Il Blog del Leprechaun

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Spagna

La Spagna è ad un punto di svolta: il salvataggio delle sue Banche mette in luce la natura delle difficoltà finanziarie della zona Euro. Non il debito pubblico (non lo è mai stato), ma il debito privato e la corrispondente situazione bancaria e interbancaria sono il vero problema da risolvere, e nessuna delle "autorità" deputate mostra di sapere come farlo.

El País (quotidiano vicino ai socialisti) riporta alcune notizie e informazioni.


L'Unione europea spinge la Spagna ad un piano di salvataggio

L'Europa deve modificare le norme per consentire un finanziamento diretto delle Banche.
Germania: pressioni sul del governo spagnolo perché ricorra al fondo di salvataggio.

Il grande tabù è stato spezzato. L'innominabile è qui tra noi. Il salvataggio di uno dei quattro paesi più grandi della zona euro non appare più come la prognosi dei signori delle tenebre. Il mix letale tra una recessione che promette di allungarsi e il conto enorme che ha lasciato il buco della Banca spinge sempre di più laSpagna verso la Grecia, l'Irlanda o il Portogallo.

E 'difficile trovare in questi giorni a Bruxelles un alto funzionario o un responsabile politico che, sotto anonimato, non dia per scontato che la Spagna finirà per chiedere un aiuto esterno per evitare di cadere in stato di insolvenza. "Bastano i numeri. Da dove arriveranno le decine di miliardi necessari perricapitalizzare il sistema finanziario spagnolo? Le attuali condizioni del mercato fanno sì che sia impossibile che arrivino da lì", dicono fonti comunitarie.

Il settimanale Der Spiegel ha riferito nella sua edizione di Lunedi che il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, ha fatto pressioni sul suo omologo Luis de Guindos perché la Spagna  ricorra al fondo di salvataggio europeo. La rivista sostiene che il governo tedesco, che quantifica il fabbisogno di capitale delle banche spagnole tra i  50 e i 90 miliardi di euro, ha deciso per questa oopzione all'inizio di questa settimana. Schäuble lo ha riferito al ministro spagnolo Mercoledì a Berlino, sempre secondo la versione della rivista. Tuttavia fonti governative spagnole spiegano che la conversazione tra i due ministri a Berlino si è incentrata sull'unione bancaria europea. Fonti del governo tedesco hanno detto ieri sera che "solo la Spagna può decidere di chiedere un salvataggio. Tutto qui."

Bruxelles è consapevole del potenziale distruttivo che potrebbe avere un salvataggio spagnolo. Preferisce quindi che la ricapitalizzazione sia fatta attraverso investitori privati ​​piuttosto che col  debito pubblico. Ma queste opzioni sembrano difficilmente realizzabili, e così le istituzioni europee affermano che ci sono i soldi ed i meccanismi necessari per prevenire un collasso delle banche spagnole.

Per evitare il disastro si fa solo affidamento su Mario Draghi. Ma il presidente della Banca centrale europea ha ribadito questa settimana che il loro lavoro non è "colmare il vuoto lasciato dall'inerzia  dei governi". Infine, se dovesse accadere il peggio, resta aperta una questione: se il salvataggio sarà diretto alle organizzazioni con problemi, Bankia in testa, o se il virus infetterà tutto il paese e se sarà lo Stato a dover ricevere il finanziamento.

Anche in questo inferno, le sfumature sono queste: se il prestito va al governo, il paese sarà sottoposto ad un intervento con tutte le relative conseguenze, nello stile delle tre che hanno già visto come protagonisti l'Europa e il Fondo monetario internazionale (FMI). Nessuno di questi casi è un precedente rassicurante. Se si considerano le entità, tuttavia, la Spagna dovrebbe mantenere un certo margine di manovra.

Nessuno sa a quanto ammonterà il conto che i contribuenti finiranno per dover pagare a causa degli eccessi delle banche durante gli anni folli del mattone. Un rapporto pubblicato Giovedi da Morgan Stanley stima il fabbisognodi capitale del sistema finanziario tra i 45 e i 55 miliardi , anche se alcuni analisti hanno alzato il tiro fino a 100 miliardi di euro. Per saperlo esattamente si deve saspettare la fine del mese, quando i consulenti Roland Berger e Oliver Wyman pubblicheranno la loro analisi delle del settore. "Lo Stato e le comunità autonome hanno bisogno quest'anno di  finanziamenti (debiti in scadenza, deficit pubblico e iniezione di capitale in Bankia) di almeno 250 miliardi di euro. Con il premio di rischio attorno a 540 punti è impossibile emettere una simile quantità di titoli di debito. Nessuna altra scelta, olre a quella di chiedere un aiuto esterno", dice il professore dell'Università di Valencia Joaquin Maudos.

