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Rassegna stampa internazionale

La Russia pronta a contribuire al salvataggio di Cipro.

Libération 25/03/2013

Link all'articolo originale.


La Russia si è detta pronta lunedì ad aggiungere il suo contributo al nuovo piano di salvataggio di Cipro, che rischia di tagliare pesantemente le grandi fortuna collocate sull'isola ma risparmia le filiali locali delle imprese finanziarie russe.

Vladimir Putin “ritiene possibile sostenere gli sforzi del presidente di Cipro e della Commissione europea per risolvere la crisi”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peškov, citato dalle agenzie russe.

Il presidente, ha aggiunto, ha incaricato il suo governo di elaborare “le condizioni di una ristrutturazione del credito” di 2,5 miliardi di dollari, accordato da Mosca a Nicosia nel 2011, secondo quanto richiede Cipro.

Questa reazione contrasta con la rabbia espressa dal capo dello Stato russo la scorsa settimana dopo un primo accordo concluso tra la Ue e Nicosia, elaborato senza consultarsi con Mosca.

Le autorità russe si sono dichiarate nei mesi scorsi a più riprese disponibili ad ammorbidire le condizioni sul loro prestito, ritardandone la scadenza, attualmente fissata al 2016, e abbassandone i tassi d'interesse.

Il ministro delle finanze cipriota Michalis Sarris, giunto a Mosca la scorsa settimana in questa ottica, era però ripartito a mani vuote, dato che il governo russo ribadiva che non avrebbe deciso nulla se non dopo un accordo definitivo con Bruxelles.

Il nuovo piano concluso lunedì mattina a Bruxelles peraltro “piazza un grosso peso sulle spalle dei grandi correntisti, in maggioranza russi”, fanno notare gli analisti di Alfa Bank.

L'accordo abbandona l'idea di una tassa eccezionale sui conti dell'isola, considerata confiscatoria dai Russi, i cui averi a Cipro raggiungono secondo Moody's i 31 miliardi di dollari.

I grossi clienti tuttavia delle due prime banche del paese, la Banck of Cyprus, ricapitalizzata con i grossi depositi, e la Laiki, messa in fallimento, pagheranno caro.

Il presidente della commissione degli affari esteri della Duma, Alexeij Pučkov, ha tempestato su Twitter contro il “salvataggio” fatto “derubando i correntisti”.

Questo “piano B è piuttosto peggiore per le imprese russe presenti a Cipro, che subiranno le perdite più pesanti”, riconosce Mark Rubinstein, della società di investimenti Metropol.
“Non restano peraltro che pochi conti (russi) a Cipro, perché le banche cipriote stanno sull'orlo dell'infarto da un anno”, ha affermato l'analista.

Il Primo vice Primo ministro, Igor Čuvalov, sottolinea che il piano europeo risparmia la filiale a Cipro della banca semi-pubblica russa VTB e che la crisi che colpisce l'isola “costituisce un buon segnale per quelli che sono pronti a rimpatriare i loro capitali verso il territorio russo”.

Le banche russe presenti a Cipro “sono state risparmiate” e “non subiranno che il controllo dei capitali e la crisi di fiducia” che colpisce la finanza cipriota, commenta Ivan  Čakarov, economista presso Renaissance Capital.

E' inoltre “piacevole pensare che in teoria quel che sta succedendo a Cipro ricondurrà” del danaro in Russia, aggiunge.

La Gran Bretagna e la Germania, i cui residenti a Cipro detengono importanti patrimoni nell'isola, “non hanno reagito in modo così vivace” come Mosca, fa notare da parte sua il politologo Jurij Nisnevijč. “E anche una questione di reputazione”.

Numerose società russe sono registrate a Cipro per via del suo regime fiscale favorevole e le autorità russe hanno ufficialmente fatto della lotta contro queste fughe di capitali una priorità.

Dmitri Medvedev ha lanciato la settimana scorsa l'idea di creare in Russia, ad esempio nell'estremo oriente, una zona con vantaggi tributari sufficienti ad attirare i patrimoni russi attualemente registrati all'estero.

In maggioranza gli economisti dubitano del successo di questa iniziativa e pensano che il danaro piazzato a Cipro raggiungerà i paradisi fiscali.

“Se Putin è veramente contro la corruzione e la 'offshorizzazione' dell'economia, la crisi gli fornisce l'occasione di fare progressi”, commentava sabato sul suo blog l'universitario americano Sean Guillory.

Per questo specialista della Russia, “l'esitazione” di Mosca ad aiutare Cipro “riflette la schizofrenia di Putin tra patriottismo populista e difesa degli interessi” dell'élite.


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Rassegna stampa internazionale

12/08/2012 Juncker sulla Grecia

10-12/09/2012  Grecia, Francia, BCE

13/09/2012 Elezioni in Olanda

15-16/09/2012 Draghi al Bundestag. Grecia, Spagna, PS francese.

17/09/2012 Manifestazione sindacale europea. Draghi. Francesi, tedeschi e Maastricht. Bulgaria, Polonia, e l'Euro.

18/09/2012 Il fiscal compact. Grecia: crollo del costo del lavoro.

24/09/2012 Alta tensione in Grecia.

29/09/2012 I "numeri" di Maastricht.

16/10/2012 Ma l'avete capito il fiscal compact?

18/10/2012 Perché l'Europa si dibatte.

27/10/2012 Oltre al "Grexit", anche il "Brixit"? Gran Bretagna fuori della UE?

05/11/2102 Portogallo: Il partito socialista dice no a 4 miliardi di tagli. Irlanda: i sindacati e il corteo anti-austerità.

14/11/2012 Scioperi e manifestazioni in tutta Europa.

19/11/2012 La presidente Brasiliana Rousseff: "l'austerità è un autogol"

01/12/2012 Il partito antieuropeo avanza nelle suppletive inglesi.

24/01/2013 Salvataggio della Slovenia: il premier non si dimette.

08/02/2013 La depressione degli eurocrati.

14/02/2013 Quarto trimestre negativo per la zona euro.

20/02/2013 Perché la crisi euro non è ancora finita

02/03/2013 Handelsblatt: La CDU accomanda agli italiani di tornare alla lira.

10/05/2016 Dubbi tedeschi sul debito pubblico della Germania

31/07/2016 Intervista di Ray McGovern alla Neues Deutschland

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