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Fiscale :: Competitività :: Liberalizzazione :: Sovranità&Fiducia
Depressione :: Debito :: Rigore & co.  Lochescion&FunnyEngrish Mister Euro :: Rating&outlook :: Correlazione :: Meritocrazia

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Un sorriso con denti d'acciaio.  05/07/2013

Que reste-t-il de la démocratie dans l'Union européenne? 15/06/2013

Quello che "Alternative für Deutschland" non puo' dire. 28/05/2013

L'esperimento europeo è fallito. 16/04/2013

L'Euro è destinato a un inevitabile tracollo. 16/04/2013

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Rassegna stampa internazionale
19/11/2012

El País: Rousseff dichiara che "l'austerità eccessiva è un autogol".

Il Brasile non si lecca le ferite, ha smesso molto tempo fa. Il presidente della prima potenza in America Latina, Dilma Rousseff, a Madrid ha difeso Lunedi il dinamismo del tessuto economico del paese, i suoi progressi sociali e ha fatto uso di tutta l'autorevolezza che ad uno Stato forniscono le lezioni degli ultimi due decenni di stagnazione e di crescita stentata, e una forte crisi finanziaria e bancaria, per suonare tutti gli allarmi contro l'austerità come unico strumento per l'Europa. "L'esperienza dimostra che quando l'austerità è esagerata è autolesionista", ha detto Rousseff durante la sua partecipazione al forum Brasile sul percorso di crescita , organizzato dal paese e dal quotidiano brasiliano "Valor Economico", e sponsorizzato da Telefónica, Iberdrola, Repsol e le brasiliane BNDES e Caixa.

La presidente, in viaggio ufficiale in Spagna dopo la partecipazione al vertice iberoamericano a Cadice, ha sottolineato la necessità di un patto di crescita per evitare il diffondersi del virus della recessione ad altri paesi. A suo avviso, "la revoca dei diritti non può essere l'unica risposta a una crisi del debito." Lo ha detto direttamente al presidente spagnolo Mariano Rajoy, durante il loro incontro alla Moncloa, dopo quasi un anno di governo del PP in Spagna durante il quale, coi mercati che danno per scontata la richiesta di salvataggio e la sua notazione come creditore a un passo dal junk bond, ha subito i maggiori tagli alla democrazia sociale.

Il dibattito economico in Europa è diviso tra chi vede le politiche di austerità come l'unico credo per bloccare gli squilibri di bilancio, soprattutto i falchi di Berlino - e coloro che vedono essenziale ridurre la dose di olio di ricino e combinarla con più stimoli per risanare le economie in ristagno, come quella spagnola.

Quello tra austerità e crescita, per la Rousseff, non è altro che "un falso dilemma", stante che le misure di disciplina di bilancio e di rilancio devono essere applicate in modo "coordinato". Ha citato come esempio il suo paese: controlla i conti pubblici, ha detto, ma investe anche in infrastrutture e istruzione, abbassa le tasse, ma lotta contro la povertà. "Vogliamo un paese di ceto medio e di mobilità sociale", ha rimarcato.

Soprattutto ha sottolineato che i tagli non possono avvenire in tutti gli stati contemporaneamente, e che quelli con una migliore situazione finanziaria devono tirare la carretta. "Sosteniamo misure articolate, soprattutto nei paesi in surplus e con capacità di consumo e di spesa. Se tutti fanno aggiustamenti contemporaneamente, si arriva alla recessione, e sarebbe una strategia perversa".

Quella che dovrebbe avere il ruolo di locomotiva in Europa è la Germania, proprio il più strenuo sostenitore degli aggiustamenti come prima ed unica ricetta per i paesei con problemi di debito come la Spagna e gli altri maledetti del sud d'Europa.

Il governo di Madrid vuole che Bruxelles o piuttosto la troika formata dalla Commissione europea, dalla Banca centrale europea (BCE) e dal Fondo monetario internazionale (FMI) allentino il pugno di ferro e diano più tempo per raggiungere gli obiettivi di riduzione del disavanzo dato il peggioramento della crisi economica. Ma ci sono altri fronti aperti in questa interminabile crisi Europea, come quello sul ruolo della BCE. "Difficilmente i mercati crederanno nella stabilità finanziaria senza una unione bancaria e senza una banca centrale che funziona come prestatore di ultima istanza", ha detto la Rousseff.

La presidente non ha avuto problemi a sostenere lo stesso discorso, in modo simile ad altri presidenti latino-americani, di fronte allo stesso Rajoy nella conferenza stampa congiunta che hanno dato:

"Riconosco gli errori del mio paese, abbiamo avuto due decenni di soli aggistamenti. E' molto difficile uscire dalla crisi e pagare il debito senza un minimo di crescita. Mi auguro che  i paesi iberici ottengano più flessibilità. Ci auguriamo che la soluzione della crisi europea sia  fatta evitando sofferenze alle persone, e il Brasile è a disposizione per aiutare. L'Unione europea è una delle migliori creazioni dell'uomo", ha gridato la brasiliana. "Non abbiamo discusso questo argomento, ma ognuno ha le sue posizioni", così si è difeso lo spagnolo.