Il giorno precedente il ministro dell'economia Luis de Guindos, di solito prudente, ha ammesso che il futuro dell'euro si giocherà in Spagna e in Italia nelle prossime settimane. Il Presidente della Commissione, José Manuel Barroso, ha suggerito di modificare le regole in modo che il fondo di salvataggio europeo possa utilizzare tutta la sua forza per finanziare direttamente le banche, bypassando lo Stato. Tuttavia, come ricorda il commissario Olli Rehn, le regole attuali lo impediscono.

Solo un accordo dei leader dell'UE, che si incontreranno a Bruxelles il 28 e il 29 giugno, potrebbe  allentare un po' il cappio che stringe isempre di più la Spagna. "Sembra difficile cambiare le regole in fretta, ma questa crisi ci ha già abituato al fatto che all'ultimo momento si prendano decisioni che molti ritenevano impossibili", dicono fonti della Commissione. "La ricapitalizzazione diretta è l'opzione migliore. Il fondo di salvataggio potrebbe essere il germe dell'unione bancaria europea, anche se attualmente non ha la strutture necessarie. E costruirle richiede tempo", ha detto André Sapir, del Bruegel Institute.

Il Presidente Mariano Rajoy ripete con fermezza, almeno di fronte ai microfoni, che la Spagna non richiederà nessun tipo di salvataggio . "Non è l'apocalisse. Noi non affonderemo ", ha detto ieri. "L'iniezione diretta di capitale non è un'iniziativa del governo. E in ogni caso sarebbe valida per tutte le banche europee, non solo per quelle spagnole", dice un portavoce del ministero dell'Economia. L'iniziativa ha però diversi problemi. Il maggiore si chiama Angela Merkel. Il Cancelliere ha chiarito che respinge un piano di salvataggio opaco, che non vada direttamente a un governo che sia responsabile della moneta fresca che riceve dall'Europa. "Prestiamo solo in cambio di sovranità" potrebbe essere il leitmotiv tedesco.

[ ...]

05/06/2012 - El País

Montoro ammette che la Spagna ha bloccato l'accesso ai finanziamenti

[Nota: La versione attualmente in linea, delle 17:02, è stata un po' rimaneggiata rispetto a quella qui tradotta]

Il Ministro richiede decisioni nell'area dell'euro per facilitare la ricapitalizzazione del settore bancario.
Assicura a proposito del possibile salvataggio della Spagna che "non arriverà l'uomo nero."

Il Ministro delle Finanze e della Pubblica Amministrazione, Cristobal Montoro, ha riconosciuto oggi che, data la situazione attuale del mercato e il premio di rischio sui 500 punti, lo Stato ha "un problema a finanziarsi e non ha aperta la porta dei mercati ", cosa indispensabile ora che deve ricapitalizzare le banche. Montoro ha così ammesso che la sfida "è aprirla". Ma "una parte della chiave sta nelle mani delle istituzioni europee", ha precisato.

Nella difficile situazione in Spagna e nella zona euro, Montoro ha richiesto in un'intervista a "Onda Cero" "diligenza, determinazione e disponibilità" dei partner e dei leader della  comunità. "Ivi incluso assumersi dei rischi politici", perché sono necessariedecisioni per garantire il futuro della moneta unica. Il primo passo a questo riguardo, ha aggiunto il ministro, è la Unione Bancaria. Grazie a questa "più Europa" che implica "più unione finanziaria", ha continuato, la Spagna potrebbe ricapitalizzare le sue banche con l'aiuto dei suoi partner, cosa che di fatto è l'unico modo per farlo prima della chiusura del mercato tradizionale dei finaziamenti, come si deduce dalle parole di Montoro.

Giovedi lo Stato avrà appunto l'occasione di testare la fiducia nel paese e vedere quanto la porta del denaro, come dice Montoro, sia chiusa. Il Tesoro ha convocato tra due giorni un'asta di titoli del debito a lungo termine nella quale prevede di vendere tra 1 e 2 miliardi di euro, una cifra inferiore rispetto al solito. Questo prudenza negliobiettivi è la risposta del Governo all'aumento della pressione nei mercati sulla Spagna. Per alimentare questo clima di sfiducia, le parole del ministro sono state ampiamente riportate nella stampa economica internazionale, che le ha descritte come il primoaperto riconoscimento da parte del dirigente che la Spagna ha bisogno di aiuto esterno per ricapitalizzare le banche in difficoltà come Bankia. Maanche le nazionalizzate Caixa Catalunya o Novagalicia e il sopravvenuto Banco de Valencia.

