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Parole:

Fiscale :: Competitività :: Liberalizzazione :: Sovranità&Fiducia
Depressione :: Debito :: Rigore & co.  Lochescion&FunnyEngrish Mister Euro :: Rating&outlook :: Correlazione :: Meritocrazia

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Letture consigliate:

L'insolente redditività delle banche americane e la confessione tardiva di Deutsche Bank. 24/07/2013

Dipendenti e pensionati greci hanno pagato il prezzo più alto della recessione. 24/07/2013.

Unione Europea: Arroganza fuori luogo. 15/07/2013

Un sorriso con denti d'acciaio.  05/07/2013

Que reste-t-il de la démocratie dans l'Union européenne? 15/06/2013

Quello che "Alternative für Deutschland" non puo' dire. 28/05/2013

L'esperimento europeo è fallito. 16/04/2013

L'Euro è destinato a un inevitabile tracollo. 16/04/2013

Come ci hanno deindustrializzato. 29/04/2013

Ultimi post:

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Ma Bernanke non ha detto questo, caro Natoli
(Sole24Ore, 02/02/2012)

Il Sole pubblica un intervento di Bernanke sulla situazione economica globale. A chiosa (vedi il relativo commento) colloca un pezzo di Niall Ferguson col quale è francamente difficile capire quale sia il nesso.

Dell'intervento di Bernanke fornisce sia il testo originale in inglese (qui se non lo si trovasse più) e un resoconto a cura di Stefano Natoli che non può che essere definito come un falso clamoroso.

Metà di questo resoconto riguarda le affermazioni che Bernanke avrebbe fatto sulla “priorità” per gli USA di risanare i conti pubblici, omettendo informazioni essenziali a far capire che non si tratta affatto del sostegno ad una politica di austerità, né tanto meno una adesione alle politiche europee, come invece sembra alla lettura del resoconto. Si tratta anzi di una politica diametralmente opposta, come vedremo.

Anzitutto Bernanke parla del raggiungimento di un equilibrio del rapporto debito/PIL nel lungo periodo (non diversamente da quanto ha sempre affermato Krugman).

Parla di un cammino in cui “il debito resti stabile o, possibilmente, diminuisca”, sul lungo termine. Cita proiezioni (invecchiamento della popolazione, aumento della spesa sanitaria, ecc. ecc.) che si riferiscono al 2014 o al 2035.

“... Avere un grosso e crescente livello di indebitamento dello stato rispetto al prodotto interno porta a gravi rischi. Sul lungo termine la traiettoria attuale del debito federale rischia di compromettere la formazione di capitale privato e dunque di ridurre la crescita della produttività”.

Ma più oltre, caro Natoli:

"Anche se le politiche di bilancio devono affrontare il problema urgente della sostenibilità, devono fare attenzione a non ostacolare inutilmente l'attuale ripresa economica. Fortunatamente, i due obiettivi a lungo termine di sostenibilità e quello di evitare disincentivi addizionali di bilancio per l'attuale ripresa sono completamente compatibili, anzi, essi si rafforzano a vicenda."

Siamo dunque esattamente all'opposto del “fiscal compact” eurotedesco, che prevede invece una riduzione immediata del debito (non del deficit), cosa che si può fare solo con un sia repentino, sia perdurante surplus di bilancio, qualunque ipotesi si faccia sull'andamento del PIL.

E questo perché Bernanke, a differenza dei rigoristi di casa nostra, ha presente che il denominatore del rapporto debito/PIL è una variabile dipendente, non è determinato dalla  divina provvidenza.

Non cioè - tanto per essere espliciti e anche un po' provinciali - come dice il signora Fornero, che afferma - rimproverando a Passera il suo "romanticismo" - che le misure che il suo governo sta prendendo avranno effetti positivi solo sul lungo periodo. Cosa succeda da qui ad allora non è affare né suo, né del governo.

Anche il tiepido Bernanke fa la figura dell'audace rivoluzionario rispetto ai nostri “riformisti” accademici da salotto.

Argomenti

Cronologia

Rassegna stampa internazionale

12/08/2012 Juncker sulla Grecia

10-12/09/2012  Grecia, Francia, BCE

13/09/2012 Elezioni in Olanda

15-16/09/2012 Draghi al Bundestag. Grecia, Spagna, PS francese.

17/09/2012 Manifestazione sindacale europea. Draghi. Francesi, tedeschi e Maastricht. Bulgaria, Polonia, e l'Euro.

18/09/2012 Il fiscal compact. Grecia: crollo del costo del lavoro.

24/09/2012 Alta tensione in Grecia.

29/09/2012 I "numeri" di Maastricht.

16/10/2012 Ma l'avete capito il fiscal compact?

18/10/2012 Perché l'Europa si dibatte.

27/10/2012 Oltre al "Grexit", anche il "Brixit"? Gran Bretagna fuori della UE?

05/11/2102 Portogallo: Il partito socialista dice no a 4 miliardi di tagli. Irlanda: i sindacati e il corteo anti-austerità.

14/11/2012 Scioperi e manifestazioni in tutta Europa.

19/11/2012 La presidente Brasiliana Rousseff: "l'austerità è un autogol"

01/12/2012 Il partito antieuropeo avanza nelle suppletive inglesi.

24/01/2013 Salvataggio della Slovenia: il premier non si dimette.

08/02/2013 La depressione degli eurocrati.

14/02/2013 Quarto trimestre negativo per la zona euro.

20/02/2013 Perché la crisi euro non è ancora finita

02/03/2013 Handelsblatt: La CDU accomanda agli italiani di tornare alla lira.

10/05/2016 Dubbi tedeschi sul debito pubblico della Germania

31/07/2016 Intervista di Ray McGovern alla Neues Deutschland

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