stato, fiscalità, industria, sistema sociale, demografia, tradizioni culturali (disciplina tedesca versus tradizione rivoluzionaria francese) – è risultata una missione impossibile. Bolle speculative, divergenze considerevoli di competitività, disoccupazione di massa in molti paesi, emigrazione verso cieli più clementi, fuga di capitali, tutti i mali che si potevano temere sono arrivati, molto più in fretta di quanto si sarebbe creduto. Agli inizi del 2010 la speculazione, sempre alla ricerca dell'anello debole, si è impadronita della faccenda.

Con la visione premonitrice che lo contraddistingueva, Philippe Seguin aveva fatto un appello, fin dal gennaio 1996, nel suo discorso a Aix-la-Chapelle, a un rilancio politico dell'Europa per salvare la moneta unica. Già allora, quando l'euro ancora non esisteva! Oggi, che la crisi dell'euro è qui, c'è ancora tutto da fare per salvarla. Che si creda ancora nella moneta unica o che non ci si creda più.


... Le contraddizioni istituzionali sono numerose, soprattutto per la BCE che è l'unica Banca centrale nel mondo che non beneficia dello statuto di prestatore di ultima istanza. Come ha mostrato molto bene recentemente Joseph Stiglitz, basandosi su esempi recenti in Asia e America del sud, una zona monetaria non è mai irreversibile. Se i governi vogliono proteggersi dalla speculazione, devono riflettere a tutti gli scenari, al modo più efficace di gestire il rischio sistemico. La necessità di agire in modo perfettamente coordinato in caso di sospensione della moneta unica, evocata recentemente da Jacques Sapir, è un elemento molto importante...


Argomenti

Cronologia

Rassegna stampa internazionale

12/08/2012 Juncker sulla Grecia

10-12/09/2012  Grecia, Francia, BCE

13/09/2012 Elezioni in Olanda

15-16/09/2012 Draghi al Bundestag. Grecia, Spagna, PS francese.

17/09/2012 Manifestazione sindacale europea. Draghi. Francesi, tedeschi e Maastricht. Bulgaria, Polonia, e l'Euro.

18/09/2012 Il fiscal compact. Grecia: crollo del costo del lavoro.

24/09/2012 Alta tensione in Grecia.

29/09/2012 I "numeri" di Maastricht.

16/10/2012 Ma l'avete capito il fiscal compact?

18/10/2012 Perché l'Europa si dibatte.

27/10/2012 Oltre al "Grexit", anche il "Brixit"? Gran Bretagna fuori della UE?

05/11/2102 Portogallo: Il partito socialista dice no a 4 miliardi di tagli. Irlanda: i sindacati e il corteo anti-austerità.

14/11/2012 Scioperi e manifestazioni in tutta Europa.

19/11/2012 La presidente Brasiliana Rousseff: "l'austerità è un autogol"

01/12/2012 Il partito antieuropeo avanza nelle suppletive inglesi.

24/01/2013 Salvataggio della Slovenia: il premier non si dimette.

08/02/2013 La depressione degli eurocrati.

14/02/2013 Quarto trimestre negativo per la zona euro.

20/02/2013 Perché la crisi euro non è ancora finita

02/03/2013 Handelsblatt: La CDU accomanda agli italiani di tornare alla lira.

10/05/2016 Dubbi tedeschi sul debito pubblico della Germania

31/07/2016 Intervista di Ray McGovern alla Neues Deutschland

Poeti, scrittori, artisti
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