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N.1 (97)

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N.6 (99)






N. 2
Questa pubblicazione, nonostante le apparenze, 
E' UN QUOTIDIANO. 

Gerenza: 

Direttore responsabile: 
Prof. Ranarridh Chandrasekar Baracatomolitreh, regolarmente iscritto al Reale Ordine dei giornalisti del Bhutan, con il numero 3. 
Editore: 
The Bhutan International Press - Italian section - Dharam, Bhutan. 
Si ringrazia il dipartimento di italianistica della facoltà di letterature straniere della Reale Università del Bhutan, il lavoro dei cui Docenti ha reso possibile questa pubblicazione. 

 
 

Questo è un giornale su ondulix, clandestino e senza mezzi (e senza mezzi termini). 
Se vi piace, stampatelo e fatene oggetto di volantinaggio. 
Se non vi piace, prendetevela nel culo. 



RUBRICHE - RUBRICHE - RUBRICHE! 
CONCORSI A PREMI PER I LETTORI! 
Scriveteci!
 
Dal prossimo numero, la rubrica "Posta dei lettori". Potete scriverci quello che volete, complimenti (non saranno pubblicati, ma saranno il conforto della redazione), insulti e contumelie purché diretti a noi (pubblicati, se dotati di ésprit de finesse). Insulti a terzi sono invece insindacabilmente riservati alla redazione. 
In ogni caso, anche se non ce lo suggerirete voi, vi affibbieremo un soprannome di fantasia, cosicché resterete tutti nell'anonimato (che è poi una delle cifre di questa pubblicazione) 
Numeri Arretrati:
N. 1 - I fervorini di Scalfari Eugenio 
 
   
PRIMO Grande Concorso A Premi Tra I Lettori. 

QUESTO TITOLO CONTIENE UN ERRORE.  
Un premio a chi lo scopre. 

Regolamento: 
Il concorso è aperto a tutti, salvo Umberto Eco. 
Premi: 
A chi indovina, la benedizione eterna del Sovrano del Bhutan. 
A chi non indovina, niente. 

Autorizzazione intendenza di Fiananza del Reame del Bhutan N. 7.  
Decreto di Reale approvazione N. 8

 
Cronache dalla Capitale 

Migliaia di persone hanno sfilato pacificamente. 

GRANDE MANIFESTAZIONE DELL'ULIVO A ROMA 

Raccoltisi a Piazza del Popolo, i manifestanti hanno imboccato Via di Vigna Murata per poi sciogliersi  pacificamente a Piazza Sempione, dopo una breve sosta sotto il Viminale. 



