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Corriere della Sera

Centinaia di uomini mobilitati dalle bande criminali vincono la battaglia con gli agenti

Valona, rivolta armata degli "scafisti"

I mercanti di clandestini prendono in ostaggio il capo della polizia albanese per riavere i loro gommoni L' assalto davanti ai finanzieri italiani dopo il sequestro di sei imbarcazioni che trasportano immigrati

----------------------------------------------------------------- Centinaia di uomini mobilitati dalle bande criminali vincono la battaglia con gli agenti Valona, rivolta armata degli "scafisti" I mercanti di clandestini prendono in ostaggio il capo della polizia albanese per riavere i loro gommoni L' assalto davanti ai finanzieri italiani dopo il sequestro di sei imbarcazioni che trasportano immigrati DURAZZO (Albania) - Una rivolta fomentata dagli scafisti di Valona ha reso vana ieri una operazione notturna della polizia albanese e della Guardia di Finanza italiana che aveva portato al sequestro di sei gommoni impiegati per portare in Italia i clandestini. Centinaia di uomini armati, mobilitati dalle bande criminali, hanno dato battaglia: preso in ostaggio il capo della polizia, hanno ripreso le imbarcazioni. Senza che i militari italiani potessero intervenire. Un brutto scacco per Sokol Kociu, 37 anni, capo della polizia, che si sente abbandonato e tradito anche dai suoi oltre che umiliato dai banditi. Racconta: "Qualche giorno fa sono venute a Valona le autorita' albanesi. Hanno visitato l' isola di Sazan, hanno fatto un sacco di promesse. E il giorno dopo con chi erano a pranzo? Con "Tozo", uno degli scafisti piu' ricchi di qui". Da un pezzo Kociu ha spedito a Tirana la seconda moglie e i due bambini. E a Tirana, venerdi' pomeriggio, s' era mosso in auto: "Comincia una nuova era - aveva promesso -. Entro fine febbraio terminera' questa vergogna dei clandestini". Ieri notte l' operazione. Ora la carriera di Kociu sembra finita a Valona, citta' che vive dell' attivita' degli scafisti. Perche' lui s' e' buttato in un blitz che in realta' nessuno voleva: "Ho trascorso due giorni a Tirana - spiega - per avere il permesso di sequestrare quei gommoni. Il premier Majko e il ministro dell' Interno, Petro Koci, avevano molti dubbi, molte paure. Ho impiegato ore per convincerli che l' unica possibilita' era quella di lavorare con la Missione interforze italiane". * Alle pagine 2 e 3 Battistini, Biglia Caretto


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(24 gennaio 1999) - Corriere della Sera

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