Il Blog del Leprechaun

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Fiscale :: Competitività :: Liberalizzazione :: Sovranità&Fiducia
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Rassegna stampa internazionale
16/10/2012

Il fiscal compact (trattato di bilancio), che roba è?

Le Monde: Ma il Trattato di bilancio [fiscal compact], l'avete capito?

Philippe Askenazy, direttore di ricerca al CNRS, Ecole d'économie de Paris

Philippe AskenazyQualunque lettore di giornali ha potuto constatare che la grande maggioranza degli economisti mettono in allerta l'opinione pubblica sui rischi di recessione legati alla politica d'austerità condotta dai governi europei.

Sembra ormai lontano il tempo – peraltro così recente – in cui solo una parte denunciava il fallimento annunciato e il costo sociale drammatico delle politiche correttive imposte a quei paesi che allora erano qualificati come “porci”: i PIIGS, Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna. Questa parte si attirava il sarcasmo dei “realisti”, che ripetevano senza posa che non si poteva fare altrimenti, che la crisi era provocata dalle spese eccessive e dai debiti pubblici. Nel frattempo abbiamo potuto constatare i guasti della superausterità e l'impasse nella quale ha condotto l'Europa.

Non si può dunque che approvare questa presa di coscienza.

Questa improvvisa unanimità proviene però anche … dalla perdita di influenza degli economisti.

Dato che il problema proverrebbe dai conti pubblici, il protagonista legittimo diventa il contabile e non l'economista, né tantomeno il parlamentare. E' un fenomeno che si osserva in tutta Europa. E la Francia non fa eccezione.

Avere un obiettivo del 3% di deficit del bilancio dello Stato per il 2013 non si basa in effetti su nessuna logica economica; anche i meno keynesiani sono d'accordo sulla meccanica recessiva che produrrà. In compenso è però un obiettivo contabile realizzabile con una moltiplicazione di entrate  (e di ricette) e con tagli casuali alla spesa pubblica.

LA MARGINALIZZAZIONE DEGLI ECONOMISTI

La legge organica di applicazione del trattato di bilancio europeo [fiscal compact, NdT] segna anche a livello nazionale la marginalizzazione degli economisti, anche su questioni che in linea di principio sono di loro competenza.

La pietra angolare del dispositivo è la creazione di un Alto consiglio delle finanze pubbliche, indipendente, che fornirà pareri sulle previsioni macroeconomiche sulle quali si basano le leggi delle finanze e il rispetto del trattato. Ebbene, ed è più che un fatto simbolico, questo Alto consiglio è collocato presso la Corte dei conti, ed è presieduto dal primo presidente della Corte. I magistrati della Corte ne saranno la maggioranza  … nessun bisogno di economisti per valutare le previsioni macroeconomiche.

Dato che il trattato mette l'austerità di bilancio come norma sovraordinata, e la legge organica marginalizza gli economisti, come spiegare allora che numerosi economisti abbiano fatto appello a votare in favore di questo trattato?

Non è che per caso questo dipende, semplicemente, dal fatto che si basano sulle falle del suddetto trattato, la cui formulazione può effettivamente lasciare perplessi? “Il saldo strutturale annuale delle amministrazioni pubbliche corrisponde all'obiettivo a medio termine specifico a ciascun paese così come definito nel patto di stabilità e crescita rivisto, con un limite inferiore di deficit strutturale dello 0,5% del prodotto interno lordo a prezzi di mercato”.

Lasciamo perdere il fatto che “limite inferiore di deficit dello 0,5%” è una strana formulazione per definire la regola che il saldo delle amministrazioni non deve essere inferiore a -0,5%. Più avanti, il trattato precisa che questo “saldo strutturale annuale delle amministrazioni pubbliche” significa il “saldo annuale corretto per le variazioni congiunturali, una volta dedotte le misure puntuali e temporanee”.

Il RISULTATO DELLE TRATTATIVE

Ma come si calcola l'obiettivo a medio termine (MTO) e come lo si corregge per le variazioni congiunturali? Dai valori che si ottengono può derivare o meno una sanzione finanziaria contro uno Stato. La risposta non sta nel trattato, ma è il risultato delle trattative che si sono tenute a Bruxelles.

Bisogna dunque tuffarsi nel “codice di condotta” del 24 gennaio, o meglio il “code of conduct”, dato che ne esiste solo una versione in inglese.

Là si apprende felicemente che MTO = max (MTOILD, MTOMB, MTOEuro/ERM2). Di fatto, l'elemento chiave è il calcolo del saldo strutturale, cosa che richiede di determinare il “potential output”, ovvero il livello potenziale di creazione di ricchezza di un paese. Si usano principalmente due approcci. Uno è una elaborazione statistica delle osservazioni economiche per eliminare la componente congiunturale. La seconda è detta “funzione di produzione”: la ricchezza potenziale è una funzione del capitale e del lavoro disponibile in un dato paese.

A partire dal Consiglio europeo del 2002, è stato il secondo metodo a prevalere. Esistono inoltre molte varianti per ciascuno dei due metodi. Non ci state capendo nulla? E' normale. E questo promette delle discussioni metodologiche senza fine, la necessità di moltiplicare gli studi teorici ed empirici. In breve, una rendita senza fine … per gli economisti!

Salvo il caso in cui il giudice europeo, interpellato da un paese sanzionato oppure, come prevede il trattato, da un paese che chiede la sanzione contro un altro (stupefacente concezione della solidarietà europea) non pervenga a fissare queste definizioni. Cosa questa che metterebbe di colpo gli economisti definitivamente fuori gioco.


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Cronologia

Rassegna stampa internazionale

12/08/2012 Juncker sulla Grecia

10-12/09/2012  Grecia, Francia, BCE

13/09/2012 Elezioni in Olanda

15-16/09/2012 Draghi al Bundestag. Grecia, Spagna, PS francese.

17/09/2012 Manifestazione sindacale europea. Draghi. Francesi, tedeschi e Maastricht. Bulgaria, Polonia, e l'Euro.

18/09/2012 Il fiscal compact. Grecia: crollo del costo del lavoro.

24/09/2012 Alta tensione in Grecia.

29/09/2012 I "numeri" di Maastricht.

16/10/2012 Ma l'avete capito il fiscal compact?

18/10/2012 Perché l'Europa si dibatte.

27/10/2012 Oltre al "Grexit", anche il "Brixit"? Gran Bretagna fuori della UE?

05/11/2102 Portogallo: Il partito socialista dice no a 4 miliardi di tagli. Irlanda: i sindacati e il corteo anti-austerità.

14/11/2012 Scioperi e manifestazioni in tutta Europa.

19/11/2012 La presidente Brasiliana Rousseff: "l'austerità è un autogol"

01/12/2012 Il partito antieuropeo avanza nelle suppletive inglesi.

24/01/2013 Salvataggio della Slovenia: il premier non si dimette.

08/02/2013 La depressione degli eurocrati.

14/02/2013 Quarto trimestre negativo per la zona euro.

20/02/2013 Perché la crisi euro non è ancora finita

02/03/2013 Handelsblatt: La CDU accomanda agli italiani di tornare alla lira.

10/05/2016 Dubbi tedeschi sul debito pubblico della Germania

31/07/2016 Intervista di Ray McGovern alla Neues Deutschland

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