ROMA - Niente bandiere, nè campanacci, né il solito armamentario folkloristico di occasioni del genere. Una folla composta ma compatta ha sfilato sui marciapiedi senza incidenti per poi sciogliersi senza il comizio di prammatica. "Una scelta originale, coraggiosa, ci voleva", ci dichiara  una signora venuta da Frosinone con i suoi due figli, ("studiosi e bravi", precisa con semplicità) "i comizi sono roba di un'altra epoca, da prima della televisione". "Le idee non hanno bisogno di stendardi", afferma un sorridente giovanotto che si dichiara proveniente da Mungivacca, "le bandiere dividono, noi siamo per l'unione", ammicca. 
Sono solo due esempi, anche se significativi, di una folla non facile da avvicinare, non perché sdegnosa, ma perché cammina con passo svelto sugli stretti marciapiedi. "Non vogliamo disturbare", ci dice a mo' di spiegazione uno studente troppo infagottato per la giornata quasi mite. "Vengo dagli Abbruzzi", sorride, "e lì faceva un freddo terribile. Chi se l'aspettava questa primavera!".  
E poi, oltre al fiatone a corrergli dietro, glie lo si legge in faccia, che è gente che non ama l'esibizione.  Me lo conferma con un gesto fermo ma gentile, quasi a schermirsi, l'anziana signora dalla chioma bianca bianca: scuote la mano e sorride, quasi a dire "no, no, interviste, non sono cose per me...". 
Che dire di questa gente così composta, senza essere per questo bolsa (quanti sono, diecimila, ventimila, un milione, che importa!)? La nostra opinione di cronisti conta poco. Conta forse di più quella dei cittadini Romani, che nella cornice di questa domenica di primo inverno, che ci ha voluto regalare un ultimo timido e appena tiepido sole ("Dio è con noi!" scherza il signore barbuto, dall'aria un po' burbera, ma poi si vede subito che è buono, forse addirittura è un prete). E i Romani non solo hanno tollerato gli slogan gridati quasi con quanto fiato c'è nel corpo, ma hanno mostrato di gradire, affacciandosi la finestra e battendo il ritmo, ondeggiando la testa da sinistra a destra e da destra a sinistra per seguire la ritmata e allegra danza degli slogan. 
Già, perché quasi dimenticavamo di dirvi che una unica concessione ai luoghi topici della manifestazione c'è stata. Gli slogan, appunto, detti, quasi urlati, ma ritmati e scanditi, in modo che si capissero bene. I partecipanti dalla voce più bella s'erano incaricati di guidare il coro, e di cambiare di tanto in tanto da uno slogan all'altro, con un minimo di accordo tra loro. Ma non tanti, di slogan,  solo due, per spiegarsi non c'è poi bisogno di molte parole:  "Quieta non movere, mota quietare! Quieta non movere, mota quietare!", sapientemente di tanto in tanto intercalato  da un "oragnia figata fa!". 
Arrivati sotto al Viminale, ecco che da una finestra si affaccia, inaspettato, il Ministro dell'Interno, On. Napolitano. E allora, là, c'è stato un piccolo sbandamento. L'emozione ha preso il sopravvento e la folla s'è un po' sparpagliata nell'agorà antistante. E qui il "Quieta non movere, mota quietare! Quieta non movere, mota quietare!" è diventato, sia pure per poco,  un vero boato. Ma presto il corteo si è ricomposto, e quasi a compensazione dell'attimo fuggente che l'aveva appena trafitto, si è allontanato a passo svelto, intonando questa volta esclusivamente, in mezzo-forte,"oragnia figata fa", ridotta quasi a un borbottio. 
Avvicinato da un nostro cronista, e richiesto di esprimere una opinione sulla manifestazione e sui suoi contenuti, il Ministro Napolitano ci ha significativamente dichiarato: "fa sempre piacere scoprire, nonostante quello che peraltro legittimamente pensano molti, che il latino non è una lingua morta". 
Mh.Kh.

SECONDO Grande Concorso A Premi Tra I Lettori. 

Cosa vorranno mai dire gli slogan che i manifestanti gridavano domenica scorsa?  

Regolamento: 
Il concorso è aperto a tutti, anche a Umberto Eco. 
Premi: 
A chi indovina il significato di tutti e due gli slogan, la benedizione eterna del Sovrano del Bhutan. 
A chi ne indovina uno solo, niente. 
A chi non ne indovina nessuno, meno di niente 
Autorizzazione intendenza di Fiananza del Reame del Bhutan N. 8.  
Decreto di Reale approvazione N. 9

Bestiario della Stampa  

Blair seduce enne volte.  
Ovvero le ragazze inglesi - si sa - son tutte un po' mignotte. 