"La questione non è tanto di cifre - il danaro del quale le banche avrebbero bisogno e che secondo il presidente del Santander, Emilio Botin, è di 40 miliardi di euro - ma di procedura, da dove verrà, e per questo è così importante l'apertura delle istituzioni europee che si sono impegnate a raggiungere una tale cifra", ha detto il ministro prima di sottolineare che, in ogni caso, sono "cifre completamente accessibili." "Non siamo di fronte ad un dramma già scritto. Serve che le istituzioni europee si mettano in marcia e trovino il modo di fare òa  ricapitalizzazione delle banche attraverso procedure che portino a più Europa", perché a suo avviso, in questo modo nel caso della Spagna si potrebbe "porre fine a questa crisi economica". In ogni caso, Montoro ha detto che "la Spagna non ha bisogno di salvataggi dal punto di vista tecnico, non arriverà l'uomo nero."

Secondo l'analisi di Montoro, la Unione Bancaria può essere una realtà anche prima del vertice europeo di fine giugno. L'ideale sarebbe, ha aggiunto Montoro, che la proposta diffusa ieri dal commissario europeo per gli Affari economici, Olli Rehn, su di una maggiore integrazione finanziaria che permetterebbe in futuro che le banche spagnole ricevano assistenza direttamente dal fondo di salvataggio, "arrivi già matura" alla riunione. "Stiamo scommettendo su questo grande progetto chiamato Europa e che si chiama euro", ha insistito.

Montoro ha fatto anche riferimento alle dichiarazioni dello ex presidente di Bankia, Rodrigo Rato, che aveva criticato "la brutale iniiezione" del governo all'entità da parte dello Stato. Il ministro ha detto di non essere stato sorpreso, ma non ha voluto entrare in polemica e ha scansato il problema con un evasivo "il problema sollevato daBankia è risolto." Quanto al  PP catalano, il suo leader Alicia Sanchez Camacho ha detto alla "Colazione di TVE", che Rato è un gestore "eccellente".

Ha ancora fatto dichiarazioni il ministro delle Finanze sull'aumento dell'IVA nel 2013. Il ministro dell'Economia, Luis de Guindos, ha annunciato l'intenzione del governo di aumentare questa tassa entro la fine di aprile, una misura sulla quale la squadra di Montoro non è mai stata d'accordo. Nonostante le parole di Guindos un mese fa, il ministro delle Finanze ha detto questa mattina che "non vi sono previsioni" di aumentare l'IVA, ma poi ha aggiunto che "dobbiamo abbassare la pressione fiscale sul lavoro e spostare la tassazione più sul consumo e le questioni ambientali ".

Montoro ha parlato sul condono fiscale. Il provvedimento, in vigore da questo Lunedi quando è stato pubblicato nel BOE , facilita la frode, consentendo l'entrata di denaro contante. Il ministro delle finanze si è limitato a spiegare che questa iniziativa ha lo scopo di "far emergere l'economia sommersa" e ha scelto di cambiare il nome da condono a "regolarizzazione delle risorse ora sommerse." A suo parere, il governo "non perdona niente a nessuno, quanto piuttosto il contrario."

[...]

11/07/2012 - El Pais

Così si portano Grecia, Irlanda e Portogallo

I tre paesi oggetto dell'intervento della UE continuano ad avere difficoltà a causa degli aggiustamenti drastici.

L'arrivo di duri tagli e di politiche restrittive ha provocato nel caso della Grecia, Irlanda e Portogallo l'inizio di un periodo di duro adeguamento che, al di là dei dati macroeconomici, ha conseguenze gravi sulla vita dei cittadini.

Grecia. Nel suo quinto anno di recessione, la Grecia ha subito aggiustamenti successivi effettuati in cambio di due salvataggi con una drastica riduzione del tenore di vita. Dall'inizio della crisi, nel 2010, i cittadini hanno visto il loro reddito tagliato del 40% e il 50%, le pensioni hanno subito un calo del 15% in media (e fino al 25% quelle superiori a 1.200 euro mese), e l'aumento delle imposte dirette sui consumi ha causato la rovina delle piccole imprese, in un paese dove le PMI rappresentano circa il 55% di tutte le imprese del paese: uno su tre negozi ha chiuso. La disoccupazione si aggira intorno al 23%, anche se tra gli under 25 supera già il 50%. [...]