Un giornalista brasiliano ha chiesto a Rajoy: "Presidente, nelle sue notti solitarie a La Moncloa, non teme, come dice la Rousseff, che la Spagna potrebbe fare la fine dell'America Latina negli anni Ottanta, con i due decenni successivi persi per volere seguire le politiche ortodosse?". Il presidente, che a Cadice ha cercato di evitare l'argomento, dopo un'esitazione ha risposto: "Come lei capirà, non è intenzione del governo che presiedo quella di restare un certo numero di anni in recessione. Credo che la Spagna avrà una crescita positiva nel 2014. Il mio obiettivo è la crescita economica e la creazione di posti di lavoro. Siamo convinti che le riforme che facciamo saranno buone a medio e lungo termine. Stiamo facendo riforme strutturali che non si erano mai viste."

Il presidente di EL PAÍS del gruppo Prisa, Juan Luis Cebrian, ha detto nel presentare la presidente che il Brasile è diventato "un partner essenziale nella globalizzazione", e ha sottolineato la capacità di "dialogo e consenso" della presidente. Cebrián ha invitato il Ministro della Pubblica Istruzione, José Ignacio Wert, presente alla manifestazione, a promuovere il portoghese come lingua prioritaria tra gli studenti spagnoli, non solo per la  vicinanza del Portogallo, ma per il potenziale del Brasile.

Rousseff ha enfatizzatole il buon funzionamento delle relazioni commerciali con la Spagna, e ha affermato che "hanno ripreso slancio e devono ampliarsi perché sono ancora sotto al loro potenziale".

Prima della cerimonia, la presidente brasiliana ha pranzato con il re, che è stato l'ultimo atto pubblico del monarca prima di sottoporsi nuovamente ad un intervento chirurgico all'anca. Nel suo discorso, Juan Carlos ha ricordato "gli elevati tassi di disoccupazione in Spagna", la quale, ha detto, "sta lavorando sodo per ritrovare al più presto la strada della crescita" e ha chiesto alla Roussef di considerare le aziende spagnole per i Mondiali di calcio nel 2014 e le Olimpiadi a Rio nel 2016. Il monarca ha inoltre suggerito la "possibilità di attuare procedure per facilitare il soggiorno temporaneo di professionisti spagnoli altamente qualificati" nel suo paese, secondo quanto comunica Natalia Junquera.

"Allo stesso tempo," ha detto il Re, "vogliamo incoraggiare le imprese brasiliane a investire in Spagna." Ha dato alcuni suggerimenti: "il nostro Paese ha una delle economie più aperte del mondo, una legislazione favorevole, infrastrutture moderne e una grande affinità culturale, e quindi fornisce una piattaforma eccellente per la penetrazione di queste società nei mercati d'Europa, nel Mediterraneo, in Medio Oriente e in Africa. La Spagna è già diventata la base per molte imprese europee e iberoamericane e vogliamo che sia lo stesso per quelle brasiliane".


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Cronologia

Rassegna stampa internazionale

12/08/2012 Juncker sulla Grecia

10-12/09/2012  Grecia, Francia, BCE

13/09/2012 Elezioni in Olanda

15-16/09/2012 Draghi al Bundestag. Grecia, Spagna, PS francese.

17/09/2012 Manifestazione sindacale europea. Draghi. Francesi, tedeschi e Maastricht. Bulgaria, Polonia, e l'Euro.

18/09/2012 Il fiscal compact. Grecia: crollo del costo del lavoro.

24/09/2012 Alta tensione in Grecia.

29/09/2012 I "numeri" di Maastricht.

16/10/2012 Ma l'avete capito il fiscal compact?

18/10/2012 Perché l'Europa si dibatte.

27/10/2012 Oltre al "Grexit", anche il "Brixit"? Gran Bretagna fuori della UE?

05/11/2102 Portogallo: Il partito socialista dice no a 4 miliardi di tagli. Irlanda: i sindacati e il corteo anti-austerità.

14/11/2012 Scioperi e manifestazioni in tutta Europa.

19/11/2012 La presidente Brasiliana Rousseff: "l'austerità è un autogol"

01/12/2012 Il partito antieuropeo avanza nelle suppletive inglesi.

24/01/2013 Salvataggio della Slovenia: il premier non si dimette.

08/02/2013 La depressione degli eurocrati.

14/02/2013 Quarto trimestre negativo per la zona euro.

20/02/2013 Perché la crisi euro non è ancora finita

02/03/2013 Handelsblatt: La CDU accomanda agli italiani di tornare alla lira.

10/05/2016 Dubbi tedeschi sul debito pubblico della Germania

31/07/2016 Intervista di Ray McGovern alla Neues Deutschland

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