Sere fa il laburista Tony Blair, primo ministro corrente dell'anglosassone Inghilterra, ha avuto qualche problema con una fetta consistente di deputati del suo partito, con il partito  liberale (storicamente più vicino ai laburisti che ai conservatori), facendosi alla fine votare più compattamente dall'opposizione conservatrice che dai riottosi deputati del suo partito (cioè, quello che in Italia passerebbe per un "inciucio" di proporzioni ciclopiche). 
Ma, per Dyana, cosa è esattamente successo? 
Difficile rendersene conto dai resoconti della nostra stampa. 
Proviamo a sbandolare la matassa. Cominciamo dal Corriere della Sera, il quale riferisce che materia del contendere sarebbero stati non meglio precisati " ... tagli nei sussidi alle ragazze madri ...". 
Gli fa eco la Stampa, riferendo che "il voto sulle ragazze madri (ma l'emendamento di legge parla di "genitori single") riduce fino a 11 sterline la settimana (circa 30 mila lire) i sussidi finora elargiti", voto appunto espresso dalla eterogenea maggioranza "inciucista" sopra riferita, con voti contrari e astensioni da parte di deputati laburisti. 
Ecco a voi, infine, come riferisce le cose "La Repubblica": 
"... i parlamentari della sinistra del Labour hanno definito ai Comuni la decisione del loro governo di abolire i sussidi di 60 sterline al mese alle ragazze madri [...] Orribile, ipocrita, assurda. Stalinista..." 
Riassumiamo: secondo il Corriere, sono corsi imprecisati tagli. Secondo la Stampa, questi sussidi sarebbero scesi, da un non meglio precisato ammontare, a 11 sterline la settimana. Secondo La Repubblica, il non precisato ammontare dei sussidi sarebbe consistito in 60 sterline al mese, ridotte, dal voto dei Comuni, a zero. Secondo tutti e tre i nostri maggiori quotidiani italiani, i sussidi sarebbero stati destinati alla "ragazze-madri" (la Stampa, colta da un fremito di dubbio precisa che, per l'esattezza, si tratterebbe di "genitori single", notare l'anglicismo please). 
E' incredibile come cotanta espressione di professionismi garantiti dall'Ordine (supremo delle cose giornalistiche) non ne abbia azzeccata una, dicasi una! 
Per sapere come stanno le cose, anziché le prolissità dei nostri informatori professionali, basta leggere poche (dieci scarse) righe del Times. Ve le traduco qui dall'inglese alla buona, per vostra comodità, e per permettere di seguirci anche a chi l'inglese non conosce. 
"TONY BLAIR ... ieri sera ha dovuto subire una rivolta contro i suoi piani di imporre tagli agli aiuti AI GENITORI SOLI (maiuscole del redattore). 47 deputati del Labour (cioè del partito di Blair, N.D.R.) hanno votato contro, e un grosso numero si è astenuto, la decisione del Governo (Laburista, N.D.R.) di mandare avanti la proposta dei Conservatori (cioè dell'opposizione, N.D.R.) di ridurre gli aiuti DI 11 STERLINE LA SETTIMANA (maiuscole del redattore) per i nuovi richiedenti a partire dall'Aprile prossimo". 
Semplice, chiaro, succinto. 
Dunque, nessuno dei nostri maggiori quotidiani è riuscito non solo a riferire l'entità e la natura del provvedimento (non "A 11 STERLINE", cara Stampa, ma "DI 11 STERLINE", scusate se è poco. Nè da 60 sterline al mese a zero, cara Repubblica), ma perfino sui destinatari del provvedimento si è esercitata la più fertile (e futile) delle fantasie. Non "ragazze madri", bensì "genitori soli" (non genitori single, che da noi significa piuttosto "non sposati né accoppiati"). Se si fossero presi la briga di leggere un po' di più, avrebbero notato come la dicitura più frequente sia "lone parents", e cioè proprio, letteralmente, genitori soli, nel senso della solitudine. Certo, prevalentemente donne, molte reduci da divorzi e matrimoni falliti. 
Nessuno infine ha riportato l'origine Conservatrice della proposta, dato piuttosto saliente in termini politici, e azzardiamo probabilmente non estraneo alla rottura che si è consumata (un governo Laburista che raccoglie e fa propria, in una materia socialmente delicata e qualificante, una proposta Tory!). Ma chiedere discernimento e sensibilità politiche a giornalisti che hanno imparato da vent'anni di lezioni impartite da Bettino e del CAF il significato della parola "politica", questo - lo ammettiamo - sarebbe veramente chiedere troppo. 

Il primato del Bestiario spetta però, a nostro insindacabile giudizio, al "commento" di Antonio Polito, una delle vecchie signore (come tale, incline a scandalizzarsi) di Repubblica, dalle cui colonne il 12/12 ci sottopone una sua pisciatina che, se non tradisse in verità (vi dico) le sue smaccate tendenze tatcheriane, qualcuno potrebbe definire "cerchiobottista". Il pezzo, a cominciar dal titolo, ha un tono inspiegabilmente frivolo, come se dovesse riferire di pettegolezzi a un ricevimento-bene. Ma questo, lo sappiamo bene, non è colpa sua, quanto piuttosto un vizio collettivo: più la materia è seria, più i nostri commentatori ordinati professionali assumono toni da vaudeville, salvo poi citare Heidegger a proposito di sfilate di moda. 