Irlanda. Il governo irlandese ha annunciato oggi un piano di adeguamento con il quale si aspetta di risparmiare 15 miliardi entro il 2014, con drastiche misure di taglio che influiscono negativamente sul tenore di vita a breve termine, per ricevere aiuto dai suoi partner. Tra le più dure, la riduzione del numero dei funzionari di 24.750 unità, pari al 7% del totale. Le pensioni al tempo stesso saranno ribassate, mentre dal lato entrate l'IVA salirà al 23% entro il 2014 e aumentaranno le tasse sul reddito. Tuttavia, non saranno toccate quelle delle società, ben al di sotto degli altri partner nell'area dell'euro, con un 12,5% che è criticato da Bruxelles.
Il personale che lascerà il suo posto alla fine supera le aspettative, perché si sperava fossero  20.000. Nonostante la portata del taglio, si deve ricordare il notevole aumento del reclutamento del personale pubblico che ha avuto luogo negli ultimi anni. Secondo i dati della fine di settembre, c'erano 361.000 dipendenti in carico all'amministrazione in un paese di 4,5 milioni di abitanti. [Tuttavia l'Irlanda NON ha un alto numero di dipendenti pubblici come si vede qui dai dati OCDE, NdT] [...]

Portogallo. Nel mese di aprile dello scorso anno, l'allora primo ministro portoghese José Socrates, socialista, ha formalmente chiesto un salvataggio di 78 miliardi di euro dal FMI, la BCE e l'UE , la troika, costituitasi come gruppo di creditori. Sei mesi dopo le elezioni generali, il primo ministro conservatore, Pedro Passos Coelho, ha annunciato le prime misure di austerità: abolizione dei premi ai dipendenti e pensionati con uno stipendio di oltre 1.100 euro senza data precisa per il ritorno allo stato attuale. A questo taglio hanno seguito altri: le visite mediche sono aumentate a cinque euro e quelle di emergenza, che ne costavano dieci, sono salite a 20, l'IVA è salita al 21% e sono aumentate le tariffe del trasporto pubblico e di altri servizi. Ogni tre mesi, gli ispettori della troika visitano il paese per incontrare i leader, controllare lo stato dei conti, consigliare ulteriori tagli, ordinare nuove misure e, infine, mettere il visto di Ok e ordinare di versare la tranche di denaro corrispondente.

Oggi, l'abolizione dei pagamenti aggiuntivi ai funzionari è stata dichiarata illegale dalla Corte costituzionale portoghese e il ministro delle Finanze, Vítor Gaspar, è alle prese con un deficit che va alla deriva, una disoccupazione in costante aumento (attualmente circa il 15% e che arriverà, secondo l'OCSE, al 16,2% nel 2013) e una contrazione dell'economia a un tasso del 3%. I dati del deficit sono sintomatici: nel primo trimestre del 2012 è arrivato fino al 7,9%, molto lontano dalla meta promessa del 4,5%. Gaspar poco tempo fa ha spiegato qual'è il problema: lo Stato non ha sufficienti introiti, come conseguenza della anemia nella quale sono piombati la industria e il consumo in Portogallo. [...]

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Cronologia

Rassegna stampa internazionale

12/08/2012 Juncker sulla Grecia

10-12/09/2012  Grecia, Francia, BCE

13/09/2012 Elezioni in Olanda

15-16/09/2012 Draghi al Bundestag. Grecia, Spagna, PS francese.

17/09/2012 Manifestazione sindacale europea. Draghi. Francesi, tedeschi e Maastricht. Bulgaria, Polonia, e l'Euro.

18/09/2012 Il fiscal compact. Grecia: crollo del costo del lavoro.

24/09/2012 Alta tensione in Grecia.

29/09/2012 I "numeri" di Maastricht.

16/10/2012 Ma l'avete capito il fiscal compact?

18/10/2012 Perché l'Europa si dibatte.

27/10/2012 Oltre al "Grexit", anche il "Brixit"? Gran Bretagna fuori della UE?

05/11/2102 Portogallo: Il partito socialista dice no a 4 miliardi di tagli. Irlanda: i sindacati e il corteo anti-austerità.

14/11/2012 Scioperi e manifestazioni in tutta Europa.

19/11/2012 La presidente Brasiliana Rousseff: "l'austerità è un autogol"

01/12/2012 Il partito antieuropeo avanza nelle suppletive inglesi.

24/01/2013 Salvataggio della Slovenia: il premier non si dimette.

08/02/2013 La depressione degli eurocrati.

14/02/2013 Quarto trimestre negativo per la zona euro.

20/02/2013 Perché la crisi euro non è ancora finita

02/03/2013 Handelsblatt: La CDU accomanda agli italiani di tornare alla lira.

10/05/2016 Dubbi tedeschi sul debito pubblico della Germania

31/07/2016 Intervista di Ray McGovern alla Neues Deutschland

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