Ma eccola, dunque, la Nostra: 

"L'Inghilterra ha assistito al primo mercoledì nero di Tony Blair, l'uomo che non doveva chiedere mai...". Ehe sì, ne sanno qualcosa segretarie e attiviste, soprattutto se giovani e di pelle fresca, di questo Super-Blair, uscito fuori dall'etichetta di un dopobarba per uomini veri. Sarà, da parte della Nostra, ironia oppure ammirazione per questo "uomo della provvidenza"?. Da buona cerchiobottista (ma una volta, non si chiamavano in un altro modo?), meglio lasciar le cose nel vago. Un lieve ammiccamento all'ala sinistra, per farsi preventivamente perdonare quel che segue... 
Andiamo avanti. Prosegue, Nostra Signora delle cose da Turchi: 

"... (la dizione ufficiale è "genitori singoli", ma da che mondo è mondo tocca alle madri restare sole)". In un émpito di consapevolezza (presto fugato), la realtà sembra quasi sfiorata: madri restate sole, matrimoni naufragati ... Non disperate, comunque, presto diverranno altra cosa: 
"In Gran Bretagna sono un esercito, un milione e mezzo, con due milioni e mezzo di bambini a carico. Il problema è che è diventato quasi una professione [...] Una ragazza-madre disoccupata, completamente a carico del governo, guadagna poco meno di una ragazza-madre che lavora, e in più non deve pagarsi l'asilo nido o la baby sitter". 
Bene, dato che nessuno finora vi ha detto a quanto ammonta questo famoso sussidio ridotto di 11 sterline alla settimana (ovvero, al cambio attuale di circa 2900 lire la sterlina, di un po' meno di 32.000 la settimana), tra mille difficoltà proviamo a dirlo noi, che dal Bhutan facciamo assai fatica ad avere notizie di prima mano e da così lontano. Temiamo proprio che, per un genitore solo con un figlio, si aggiri attorno alle 75 sterline la settimana, "prima del taglio" (cioè, 217.000 la settimana, ovvero circa 870.000 lire al mese). Non c'è che dire, c'è di che farne una comoda e ricca professione, campare con 870.000 lire al mese con un figlio a carico! Se poi una ragazza-madre (aridagli, ma non era un "genitore solo", una madre restata sola? Perché questo "arretramento anagrafico", se così vogliamo chiamarlo? Ci arriveremo tra poco) che lavora guadagni più o meno questa cifra, noi non sappiamo dirlo. Non possediamo statistiche in proposito. Ma tuttavia non possiamo fare a meno di notare che, se così fosse (e la signora Antonio Polito ne sembra convinta), sarebbe allora forse opportuno che un "commentatore" facesse qualche commento, di natura vagamente sociale, diciamo così, sui livelli di miseria presenti in un Paese che viene citato da più parti come esempio di "fuorisucita dalla crisi". Ma anche qui, non vorremmo pretendere troppo. 
Statevi però buoni, ché il colmo deve ancora arrivare. Di colpo, infatti, ecco che questa ostinata trasformazione da donne divorziate, sole, magari un po' sfiorite o di mezza età, in procaci ragazze-madri, acquista tutto il suo senso: 
Eccole dunque venire avanti, loro, le ragazze-madri, queste "[...] Maddalene con i loro bimbi tra le braccia", come recita la Nostra. 
Viene da domandarsi se la signora Polito non abbia per caso battuto la testa uscendo di casa (sapete, càpita talvolta alle signore anziane di inciampare). Da che mondo è mondo - giusto o sbagliato che  sia - Maria Maddalena è considerata essere stata una meretrice, sia pure buona d'animo. E dunque, diviene improvvisamente tutto insieme chiaro e semplice: queste ragazze-madri inglesi sono in verità delle gran mignotte, sia pure buone d'animo. Scopano, fanno figli, si fanno mantenere dallo Stato, e magari nascondono il drudo sotto il letto. Capìto? 
Eh sì, signore mie, si prenda esempio da Blair, è ora di dirle certe scomode verità, che non sono né di destra, né di sinistra! 
Come infatti continuiamo ad apprendere da Nostra Signora, bisogna fare propria "...la convinzione che il primo ministro inglese - a differenza di tutto quello che si è scritto su di lui - non è un moderato, ma un radicale, disposto a usare idee tradizionali della destra, se gli servono ad affermare la sua idea di sinistra. I suoi intellettuali lo dicevano, in campagna elettorale: oltre la destra e la sinistra. E così è." 
Amen. 

Articolo non firmato
 
 

































































Articoli riferiti:
Corriere della Sera sui tagli ai sussidi
12 dicembre 1997
Paolo Filo della Torre "Ipocrita ... Stalinista"
La Repubblica
12 dicembre 1997
La Stampa Prima rivolta contro il premier
12 dicembre 1997
La Stampa La nuova Sanità di Blair
11 dicembre 1997
Antonio Polito su Blair
La Repubblica 12 dicembre 1997